Mario Party: Star Rush – Recensione

Squadra Toad all’assalto!

Mario Party è un franchise ormai consolidato, uno dei più conosciuti dai frequentatori “casual” delle console di Nintendo. Nato sulla vecchia N64, e approdato in seguito su Gamecube e Wii, Mario Party ha continuato a divertire milioni di famiglie anche in formato tascabile sulle console portatili di casa Nintendo. Non poteva quindi mancare anche su 3DS una versione del titolo da giocare da solo o con gli amici.

Mario Party: Island Tour, primo episodio ad approdare su Nintendo 3DS, non è stato il capitolo rivoluzionario che tutti si aspettavano, ma una nuova iterazione della saga poco coraggiosa anche se divertente se affrontata in compagnia di amici o familiari.
Lo scorso anno, invece, l’arrivo del primo capitolo della serie su WiiUMario Party 10 – cercò di dare uno scossone alla saga, implementando alcune interessanti meccaniche che prevedevano l’uso del gamepad. Purtroppo, tra scelte di design poco convincenti e alcune forzature, il titolo non riscosse il successo dovuto, anche per via dello scarso impatto in termini di vendite della console stessa.

Il 2016 segna l’arrivo del quattordicesimo capitolo – quarto portatile – di questa altalenante franchise targato Nintendo, Mario Party: Star Rush.

In compagnia di amici e parenti mi sono avventurato tra le nuove modalità e minigiochi proposti per fornirvi, quest’oggi, il nostro responso ufficiale.

Mario Party: Star Rush sarà riuscito a risollevare la serie?

Scopriamolo insieme…

 

https://www.youtube.com/watch?v=Elrum0OL4kc

 

 

La corsa alle stelle

Mario Party: Star Rush vanta un buon numero di modalità principali tra cui scegliere e destreggiarsi: la Lotta dei Toad, Monetathlon e Corsa ai palloncini, Avanti e indietro, Tipi da concerto, Fulmina-torre e infine Blocchi Boo.

Andando più nel dettaglio, la Lotta dei Toad è in realtà la modalità più simile alle precedenti della saga, dove sarà nostra premura spostare le varie “pedine” all’interno di un tabellone colmo di trappole e sorprese, che affronteremo nel corso di venti turni che richiedono poco meno di un’ora per essere completati.

Monetathlon incarna invece lo stile classico dei Mario Party, all’interno di un tabellone molto simile a quello del gioco dell’oca, fatto di percorsi tortuosi, minigiochi e monete bonus da raccogliere il più rapidamente possibile. Qui i minigiochi non finiscono praticamente mai e ogni moneta guadagnata fa avvicinare di una casella alla vittoria.

In Corsa ai palloncini dovremo cercare di ottenere il maggior numero di stelle possibile. Raccogliendo monete man mano che ci muoveremo lungo il tabellone, potremo far scoppiare dei palloncini fluttuanti che ci permetteranno di accedere ai minigiochi e, quindi, ottenere ancora più monete.

Avanti e indietro è una modalità testa a testa che ci metterà contro un secondo giocatore. In questo caso lo scopo è spostare tutti i pezzi in nostro possesso sul lato opposto del tabellone di gioco.

 

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Tipi da concerto è in assoluta una tra le modalità più divertenti presenti all’interno di Mario Party: Star Rush. Il gioco, in questo caso, diventa a tutti gli effetti un rithm game simpatico ed immediato, dove sarà nostro compito picchiettare il touch screen a ritmo di musica con sottofondo le storiche musichette di Super Mario.

La Fulmina-torre è una modalità a giocatore singolo che ci metterà di fronte all’ardua impresa di raggiungere la vetta di altissime torri colorate. Casella dopo casella, dovremo evitare gli ostacoli prestando attenzione ai vari colori dei tasselli. Buona modalità ma, forse, eccessivamente ripetitiva dopo un po’ di tentativi.

Dulcis in fundo, Blocchi Boo è la modalità più ragionata all’interno di Mario Party: Star Rush. Il nostro scopo? Ruotare e mettere in fila i dadi, raggruppandoli per in modo da eliminarli dal tabellone. In puro stile Tetris, quando i blocchi raggiungeranno la cima avrete perso!

 

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Mario Party Star Rush propone una sorta di sistema di progressione interno che ci consentirà di sbloccare sempre più minigiochi una volta completate le modalità proposte, incentivo davvero buono nel complesso.

 

Ma le novità?

Una tra le più grandi novità apportate da Mario Party: Star Rush è indubbiamente l’eliminazione dei turni, che nei precedenti capitoli rallentavano sensibilmente il ritmo delle partite, in favore di un sistema di gioco più dinamico e immediato, visto che ora i giocatori lanceranno i dadi contemporaneamente.
Oltre a supportare gli Amiibo – appartenenti alla collezione di Super Mario – il titolo permette agli utenti di giocare in multiplayer anche con una sola scheda. Il secondo giocatore potrà infatti “scaricare” una versione light del titolo, sprovvista di molte modalità, con cui cimentarsi in sfide all’ultimo insulto con amici o parenti.

Tecnicamente parlando, il titolo targato Nintendo si attesta sui soliti ottimi standard della casa nipponica. Gli effetti, i dettagli dei tabelloni e minigiochi sono molto buoni nel complesso, così come le tante musiche, molto familiari ai veterani, che accompagneranno piacevolmente le nostre battaglie multigiocatore all’interno del titolo.

Concludendo…

Mario Party: Star Rush è un buon capitolo di questo storico franchise. Seppur le novità introdotte sono sostanzialmente poche, il gioco è in grado di divertire grandi e piccini, grazie ad una mole contenutistica di buon livello ed un sistema di progressione incentivante.

Ovviamente il nostro consiglio è quello di trovarsi una buona compagnia con cui affrontarsi a colpi di stilo. In questo Mario Party: Star Rush è il numero uno!

In breve

  • Genere: Puzzle
  • Sito web: Vai al sito
  • Data di rilascio: 07 ottobre 2016
  • Sviluppatore: ND Cube
  • Distributore: Nintendo
  • Publisher: Nintendo
  • Pegi:

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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre (si avete letto bene DI SUA MADRE). Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.