Slime Rancher – Anteprima

Tanto tempo fa, in un ranch lontano lontano…

Non sempre un videogiocatore è in vena di grandi storie. Interi universi sottratti alla distruzione, salvataggi in extremis e avventure ai limiti del possibile (e spesso anche oltre) sono esperienze estenuanti. Inutile girarci troppo intorno: ogni tanto anche i giocatori più “ruvidi” hanno bisogno di un break. Ci vuole qualcosa di, come dire, “meno impegnativo” e più “soft”. Che ne direste allora di un bel viaggetto? Magari una bella gita su un pianeta lontano mille anni luce, giusto per non essere troppo prevedibili. Ci state? Facciamo un salto su “Far, Far Range”, un adorabile pianetino dalle modeste dimensioni. Vedrete: senza neanche l’ombra di orrendi mostri a alla larga da ogni tipo di catastrofe, la location di oggi si rivelerà un piccolo paradiso.

Tutto molto bello, penserete, ma che cosa siamo venuti qui a fare?
In realtà siamo qui per lavorare. Nello specifico, ci occuperemo di un ranch molto speciale.

Ed era proprio necessario attraversare l’intero spazio profondo per un banalissimo ranch?
Guai a trarre conclusioni affrettate: su quale altro pianeta, infatti, avremmo mai avuto l’occasione di allevare delle gelatine colorate? Avete capito bene: gelatine colorate, “slimes“.

Delusi? Siamo spiacenti, ma non si torna indietro.

Ecco a voi Slime Rancher, farming game in prima persona sviluppato da Monomi ParkDisponibile su Steam in Early Access da oltre dieci mesi, la finora apprezzata creatura del team californiano punta tutto su un mix di elementi di gioco “di facile accesso” e su uno stile grafico quanto mai colorato e vivace. Come andrà a finire?

Slime Rancher

Slime Rancher: Imprenditori, ma in tutto relax

Se procedessimo con un’analisi eccessivamente dettagliata e schematizzata del gameplay di Slime Rancher, probabilmente, tradiremmo in toto quella che è la sua natura. Il punto forte del titolo, infatti, risiede nella grande libertà d’azione lasciata al giocatore e nell’assenza di espliciti obbiettivi, per un iter ludico ad ampio respiro, privo di difficoltà concrete e all’insegna del “gioco leggero“. A questo proposito, è curiosa la contrapposizione che si verrà inevitabilmente a creare tra i primi minuti di gioco, fuorvianti e vettori di quel pizzico di confusione tipico di quasi tutti gli “inizi pad alla mano”, e l’immediato “dopo” fatto di sola istintività e puro bighellonaggio.

Posta questa necessaria premessa, cerchiamo ora di definire a grandi linee Slime Rancher concentrandoci su tre suoi importanti elementi di gioco: il vacpack, le simpaticissime slimes e, ovviamente, il ranch.

Oltre che il mezzo di interazione con il mondo di gioco, in questa divertente impresa il vacpack costituirà il nostro unico “attrezzo del mestiere”. Particolare congegno avente le semplici funzioni di aspirare oggetti ed espellerli veementemente, sarà indispensabile per raccogliere qualsiasi cosa e catturare le slimes. Dotato di quattro slot riservati ad altrettanti differenti oggetti, il vacpack è indubbiamente una bella trovata, con la quale riusciremo a prendere confidenza in appena qualche manciata di secondi. A fare “le spese” delle nostre esercitazioni, all’inizio, non potranno che essere le slimes: difficilmente infatti riusciremo a resistere alla tentazione di risucchiarle col vacpack per poi spararle a centinaia e centinaia di metri di distanza. Anzi, molto probabilmente quella appena indicata è un’abitudine destinata a protrarsi ben oltre le prime fasi di gioco. E va bene così!

Slime Rancher

Ma lasciamoci ora alle spalle queste (divertentissime) atrocità e cerchiamo di conoscere meglio le slimes individuando il loro ruolo entro gli equilibri di gioco.
Distribuite in ogni angolo dell’intera ambientazione, le slimes vivono allo stato brado, scorrazzando liberamente alla perenne ricerca di cibo. Presenti in grande varietà, ogni singola specie di queste bizzarre creature presenta peculiarità uniche a livello estetico e alimentare. Per esempio le classiche slimes rosa sono completamente onnivore, quelle azzurre con i minerali sul corpo si nutrono unicamente di verdure, mentre le grigie (con coda e orecchie) non mangiano altro che carne. Il nutrimento delle slimes gioca un ruolo fondamentale: solo a stomaco pieno, infatti, potranno produrre i “plorts“. Questi ultimi, aventi l’aspetto di cristalli colorati, sono merci estremamente richieste sul mercato e la loro vendita frutterà ingenti somme di denaro. Come avrete probabilmente già intuito, ogni tipologia di slime produce una specifica qualità di plort, le cui quotazioni subiscono variazioni giornaliere comunicate al giocatore mediante un apposito terminale presente nel ranch. Volete mettere le mani sui plorts più rari? Allora dovrete esplorare ogni angolo del mondo di gioco alla ricerca di tutte le slimes. Non fasciamoci troppo la testa, comunque, perché in Slime Rancher la disponibilità economica non si rivelerà mai un problema insormontabile. Già in tempi brevi potremo infatti contare su buone potenzialità d’acquisto.

Parliamo ora dell’investimento dei nostri risparmi e della gestione del ranch. Slime Rancher prevede la personalizzazione dei propri spazi produttivi sin dai primi momenti di gioco. Attorno alla nostra dimora, fruibile sia per leggere la posta sia per terminare anzi tempo la giornata, sono infatti presenti otto differenti spazi da sfruttare come meglio riterremo. Tra le opzioni disponibili figurano “recinti futuristici” per contenere le slimes dopo la cattura, giardini dove piantare verdure e frutti, pollai e silos per le merci. A ognuna di queste strutture corrisponde un costo di edificazione, al quale poi andranno a sommarsi eventuali spese dovute ai numerosissimi upgrade disponibili. Nello specifico, ci riferiamo a barriere più alte per le case delle slimes, sistemi di irrigazione per le colture, ulteriori slot per lo stockaggio delle risorse e molto altro ancora. Inoltre, in qualunque momento della giornata saremo liberi di interagire con dei terminali dislocati nel ranch, che ci permetteranno (tra le altre cose) di vendere i plorts e acquistare aggiornamenti per il nostro vacpack.

Slime Rancher

Concludendo…

Attraente dal punto di vista grafico grazie all’adozione di un stile incentrato al 100% sulla cromaticità degli scenari e sulla simpatia delle creature al loro interno, Slime Rancher necessita di un solo colpo d’occhio per incuriosire, quindi di una singola ora di gioco per “affondare il colpo”. Provare per credere.

Nonostante manchino ancora svariati mesi alla release definitiva, Slime Rancher risulta completamente fruibile e già perfettamente in grado di offrire decine di ore di divertimento. Poco importa se gli aggiornamenti non si susseguono a ritmi elevati: Monomi Park ha svolto un grandissimo lavoro, premiato dagli oltre 350.000 giocatori che hanno deciso di dare fiducia al team. In questo senso, la percentuale di recensioni positive su Steam (superiore al 90%) lascia spazio a ben pochi dubbi. Ottime notizie anche per quanto riguarda la situazione tecnica: durante la nostra prova, infatti, non abbiamo notato alcun bug o magagna tecnica degna di essere riportata.

Nei prossimi mesi potremo godere di ulteriori aggiunte già dichiarate mediante una dettagliata roadmap ufficiale. Ma non è il caso di perdere tempo: le slimes vi stanno aspettando!

  • Genere: Indie
  • Sito web: Vai al sito
  • Data di rilascio: 14 gennaio 2016
  • Sviluppatore: Monomi Park
  • Distributore: Monomi Park
  • Publisher: Monomi Park
  • Pegi:

Condividi
Articolo precedenteDragon Quest Builders – Recensione
Prossimo articoloWarhammer: End Times – Vermintide – Recensione
"Gino" per gli amici. Studente di Lingue e Culture dell'Asia presso l'università di Torino, è appassionato di cinema, musica, viaggi e videogiochi. Conduce un'esistenza solitaria da qualche parte sui bricchi, ove ancora l'unico mezzo di comunicazione consiste nell'uso di piccioni viaggiatori.