Nintendo Switch: l’evoluzione intelligente di Wii U

Nintendo Switch

NX? No, Nintendo Switch

Fino a poche ore fa, la console era conosciuta col nome di Nintendo NX e, se per un periodo le aspettative e la curiosità sono rimaste alle stelle, col passare del tempo l’euforia si è trasformata in noia, quindi in stanchezza. I moltissimi rumor, magari “scomunicati” il giorno dopo, erano sì i protagonisti indiscussi delle news in primo piano di ogni sito videoludico, ma stavano assumendo la connotazione di “avvistato il leggendario Bigfoot in una caverna nel Kentucky” o “testimone giura: Donald Trump è un rettiliano”. Fortunatamente Nintendo ha deciso di cambiar musica, ed eccoci qui a parlare del successore di Wii U.

Nintendo Switch
Reggie “Frankenstein” Fils-Aime, Shigeru Miyamoto e compagni si sono finalmente decisi a svelare la nuova console di casa Nintendo. Chi temeva l’effetto “meh” come il sottoscritto, ha dovuto, in tutta onestà, ricredersi. Sembra che Nintendo abbia davvero imparato dal recente passato, tutt’altro che roseo. Un Nintendo 3DS non gigante come il DS e, sopra ogni altra cosa, una home console che ha rappresentato uno dei più grandi buchi nell’acqua per il colosso di Kyoto, hanno infatti contribuito a far aumentare esponenzialmente la sfiducia dei fan di vecchia data nei confronti della compagnia. Qualche esclusiva di livello (e si è trattato sempre dei soliti noti) pur c’è stata ma, senza il supporto delle grandi terze parti, la Wii U col suo “paddone” (che per portare a casa dovevi affidarti a una compagnia di traslochi) si è trasformata ben presto in un cimitero: il connubio tra sistema “ibrido” non all’altezza, specifiche hardware sottotono e mancanza cronica di titoli di livello hanno costituito il letale colpo di grazia per la console.

Il difficile periodo che Nintendo sta attraversando è stato reso ancor più duro dalla scomparsa dell’amato e compianto Satoru Iwata, ricordato come un pioniere del medium videoludico da tutti i grandi nomi dell’industria (tranne che da Michael Pachter). Colui che plasmò Nintendo Wii, il miracolo della big del gaming, non fu altrettanto illuminato nell’ideazione della console successiva ma, questo va riconosciuto, sembra aver gettato le basi per una vera rivoluzione del videogiocare che porta il nome di Nintendo Switch.

Nintendo Switch
Partiamo dalla cosa più banale e, allo stesso tempo, importante: il nome. Il nome Nintendo “Switch” non è figo come “Scorpio” ma, finalmente, non reca più la dicitura “Wii” e sta a indicare con grande efficacia la natura ibrida della macchina. Il trailer del reveal non è certo una run completa di The Witcher 3, dura appena 3 minuti, ma è riuscito a mostrare e spiegare con inusitata chiarezza (pensate al barbosissimo e incomprensibile reveal di Wii U), le potenzialità della console, le nuove (geniali) feature implementate e il gaming dinamico che offre.

Insomma potrete tranquillamente giocare a Nintendo Switch da casa con tutti i comfort del vostro mega schermo super sayan, per poi magari staccarla dalla base e tramutarla in una portatile, contenuta nelle dimensioni, maneggevole e, a quanto sembra, anche adeguatamente potente. Il controller Joy Con mi ha impressionato, anzi mi hanno impressionato, perché si tratta di ben due mini controller (potrete giocare anche con un pad “pro” old school) che permettono anche una facile esperienza multiplayer locale e Nintendo, vedi Mario Kart, ha sempre supportato degnamente questa modalità.

Nintendo Switch
La grande “N” non vuole soltanto ritrovare il suo posto nel mercato di Sony e Microsoft ma ha tutta l’intenzione di affermare con decisione che le console portatili non sono morte e condannate all’obsolescenza dagli smartphone. Il rischio del minestrone è alto, la sfida è ostica e la strada è tutta in salita ma le carte in regola per superare difficoltà e dubbi ci sono tutte. Già confermati Skyrim Special Edition, NBA 2K17, Splatoon, un nuovo titolo di Mario 3D e la versione potenziata del nuovo The Legend of Zelda che andranno accompagnati, tassativamente, da altri multipiattaforma e da nuove IP.

La volontà di far bene c’è ma è giunto il momento per Nintendo di rinnovare il suo parco titoli first party, magari con qualche esperienza più profonda e “meno colorata”: la perplessità di Miyamoto nei confronti dei voti negativi ottenuti da Star Fox Zero deve sparire. Non si può vivere più di storia gloriosa, di vecchie vittorie e di IP rivoluzionarie all’epoca del loro concepimento, magari nel 74 d.C. Se Nintendo riuscirà a far questo, allora sono pronto a scommettere che l’euforia per Switch sarà tutto tranne che passeggera e che le paure degli analisti giapponesi, che in mattinata hanno delineato una situazione tragica per il colosso di Kyoto, risulteranno totalmente infondate. Stavolta sembra esserci una visione chiara alla base e io, nel mio piccolo, non posso far altro che augurare un grande “in bocca al lupo” a questa Nintendo Switch.

Condividi
Articolo precedenteRed Dead Redemption 2: ecco il primo trailer ufficiale
Prossimo articoloSeasons After Fall – Recensione
Ha conseguito una laurea triennale in fotografia, cinema e televisione e, attualmente, si dedica a tempo pieno alla divulgazione dell’arte audiovisiva definitiva: il videogioco. Gira e sceneggia cortometraggi, video di dubbia sanità mentale con The Gentlemen e cura il canale YouTube “Lo Spazio di Donte”. Assieme ai compagni d’arme in Cyberludus.com e VG24/7.it, cerca di crescere nel campo del giornalismo videoludico ma, mal che vada, continua a coltivare il sogno proibito: costruire un insieme di piattaforme in mezzo al mare senza il controllo di governi, sistemi e religioni… Outer Heaven.