Fuga da Deponia – Recensione

Dopo quasi un anno dall’uscita ufficiale in Germania, arriva nel Belpaese Fuga da Deponia, avventura di punta di Daedalic Entertainment prodotta da Lace-Mamba Global e distribuita da FX Interactive in Italia e Spagna – per inciso, il titolo originale del gioco è Deponia. In questo nuovo punta e clicca del celebre team tedesco – già autore di The Whispered World, The Dark Eye – Chains of Satinav e del recentissimo Harvey’s New Eyes – impersoniamo un protagonista tutto nuovo che vive in una strana città piena di?spazzatura: Deponia, da cui è apparentemente impossibile fuggire.

Il fardello degli eroi

La storia è incentrata sulle vicende di Rufus, un combina guai di prima categoria che ama mettere in atto i più disparati piani per fuggire da Deponia, di cui la maggior parte finiscono con spalle lussate e almeno due esplosioni. Il disagio di Rufus riguarda tutto il territorio di Deponia e non solo il villaggio in cui vive, Kuvaq, un piccolo agglomerato di appartamenti stile Megatron di Fallout 3: il sogno del giovane è di raggiungere Elysium, un paradiso terrestre con aria pura e belle fanciulle. Il gioco comincia con l’ennesimo piano di fuga di Rufus, che ha reso ormai scettici tutti gli abitanti del villaggio circa il buon esito del progetto: stavolta l’obiettivo è di farsi sparare in aria lontano da Deponia, per poi farsi strada verso Elysium. Come da programma, il lancio non va a buon fine e Rufus si ritrova incastrato su un Incrociatore Organon, la nave spaziale della principale organizzazione militare presente nel gioco. Dopo aver messo insieme ciò che resta della valigia, il ragazzo scorge un’elisiana in difficoltà, Miss Gal, a cui riesce a salvare la vita in maniera tempestiva ma goffa, facendola precipitare su Kuvaq.

Terminato l’incipit della storia che introduce i personaggi, Rufus si troverà davanti una serie di problemi da affrontare: nell’impatto, Gal ha subito danni celebrali che le impediscono di svegliarsi e, come se non bastasse, tutti gli abitanti di Kuvaq si rivelano acidi come latte scaduto, sottovalutando le potenzialità del protagonista e litigando su chi dovrà accaparrarsi la fanciulla. Mettendo da parte la volontà di lasciare Deponia, Rufus comincia a guardarsi attorno per curare Gal apparentemente perché la gentilezza è il fardello degli eroi, coltivando in realtà l’obiettivo di portarsela ad Elysium e realizzare in un sol colpo la tanto desiderata fuga e un gran matrimonio con una bellissima ragazza elisiana. Il background narrativo messo in piedi da Daedalic non si ferma al classico esempio di un viaggio d’amore e una lista di buone azioni, un po’ come accade in Chains of Satinav, bensì regala spunti divertenti dall’inizio alla fine: Rufus è uno dei character più riusciti di tutte le produzioni del team, capace di mostrare la sua ironia in ogni occasione – spesso fuori luogo – coltivando sogni apparentemente impossibili da realizzare, come fuggire dalla discarica deponiana e sposarsi Gal, un’elisiana che non ha niente a che fare con la gente di basso rango. A ciò, vanno aggiunti i vari comportamenti dei cittadini di Kuvaq, i disastri che Rufus continuerà a combinare e il frenetico evolversi della situazione.

Tuttofare

In questi anni abbiamo assistito all’ascesa di Daedalic tra gli sviluppatori di avventure grafiche e Fuga da Deponia rispecchia proprio l’evoluzione del team, che conta ormai su tanta esperienza e solide qualità. La giocabilità del titolo chiama a sé tutti gli avventurieri, alternando intuitive combinazioni in inventario ad enigmi piuttosto complicati, che però possono essere risolti ponendo maggior attenzione ai dialoghi con i protagonisti. Per il 90% dell’avventura Rufus mostrerà le innate qualità del fai-da-te tipico dei protagonisti del genere, i cui frutti serviranno per risolvere i problemi all’interno delle location, come aggiustare un carrello minerario attraverso componenti mai sentite nominare piuttosto che studiare creative soluzioni per animare un toro di legno o sovra-eccitare un povero gattino. Fortunatamente, il susseguirsi di enigmi non risulta un problema grazie all’enorme mole di siparietti tra i personaggi, che comprendono dialoghi simpatici e scenette ricche di humour dopo l’ennesimo pasticcio di Rufus. Parte integrante dell’atmosfera lo sono anche Kuvaq, comprensiva di tutti i cittadini, e il già citato protagonista, sempre molto incline a farsi una risata. Nonostante le molteplici azioni da compiere tra inventario e location, Daedalic ha inserito una manciata di minigame differenti per Deponia, in cui la schermata verrà zoomata e bisognerà mettere mani ad un dispositivo per regolare qualcosa. Aprendo anche ai casual gamer, tali mini-giochi possono essere saltati tramite l’apposito comando, anche se con la giusta logica si arriva quasi subito alla soluzione. Possiamo concludere che Fuga da Deponia non è un’avventura grafica difficile, e gli enigmi più impegnativi trovano possibili aiuti tra le linee di dialogo e qualche altro espediente; tuttavia alcune combinazioni possono spiazzare, in quanto l’inventario di Rufus non sarà mai eccessivamente pieno, così come gli oggetti con i quali interagire si conteranno sulle dita di una mano, limitando il raggio d’azione a pochi elementi di cui, magari, non se ne capisce il nesso.

Inventario tra i sacchetti di spazzatura

Come intuibile dal background narrativo, svolge un ruolo importante anche la location di Deponia, in particolare tutti gli elementi che a Rufus non vanno giù e i personaggi che vivono a Kuvaq. Basandosi su questo, Daedalic ha dovuto concentrare molti sforzi nella realizzazione degli ambienti e di ogni singola schermata, con un risultato davvero incredibile. Ritroviamo la solita grafica stile disegno realizzata col pacchetto Visionaire, motore grafico già utilizzato per altre avventure, che ha la peculiarità di sviluppare in ambienti in 2.5D e facilitare la creazione di animazioni precise e ben curate, qualità mostrate fin da subito col simpatico tutorial. Deponia si presenta, dunque, come un ammasso di spazzatura e qualche villaggio sparso per il territorio, tra cui la Kuvaq esplorata nella prima parte della storia. Gli abitanti sono privi di risorse primarie come l’acqua – rimpiazzata da uno strano liquido verdastro chiamato moscurina – e mostrano una certa contrapposizione con la tecnologia: da un lato ritroviamo sofisticati marchingegni, dall’altro un ufficio postale che utilizza gatti e piccioni per le spedizioni. La caratterizzazione ambientale, dunque, passa attraverso vari espedienti narrativi supportati egregiamente dalla qualità delle texture e dalla cura maniacale già discussa, portando ad un eccellente risultato che colloca Fuga da Deponia tra le migliori avventure grafiche in termini tecnici. La qualità del level design viene trasmessa anche a ciascun personaggio: il numero delle persone con le quali è impossibile interagire non è altissimo, tuttavia ciò ha permesso di concentrarsi su pochi modelli e raffinare le animazioni e i dettagli per ciascuno, scelta premiata dal risultato finale. Molte scenette si svolgono col motore grafico del gioco, tuttavia ci sono un paio di stacchetti realizzati attraverso sequenze apposite, come quelle – molto simpatiche – che introducono una nuova parte della storia. Anche se in ritardo, la versione completamente localizzata in italiano presenta un ottimo doppiaggio e si lascia preferire a quella inglese proprio per questo: tuttavia, va ricordato che attualmente è in commercio la Limited Edition del gioco, in inglese, che comprende un poster e il disco extra con la soundtrack. Proprio per quanto riguarda le tracce, seppur pochine, ben si sposano con l’ambientazione proposta, anche se in generale sono state campionate meglio rispetto al doppiaggio – è un difetto di ogni versione, non solo italiana – con la conseguenza di un dislivello nel volume che crea qualche problema a livello di impostazioni. In più di ogni occasione, nel gioco sono presenti giochi di parole che la versione italiana ha dovuto riadattare, fortunatamente in maniera brillante, altro elemento che fa pendere l’acquisto verso la retail di FX Interactive. Ottima longevità: le mirabolanti avventure di Rufus tengono incollati allo schermo tra le 12 e le 15 ore, non equamente divise per le varie parti della storia: la prima fase, a Kuvaq, occupa già un buon 50% del gioco, di cui la restante metà è divisa tra le parti finali.

Conclusioni

Anche stavolta concludiamo l’analisi di un brand Daedalic complimentandoci col team: Fuga da Deponia è una delle migliori avventure grafiche del 2012 e, probabilmente, la migliore tra le fila dei tedeschi, forte soprattutto dell’esperienza maturata in questi anni. Cominciando dal protagonista e passando per tutti i vari personaggi proposti, Deponia assume caratteristiche ben delineate, una novità per le avventure grafiche, spesso incentrate soprattutto sul carattere del proprio eroe. Volendo, possiamo definire l’ambientazione stessa come l’elemento principale del gioco, cui contorno è rappresentato dalle vicende di Rufus e i personaggi che contribuiscono alla storyline. A patto di non aspettarsi stravolgimenti per quanto concerne la giocabilità, Fuga da Deponia è un’altra avventura grafica da comprare assolutamente.

In breve

  • Genere:
  • Sito web: Vai al sito
  • Data di rilascio: Novembre 2012 (Italia)
  • Sviluppatore: Daedalic Entertainment
  • Distributore: Lace Mamba Global - Daedalic Entertainment
  • Publisher: Lace Mamba Global

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Studente di Informatica Magistrale (Università di Bari "A.Moro").\r\nMi divido tra studio, Juventus e tecnologia tra mille passioni.\r\nL'obiettivo più vicino è la laurea, poi si vedrà.