Brain in the Box: La nostra Intervista – “Meid” in Italy

Scopriamo nuovi interessanti dettagli sul prossimo titolo di Brain in the Box

Un piccolo spazio di Cyberludus appositamente dedicato agli sviluppatori e alle community di giocatori o modders del panorama videoludico nostrano. Oggi parliamo di Brain in the Box.


 

Quando e come nasce Brain in the Box?

Brain in the Box nasce nel 2014, in maniera inaspettata e casuale. Siamo tutti ragazzi che prima non si conoscevano e che si sono trovati grazie alla profonda passione per i videogiochi. Inizialmente in pochi e poi sempre più numerosi, abbiamo iniziato con qualche progetto amatoriale che ci ha portato a formare il gruppo che siamo oggi. Dopo aver avuto l’idea di Voodoo abbiamo iniziato a lavorare duramente, armati solo della nostra passione, per realizzare una demo del gioco. Successivamente (nel 2015) abbiamo fondato la nostra società, dopo aver ottenuto il prezioso supporto di Indiegala che ci ha permesso di trasformare la nostra passione in lavoro. Oggi siamo in quattordici (tra membri del team in studio e collaboratori) e ci stiamo tutti occupando del nostro prossimo titolo in uscita: Voodoo.

Brain in the Box

Una sola parola: “Voodoo”. Vi andrebbe di raccontarci qualcosa a proposito del vostro titolo “in cantiere”?

Voodoo è un survival game multiplayer open world, ambientato in una terra selvaggia ispirata ad un’Africa primitiva e primordiale. All’interno di questo mondo l’umano e il divino sono ancora strettamente vincolati e gli uomini devono lottare per ottenere la civilizzazione, passando dal nomadismo alla sedentarietà. All’interno di Voodoo dovremo combattere contro gli Izimu, giganti ispirati alle tradizioni Zulu (e anche a Shadow of the Colossus). Questi, all’interno del nostro immaginario, vissero sulla terra prima dell’uomo. Ora sono tornati dal mondo sciamanico per recuperare il loro potere perduto e impedire all’uomo di raggiungere la civilizzazione.

Gli Izimu, nel nostro gioco, non sono solamente delle divinità, ma esseri che custodiscono una grande conoscenza rubata che deve essere riconquistata, in maniera tale che l’uomo possa esprimersi al massimo delle sue possibilità. Questi giganti saranno grandi boss fight multiplayer: per poterli sconfiggere bisognerà trovare la giusta strategia, arrampicandosi su di loro per colpirne i punti deboli. Ogni Izimu sarà unico e con caratteristiche particolari, in modo da garantire al giocatore un’esperienza sempre nuova, battaglia dopo battaglia. A ogni vittoria i giocatori otterranno un particolare drop, in grado di sbloccare tecnologie e nuove tecniche di costruzione.

Il sistema di combattimento è stato pensato per adattarsi al meglio alla visuale in terza persona, con uno stile ispirato ai titoli Souls. Si tratta di una cosa insolita per un survival game, ma nel nostro caso si utilizzano solo armi bianche: questa scelta ci permette di dare maggior sfogo ed enfasi al combattimento. I giocatori avranno quindi modo di optare per attacchi leggeri e pesanti (diversi per ogni tipologia d’arma), potranno usare uno scudo per difendersi e parare i colpi oppure avranno la possibilità schivare gli attacchi con delle rapide rollate in modo da contrattaccare e “rubare” il tempo al proprio avversario.

Voodoo è comunque un survival game, quindi al suo interno si potranno trovare anche tutte le classiche dinamiche tanto care agli amanti del genere. Potremo raccogliere risorse, costruire
edifici per fondare il nostro villaggio, cacciare e difenderci dagli altri giocatori nonché costruire armi ed equipaggiamenti per migliorare le nostre abilità. Un’altra novità per il genere che vogliamo introdurre è il sistema di gerarchia all’interno delle community che potremo creare: nel momento in cui un giocatore fonderà un villaggio, solo i membri di quella tribù potranno costruire nelle strette vicinanze, impedendo obbligati rapporti di cattivo vicinato che a volte si vengono a creare in giochi di questo genere. In più i membri di un determinato villaggio potranno beneficiare di tutte le tecnologie sbloccate dai loro compagni, in maniera tale da spostare gli equilibri di gioco in favore della squadra e della collaborazione.

 

Brain in the Box

 

Con Voodoo avete deciso di optare per il rilascio anticipato mediante l’ormai affermata meccanica dell’Early Access. Quale è l’opinione di Brain in the Box su questa metodologia di distribuzione? I giocatori che decideranno di acquistare il vostro titolo sin da subito potranno contare su un prodotto già ricco di contenuti?

L’accesso anticipato è un obbligo per un titolo come Voodoo: vogliamo lavorare a stretto contatto con i giocatori, capendo proprio durante lo sviluppo cosa possa divertire di più, al fine di creare il miglior prodotto realizzabile. E questo è possibile solo con la formula dell’early access. Brain in the Box è un piccolo studio e questa metodologia ci permette di sviluppare il gioco in un lungo periodo, facendogli raggiungere quella qualità che altrimenti (a causa degli alti costi) non avrebbe. Il pacchetto di partenza comprenderà la maggior parte dei contenuti che verranno rilasciati con la release definitiva, anche se in forma ridotta: potremo combattere il primo colosso e sbloccare il primo livello di civilizzazione, cacciare alcune specie di animali e costruire i primi edifici ed equipaggiamenti.

Brain in the Box

Quali sono le vostre aspettative in vista del lancio di Voodoo? Avete già qualche nuova idea per il futuro?

Speriamo che Voodoo possa piacere a molte persone. Stiamo dando il massimo e crediamo possa essere un buon prodotto, capace di divertire per molte ore.

Per ora rimaniamo concentrati su Voodoo: cercheremo di rilasciare numerosi updates in maniera costante, così da offrire continuamente al giocatore nuovi stimoli e nuove cose da fare all’interno del gioco. Di nuove idee ne abbiamo tante, ma tutte rivolte a questo titolo: ci sono parecchie cose che ci piacerebbe implementare in futuro, molte delle quali non si sono ancora viste in un survival game e potrebbero rendere l’esperienza ancora più appagante, ma ci vorrà tempo e pazienza.
Quando Voodoo avrà raggiunto il giusto livello di maturazione, sarebbe bello avere la possibilità di lavorare ad un nuovo progetto, magari più ambizioso e più vasto rispetto al precedente, cercando di alzare sempre di più la qualità dei nostri prodotti.

 

Brain in the Box

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