Perché il pubblico non sceglie il grande capo?

Siamo curiosi di sapere cosa avverrà nel famoso Terminus, stazione nella quale Rick e i suoi (notate bene, Rick e i suoi) sono stati catturati alla fine dell’ultima stagione trasmessa. E, mentre aspettiamo, abbiamo deciso di indulgere in qualche riflessione, tenendo presente anche un’altra tra le più famose serie tv mai mandate in onda. Lost ci aveva stupito e catturato tutti, perlomeno durante le prime stagioni. Quindi eccoci qui, di nuovo pronti a sputare sentenze e fare confronti: due gruppi di persone in situazioni estreme, due leader per parte. Vediamo come questi leader si rapportano con le responsabilità, con l’arma della scelta, con la morale? e soprattutto col giudizio del pubblico.

Lo sceriffo?

Che Rick Grimes sia, di fatto, il leader del gruppo dei nostri eroi in “The Walking Dead” ci viene chiarito presto e in molti modi. Sarà lui stesso a dircelo. Inizialmente, la sua posizione di membro alfa del gruppo e il suo potere decisionale vengono messi in discussione dall’incontro con il suo ex collega e amico Shane Walsh, all’arrivo nel campo dei sopravvissuti. I confronti tra i due sono spesso molto tesi, ed è evidente come i problemi di Rick non siano tanto legati all’apocalisse zombie sempre più dilagante , quanto alla fiducia di suo figlio e all’amore instabile di sua moglie. L’eliminazione fisica di Shane, e i problemi mentali che hanno cominciato ad affliggere Rick dopo la morte dell’odiosa moglie, ci hanno fatto mettere a fuoco meglio un personaggio decisamente apprezzabile. Un personaggio dinamico, che ha saputo stupire – e si spera che continui a farlo. Ma se nella serie Rick ha dovuto fare i conti solo con Shane (non certo benvoluto dal pubblico per le sue azioni moralmente discutibili) per il ruolo di capo, nei cuori dei telespettatori ha dovuto combattere contro il carisma di uno dei più epici “badass” mai apparsi nelle serie tv – si parla di Daryl Dixon. Le people’s choices sono chiare: siti su siti confermano che è lui il personaggio più gettonato della serie, non fosse altro per il suo passato un po’ travagliato da duro e la balestra che – diciamocelo in sincerità – fa molto più figo di un banale revolver. Anche Daryl ha subito un’evoluzione non indifferente, passando dall’outsider menefreghista del gruppo, al cacciatore e cecchino che risolve le situazioni con abilità e forza di carattere. Daryl si fa pian piano scoprire anche dal punto di vista umano, una dimensione inizialmente inesplorata. Indubbiamente un gran bel personaggio, ma non un leader. Semmai un aiutante, e dei migliori. Il pubblico lo sceglie e lo osanna, mentre Rick pare un dardo consumato dalla troppa usura, che il cacciatore non si fa problemi a spezzare.

E il dottore?

Un medico rappresenta quasi sempre una figura autoritaria e piena di carisma. Jack Shephard prende subito il controllo della situazione dopo un disastro aereo su un’ isola apparentemente deserta. Cosa si può volere di più da un leader? Ebbene ancora una volta il pubblico ci dice che effettivamente si può volere di più. Jack Shephard è un uomo che ha i suoi problemi (come tutti i personaggi in Lost, lo conosciamo grazie al suo passato mostrato nei flashback che impazzano nelle puntate) e i suoi punti di forza. Tutti i personaggi sono costruiti in modo magistrale in Lost, che dedica molto spazio a un’esplorazione psicologica minuziosa e affascinante. Tutto è spiegabile a partire dal passato (e dal futuro, man mano che andiamo avanti). Il parallelo con The walking dead è evidente: abbiamo subito pensato a Lost quando abbiamo visto l’ennesimo gruppo in pericolo, bisognoso di un capo che lo guidi. E abbiamo pensato a Lost anche ascoltando i giudizi degli appassionati. Anche qui il grande capo si trova contro un altro potenziale alfa in più occasioni. James “Sawyer” sembra godere del favore del pubblico (e come se non bastasse, anche della bella Kate) molto più delnostro buon dottore. Sawyer è un figo per le donne ed un modello da imitare per gli uomini. Mentre Jack ci si presenta come un alfa bisognoso di un gruppo da guidare, Sawyer ha quella mentalità da duro che gli permette di sopravvivere anche per conto suo, ma che vuole anche contare in gruppo. È quindi la sconfitta del buon capo che salva le vite con le sue mani ai suoi compagni. Strano? Non finisce qui: le votazioni del pubblico ci confermano che Jack perde anche contro altri personaggi, come il mistico John o il caotico Ben. Un chirurgo tagliato a metà dalla critica.

Lo specchio della televisione

È interessante notare come spesso figure come quella di Rick Grimes e Jack Shephard siano considerate fondamentali per il loro ruolo dagli spettatori, ma quando posti davanti alla scelta del loro personaggio preferito, gli stessi siano portati a non considerarli neanche. Perché? Una possibile spiegazione ci è venuta in mente. E non si tratta del fatto che siano personaggi troppo buoni e scontati. Non ci dimentichiamo mica del Rick che abbandona le persone delle quali non si fida. Tutt’altro. Come non vogliamo far finta di niente quando ci torna in mente che Jack aveva pur sempre tradito sua moglie. Ma non si tratta di questo, no. Si tratta del meccanismo di identificazione che scatta nello spettatore quando guarda lo schermo e prova a riflettersi in esso. Molto spesso, infatti, si tende a preferire un personaggio con meno responsabilità e più libertà di azione. È una sorta di scommessa: conviene di più rischiare su Daryl Dixon, più slegato da rapporti umani di Rick Grimes. Come alla lunga ci si stufa un po’ della sfrenata voglia di sistemare le cose di Jack Shephard, e ci si concentra magari sulla caotica esistenza dello sfortunato John Locke.

In conclusione bisogna riconoscere che i grandi capi hanno il lavoro più duro di tutti. Sono fatti per essere sempre in testa, tranne che nelle classifiche degli spettatori.

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