Speciale Calcio – Made In Italy! – Parte 03

Strano, ma vero.** Tristemente vero. Il calcio videogiocato fatto dagli italiani conta pochissimi titoli. Suona come una stonatura, perché il nostro è un popolo di commissari tecnici. Eppure i giochi Made In Italy si contano sulle dita di una mano e sono praticamente tutti raggruppati tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 quasi in corrispondenza dei Mondiali delle ” Notti magiche” e della maledetta (per noi azzurri) lotteria dei rigori. Evidentemente preferiamo giocare o guardare l’operato degli altri, e qui siamo un po’ voyeur. Ed è senza dubbio “I Play 3D Soccer” della Simulmondo ad essere il più conosciuto anche all’estero. Da ricordare anche “World Cup 90” della Genias per Amiga e per Commodore 64, uscito subito dopo i mondiali di quell’anno. Per il resto, c’è poco, anzi, il nulla almeno per quanto riguarda le produzioni ufficiali. Col passare del tempo, qualche programmatore amatoriale ha sfornato cloni, più o meno riusciti, dei vecchi classici come “Kick Off 2” e “Sensible World of Soccer”, ma questa è un’altra storia così come una piccola chicca, di marca transalpina e di nome “Numero 10”, uscito per un computer che tutto si considerava tranne che una piattaforma per giocare: **l’Olivetti Prodest Pc 128.

DIFENSORE, CENTROCAMPISTA, ALA, ATTACCANTE. I RUOLI DI “I PLAY 3D SOCCER”

Nel 1991 la Simulmondo, casa bolognese presieduta da Francesco Carlà, che si è fatta conoscere anche all’estero per alcuni giochi diventati storici come “F1 Manager”, solo per citarne uno, lanciò sul mercato un titolo ambizioso: “I Play 3d Soccer” . Il nome inequivocabilmente conteneva la parola 3d e questo elemento è presente nella versione Amiga, e fin qui nessuna sorpresa, ma era compreso anche nel gioco per Commodore 64. Ma, oltre al dato tecnico, ce n’è un altro da sottolineare: il giocatore non controllava tutta la squadra ma sceglieva un ruolo e prendeva i comandi di un singolo atleta. Si poteva dunque decidere di fare il terzino e sgroppare sulle fasce, stando attenti alla difesa, oppure fare il bomber d’area di rigore, o dettare i tempi del fuorigioco e fare il libero. Questo aspetto rivoluzionario della giocabilità, come sappiamo, è stato riproposto prima “Libero Grande” su PlayStation , dopo un oblio per diversi anni, e nuovamente adottato l’anno scorso da “Fifa 08”, e successivamente quest’anno, sempre dal gioco della EA Sports e dal suo rivale, “Pes 2009”, con la modalità “Diventa un mito”. Era presente anche la possibilità di giocare in due ed in questo caso lo schermo, anche sul C64, veniva “splittato”, diviso in due. Piccolo tocco di classe degno di nota era il tipo di controllo, abbastanza fluido col joystick, e soprattutto sul chiamarsi la palla. Bastava premere il pulsante e tirare la levetta in giù per vedere il giocatore alzare il braccio destro per ricevere l’attenzione dei compagni ed avere la sfera tra i piedi o nella direzione desiderata. Un gesto semplice ma elegante allo stesso tempo, una piccola nota di poesia tra i pixel di un 3d oggettivamente scarso per l’hardware che stava cominciando a sentire il peso degli anni.

RIVOLUZIONE DELLA SPECIE O PRECURSORE DEI TEMPI?

Il dilemma diventa amletico. “I play 3d soccer” è da considerarsi come rivoluzione della specie o un precursore dei tempi? Un po’ l’uno e un po’ l’altro probabilmente. Il fatto di aver cambiato il game-play e di aver dato una ventata di freschezza al settore era però contrastato da una giocabilità non esattamente impeccabile. L’intelligenza artificiale lasciava un po’ a desiderare , e nel complesso, benché i giocatori fossero ben disegnati e definiti nella versione Amiga, la grafica era troppo scarna e piatta. C’era anche un piccolo bug che consentiva, una volta andati a segno, di calciare il pallone in porta nuovamente, portando a casa gratuitamente altri gol. Si può dire però, senza dubbio, che sia stato reinventato il concetto di gioco e che nel 1991 si sia aperta una via che, seppur tortuosa e costellata da pochissimi titoli similari, ci ha portato ad apprezzare le “idee” di Fifa e Pes. La scelta della Simulmondo, inutile dirlo, fu coraggiosa in tempi in cui “Kick Off 2” sovrastava tutti e “Sensible Soccer” era agli esordi. L’anno dopo, la software house emiliana replicò con il seguito…

IA MIGLIORATA E PARTITE PIU’ EQUILIBRATE CON “I PLAY FOOTBAL CHAMP”

La tattica entra in “I Play Football Champ” , il seguito di “I Play 3d Football”, equilibra di molto l’intelligenza artificiale e migliora lievemente la giocabilità dando all’utente la possibilità di scegliere una qualsiasi squadra dei massimi campionati per club più prestigiosi d’Europa, tra questi Italia, Inghilterra e Germania. A differenza del predecessore, però, i l secondo capitolo rimescolava i livelli in campo . Se nel primo episodio anche il Lecce poteva battere tranquillamente la Juventus ed anche con un largo margine, in “I Play Football Champ” questo non accadeva. A seconda della scelta della squadra, infatti, potevamo scegliere un cammino semplice vestendo la maglia di uno squadrone, all’epoca prendendo la Sampdoria con Vialli e Mancini, scudettata nel 1991, vincere la serie A era molto semplice, o prendere una squadra meno forte e tentare di conquistare un’onorevole salvezza o la zona Uefa . Il tutto rendeva il game play più realistico come il fatto di essere cacciati se la squadra non avesse ottenuto gli obiettivi di inizio stagione. Una componente manageriale non indifferente, ereditata da alcuni lavori della Simulmondo.

LA VERSIONE COMMODORE

I due “I Play 3d Soccer” per l’otto bit di casa Commodore avevano una giocabilità discreta ed erano supportati da una grafica 3d molto pixellosa. Pochissimi, inoltre, i frames nelle animazioni e questo riduceva parecchio la giocabilità. Tuttavia, il prodotto non è da considerarsi cattivo, anzi. Decisamente meglio di molti altri titoli estremamente più pubblicizzati. “I Play Football Champ”, pur essendo simile al primo episodio, introduce alcune schermate grafiche interessanti, diverse opzioni ed anche in questo caso migliora la giocabilità. 

I MONDIALI DI CASA NOSTRA VISTI DALLA GENIAS

Piccolo passo indietro nel tempo. Torniamo nel 1990 e la Genias , altra casa italiana, sfornò ” World Cup 90″ , di chiara ispirazione ai mondiali di casa nostra di quell’anno. Con la massima rassegna calcistica in Italia, la Genias non poteva farsi sfuggire questa occasione. Si aveva l’opportunità di scegliere una delle 24 finaliste della Coppa del Mondo e di percorrere il cammino verso il trionfo. Graficamente ben curato, in vesti Amiga chiaramente, aveva nella giocabilità il suo punto di forza . Ritmi elevati, ottima possibilità di far gol in tantissimi modi diversi ed opportunità di giocare in due nella stessa squadra tentando di dare scacco matto al computer erano i dati salienti di un gameplay molto interessante. Non era per niente semplice riuscire ad avere ragione sulla CPU ed in coppia era fondamentale avere un buon affiatamento, proprio come nel calcio vero d’altronde. Buona la realizzazione tecnica, con una buona grafica che diventava di effetto se si aveva la sfortuna, per noi italiani sostanzialmente è così, di arrivare alla lotteria dei calci di rigore. La sessione dei tiri dal dischetto era disegnata egregiamente e le animazioni, soprattutto del portiere, seppur con pochi fotogrammi, erano apprezzabili. Vincere la Coppa del Mondo in “World Cup 90” era davvero un’impresa degna di nota.

I PROGRAMMATORI AMATORIALI E GLI OMAGGI AI GRANDI CLASSICI

Con internet ed il suo sviluppo, molti programmatori amatoriali si sono cimentati nella creazione di omaggi e nuove opere. Spesso e volentieri c’è un ritorno di fiamma per i grandi classici e così va fatto un piccolo cenno per menzionare “Yoda Soccer” , ispirato a “Sensible World of Soccer”, e “Thrown in” , il clone di “Kick Off”. Entrambi disponibili per Pc sono gratuiti, anche se fermi da qualche mese.

Conclusioni

Simulmondo e Genias sono state le uniche software house italiane ad avere il coraggio di pubblicare giochi di calcio in un periodo, probabilmente, non troppo favorevole. Pochi, infatti, ricordano il “World Cup 90” della Genias ed è un peccato perché il titolo avrebbe meritato più visibilità. Diverso il discorso per la Simulmondo e per i “I Play 3d Soccer” ed “I Play Football Champ” che, come ampiamente spiegato nel corso di questo racconto, seppero dare il via ad un nuovo tipo di concezione calcistica. Tema che è poi stato sfruttato in seguito. E poi va considerato internet ed i tanti programmatori amatoriali che hanno realizzato lavori apprezzabili su tutti i fronti.

Edoardo Ullo

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