Creadipiù: La nostra intervista – “Meid” in Italy

 

Oltre sessanta progetti di traduzione per una community che punta in alto

“Meid” in Italy è un piccolo spazio di Cyberludus appositamente dedicato agli sviluppatori e alle community di giocatori o modders del panorama videoludico nostrano. Oggi parliamo di Creadipiù.


 

Creadipiù: di che cosa si tratta? Come è nato questo progetto?

Giangy: “Creadipiù”, a suo tempo, doveva essere il nome per un sito di creazioni di carta che stava preparando mia moglie. Col passare del tempo, visto che il sito non andava avanti, ho deciso di prenderne possesso io. Tutto ebbe inizio quando acquistai Sins of a Solar Empire Rebellion: notai la mancanza della lingua italiana, e sfogliando le varie cartelle, vidi il file che una volta modificato mi avrebbe permesso di cominciare a tradurre il titolo in italiano. Dopo vari test e aver tradotto una buona parte, feci un video e lo caricai su YouTube. Da lì, diverse persone mi chiesero maggiori informazioni e mi suggerirono di aprire un sito o forum. Ed ecco che il dodici agosto 2012 nacque www.creadipiu.com, punto di aggregazione per i traduttori italiani di videogiochi e database per i loro lavori.

Ommariuolo: Una delle mie saghe preferite è King’s Bounty, e dopo aver giocato Warrior of the North (che non venne localizzato), pensai di tradurlo a tempo perso. Arrivato a circa tre quarti del lavoro, mi resi conto di non avere più tempo. Cominciai allora a cercare l’aiuto di qualcuno, e così incappai in Creadipiu. Era proprio il periodo nel quale (tra le altre cose) era in procinto di partire la traduzione di The Banner Saga, un titolo che mi aveva incuriosito molto e che non vedevo l’ora di provare. Di Creadipiu mi colpì il fatto che, rispetto ad altri forum, era molto attivo e vivace, e che fungeva da punto d’incontro per chiunque desiderasse avvicinarsi al mondo delle traduzioni. Sono passati più di due anni, e questa community, oramai, è praticamente una seconda casa per me.

 

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Come funziona il mondo della traduzione “amatoriale” dei videogiochi? Quali sono i procedimenti, le tempistiche e le difficoltà di questo ambiente?

Giangy: Il mondo delle traduzioni amatoriali dipende, nella maggior parte dei casi, dall’interesse delle persone: più ci sono richieste e più si è invogliati a tentare di tradurre un titolo. I procedimenti possono essere più semplici o più complessi, ciò dipende da come è stato sviluppato ogni specifico gioco. Ad esempio: molti videogiochi hanno il file di lingua scritto in xml o in csv, editabili senza problemi, mentre in altri casi servono degli strumenti adatti a scompattare i file in modo da poter estrarre i testi. Le difficoltà tecniche sono svariate.

Ommariuolo: Secondo un dogma inviolabile, fra qualità, velocità ed economia se ne possono scegliere solo due. E dato che un lavoro amatoriale è gratuito, ne consegue che bisogna scegliere fra le sole velocità e qualità: parlando praticamente, bisogna selezionare quale dei due problemi affrontare. La lentezza porta le persone a perdere rapidamente interesse e ad allontanarsi dal progetto, con le richieste che cominciano ad accumularsi. La scarsa qualità fa invece cattiva pubblicità e tiene a distanza i bravi traduttori. Ci sono poi altri due problemi, entrambi legati alle persone. Il primo è che molti giocatori, invogliati dal fiume di giochi disponibili in DD, chiedono praticamente una traduzione al giorno, quando molte traduzioni richiedono almeno un mese di lavoro. Alcuni insistono, senza rendersi conto che un traduttore amatoriale mette comunque al primo posto lavoro e famiglia. Il secondo problema risiede nel fatto che alcuni domandano di testare o tradurre semplicemente per riuscire a “giocare prima degli altri”. Quando però si rendono conto che giocare e testare non sono affatto la stessa cosa, allora semplicemente scompaiono. Come potrete facilmente immaginare, questo rende difficile costruire uno staff affidabile.
Per quanto riguarda procedure e tempistiche, ogni gioco è un mondo a sé. L’ideale è che siano gli stessi sviluppatori o produttori a metterci a disposizione qualche tool, ma la cosa è più problematica di quanto non possa apparire, dato che alcuni (nonostante i multipli tentativi) non rispondono ai contatti. Per quanto riguarda lo stile, invece, secondo me la cosa più importante è conoscere bene l’italiano, e non solo la grammatica di base, ma anche le sfumature e i modi di dire, perché una traduzione prima di tutto ha il compito di mantenere immutato lo spirito del linguaggio originale, e non può farlo se chi traduce non conosce perfettamente la lingua di destinazione.

 

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C’è qualche peculiarità che differenzia Creadipiù dalle altre community di traduttori? Magari qualcosa inerente il modus operandi?

Ommariuolo: La cosa che ci ha sempre differenziati è la gestione del vile denaro. Siamo sempre stati attaccati da alcuni biechi personaggi perché abbiamo scelto di mettere le nostre traduzioni in un’area riservata, alla quale si può accedere solo dopo 50 commenti costruttivi oppure attraverso una donazione. Il motivo di questa mossa è semplice: abbiamo sempre cercato di non essere semplicemente un repository, ma una community viva. Non ci sono soluzioni perfette, ma questo sistema ci ha permesso, nel corso del tempo, di “tenere lontani” i lurker e di avere un flusso continuo di persone, oltre che uno zoccolo duro di 15-20 utenti che scrivono spesso ed entro una buona atmosfera.

 

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Quante traduzioni avete curato finora? Vi andrebbe di indicarci quali sono stati i lavori più stimolanti?

Giangy: Al momento contiamo oltre 60 traduzioni completate, poi ci sono quelle che ancora sono in fase di sviluppo. Fra i lavori più stimolanti non possiamo che citare la nostra prima traduzione: Sins of Solar Empire Rebellion. Altri lavori che ci hanno dato grande soddisfazione sono stati Democracy 3, Age of Wonder 3, Meridian: New World, King Arthur II The Role Playing.

Ommariuolo: Il mio carnet non è ricco come quello di altri traduttori amatoriali, per cui ricordo con affetto pressoché tutti i lavori svolti, per la precisione nove. Di sicuro una menzione d’onore spetta a The Banner Saga, perché è stata la prima traduzione a diventare ufficiale. È grazie alla qualità di quel lavoro se la traduzione di The Banner Saga 2 è diventata professionale a tutti gli effetti.

 

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Quali sono i vostri progetti per il futuro di Creadipiù?

Ommariuolo: Dal mio punto di vista, la gratuità di un lavoro ha senso solo come investimento di breve durata. Di conseguenza il nostro obiettivo è quello di tradurre professionalmente, facendoci pagare da sviluppatori e produttori, e usando il guadagno per mantenere uno spazio entro il quale i traduttori di videogiochi possano sentirsi a casa propria. E magari ospitare anche traduzioni gratuite per quei titoli indie i cui creatori hanno davvero bisogno di aiuto e visibilità. Non è facile, perché non appena si mettono in mezzo i soldi, inevitabilmente, ecco che cambia la visione delle cose. Ma siamo pronti per la sfida.

 

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I contatti di Creadipiù

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Steam: Creadipiu
Skype: Ommariuolo