You’re next!

Il wrestling televisivo targato WWE sta attraversando un periodo di grossi cambiamenti. La recente brand extension, che ha nuovamente separato il roster nei due grandi show di punta della federazione di Stanford, ha permesso a molti talenti “incompresi” di godere di meritata visibilità, grazie anche all’introduzione di una nuova gamma di cinture tra cui il graditissimo ritorno del Cruiserweight Title.

Anche il wrestling “virtuale”, quello targato 2K, nelle due passate edizioni ha provato a rinnovarsi attraverso una formula di gameplay più simulativa ed a un comparto grafico di spessore. Lo scorso anno, abbiamo apprezzato particolarmente la volontà del team di Yuke’s di continuare su questo percorso maggiormente votato ai contenuti e al realismo, grazie a nuove modalità come 2K Showcase e MyCareer, supportate da un roster di oltre 120 atleti. Quest’anno, speranzosi di provare un titolo ancor più maturo rispetto alle due passate edizioni, ci siamo buttati a capofitto su WWE 2K17.

Pad alla mano, abbiamo provato a fondo il nuovo titolo targato 2K. Le nostre considerazioni?

Scopritelo nella recensione…

wwe 2k17

Suplex City, bi**h!

Inserito il disco nel lettore, e scaricata la patch day-one di rito, ci ritroviamo all’interno della schermata iniziale di WWE 2K17, che abbandona i tiles animati della passata edizione a favore di un menu – davvero brutto a vedersi – caratterizzato una semplice lista di opzioni e modalità sul cui sfondo si muovono le versioni computerizzate dei principali wrestler della federazione.

Salterà subito all’occhio la mancanza di una tra le più grandi novità presenti nelle passate edizioni, la Showcase mode, data la volontà del team di concentrare le proprie fatiche sulla modalità Universe e MyCarreer.

Partendo dalla modalità Universe, quest’anno finalmente ci viene data la possibilità di gestire gli show settimanali in maniera più approfondita rispetto agli anni passati. Avviata una nuova partita nella WWE Universe, avremo a disposizione un numero limitato di settimane prima del prossimo PPV. Prima di allora, potremo gestire a nostra totale discrezione le card dei vari show di RAW, SmackDown o NXT, nei quali potremo sviluppare rivalità, cinture, team e molto altro ancora. Come negli anni passati, infatti, tutto ciò che accade all’interno degli show è – quasi – completamente personalizzabile.

wwe 2k17

Ciò che rende la Universe Mode davvero unica, è il buon livello di personalizzazione dello show in grado di legarsi perfettamente alle creazioni degli utenti. Sarà difatti possibile creare il proprio roster di WWE con wrestler interamente personalizzati, cinture o addirittura show creati da zero. Le suite di creazione, presenti in WWE 2K17 Creazione Suite, garantiscono un buon numero di possibilità, dalla semplice creazione di wrestler – o diva – fino alla creazione di un video di entrata.
I contenuti personalizzati prodotti dalla community sono già numerosissimi, e avremo quindi la possibilità di scaricare loghi e cinture del recente brand extension – visto che il gioco ne è sprovvisto allo stato attuale – in modo da creare show di RAW e Smackdown fedeli alle loro controparti televisive.
Purtroppo, è opportuna segnalare la mancanza di un vero e proprio editor di storie – presente invece in molte delle passate edizioni – in grado di rendere il controllo sugli show ancor più ampio.

Se da un lato abbiamo saputo apprezzare i diversi miglioramenti apportati alla Universe Mode, non riusciamo davvero a passare oltre quella che è, a tutti gli effetti, la modalità più deludente di WWE 2K17: la MyCarreer.
Nonostante le buone basi gettate dai due precedenti capitoli, Yuke’s e Visual Concepts sono riusciti a mandare all’aria tutte le loro fatiche con un prodotto approssimativo, “grindoso” e per nulla appagante. La parte iniziale, che prenderà luogo nel Performance Center, è in realtà molto breve e fungerà da tutorial per illustrare al giocatore le principali novità del gameplay di WWE 2K17.

wwe 2k17

Partiamo dalla più grande aggiunta: i promo. WWE 2K17 finalmente ci consentirà di ritagliarci un nostro piccolo spazio, microfono alla mano, con il quale potremo sfidare una superstar avversaria o effettuare un turn heel – o face – davanti al pubblico. Scelta interessante, ma ancora parecchio acerba. I promo infatti non hanno un grandissimo impatto sulle storyline e rivalità a cui prenderemo parte, e si limitano solamente a definire maggiormente il carattere del nostro wrestler a favor di pubblico.

Andando ad analizzare il lottato, la sensazione – pad alla mano – è di assoluta mediocrità. Se da un lato troviamo un layout dei comandi piuttosto semplice, oltre che familiare per chi ha già avuto modo di giocare ai precedenti capitoli, non possiamo fare a meno di sottolineare la lentezza con la quale muoveremo i nostri wrestler all’interno del ring. La voglia di creare un’esperienza maggiormente realistica e coinvolgente è evidente, ma ne consegue un titolo eccessivamente legnoso e – alla lunga – poco divertente.

Piccolo appunto sulle modalità online di WWE 2K17. Nonostante gli sforzi del team di inserire un buon numero di modalità multigiocatore, è opportuno segnalare – ancora una volta – il pessimo netcode che ci costringerà, più e più volte, a prendere parte a match online con eccessivi fenomeni di lag causanti ritardi di input assolutamente poco simpatici in titoli del genere, dove il tempismo nelle contromosse o negli schienamenti è essenziale.

wwe 2k17

Dalle stelle alle stalle

Sul fronte tecnico, WWE 2K17 se la cava tra alti e bassi. Molti atleti del roster WWE, come John Cena e Randy Orton per esempio, vantano modelli poligonali davvero curati ed estremamente somiglianti alle loro controparti reale. Purtroppo, lo stesso non si può dire di molti altri atleti del roster che, già da diverse edizioni, non riescono a mostrare un dettaglio dei volti definibile realistico. Il dettaglio delle arene e del pubblico, purtroppo, comincia a sentire il peso degli anni rendendo il tutto davvero troppo “vecchio” per gli standard grafici attuali.

Sul fronte audio da segnalare un’ottima soundtrack e – ahinoi – un commento a bordo ring di basso livello. La coppia JBLMichael Cole delude più che mai quest’anno, per via di un commento privo di verve e caratterizzato da battute davvero poco credibili.

Concludendo…

WWE 2K17 è, purtroppo, uno tra i peggiori capitoli degli ultimi anni. Il lavoro di Yuke’s e Visual Concepts ci è parso pigro, superficiale e privo di una reale attrattiva. I sogni di vedere una MyCarreer finalmente comparabile a quella del “cugino” NBA 2K17 si infrangono nello scoprire che la modalità è un grinding continuo dall’inizio alla fine, i cui momenti di memorabilità sono in realtà relativi ad eventi scriptati e fini a se stessi. Le modalità online, storico neo della serie, soffrono ancora una volta di un netcode talmente instabile da rendere davvero difficoltose azioni semplici come i contrattacchi o il liberarsi dagli schienamenti.

Incidente di percorso? La nostra speranza è che, ovviamente, WWE 2K17 sia solo un caso isolato e che con la nuova versione si riesca, finalmente, a tornare sulla buona strada per un titolo di wrestling completo ed appagante in ogni sua modalità.

In breve

  • Genere: Picchiaduro
  • Sito web: Vai al sito
  • Data di rilascio: 11 ottobre 2016
  • Sviluppatore: Yuke's, Visual Concepts
  • Distributore: 2K Sports
  • Publisher: 2K
  • Pegi:

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