The Great Whale Road: un’oasi nell’arido deserto di Steam Greenlight?

Vi ricordate quando è stata l’ultima volta che avete fatto un salto su Steam Greenlight, giusto per tenere sott’occhio le nuove proposte? Neanche io. Nel dubbio, facciamo allora un ripassino veloce: Greenlight è il “sistema che permette di usufruire dell’aiuto della Comunità nello scegliere alcuni dei prossimi giochi ad essere rilasciati su Steam”.

Ora che ci siamo rinfrescati la memoria prendiamoci qualche minuto e andiamo a dare una buona occhiata alla “linea verde” della piattaforma di distribuzione di digitale di Valve. Procediamo con calma, spulciamo ben bene, curiosiamo tra qualche decina di titoli e… traiamo le nostre personalissime conclusioni.

Data la mia oramai manifesta predilezione per l’universo indie, non ho intenzione di fare polemica per l’eccessiva presenza di “titoli amatoriali” (N.B: amatoriali) tra la miriade di videogiochi pubblicati: non sarebbe coerente. Tuttavia, credo sia l’occasione perfetta per fare il punto della situazione. Dopotutto quel (quasi) 5500 giochi rilasciati lo abbiamo notato tutti, vero? Siamo sinceri: di queste oltre cinque migliaia di videogiochi rilasciati, quale percentuale ritenete possa essere considerata davvero meritevole di pubblicazione? Vogliamo essere (troppo) buoni e togliere uno zero, sperando di raggiungere un buon compromesso?

Siamo sicuri che il già sterminato (e qualitativamente altalenante) catalogo giochi di Steam necessitasse il sopraggiungere di tutto questo discutibile materiale? Onestamente, ho tutti i miei dubbi.

Andando oltre e lasciandoci alle spalle le mie tanto amate digressioni, sappiate che non avete bisogno di preoccuparvi, perché quello che oggi vorremmo sottoporre alla vostra attenzione è, ovviamente, un mirabile esponente delle poche decine di titoli meritevoli del suddetto “carnaio”.

Si tratta di The Great Whale Road, la nuova creazione di Sunburned Games. Per la sua opera prima, il team spagnolo con sede a Valencia ha preso ispirazione da una realtà oramai lontana secoli, eppure sempre forte di un fascino impossibile da scalfire: le antiche popolazioni nordiche. Nello specifico i Danesi (unica fazione giocabile per il momento), i Frisoni e i Franchi. Quanto a impostazione ludica, The Great Whale Road è un titolo caratterizzato da una complessa alchimia di elementi capaci, insieme, di rendere impossibile l’ascrizione di questo prodotto a una singola branca videoludica. Componenti adventure, gestionali, strategiche e ruolistiche, infatti, si fondono con l’esplicito intento di offrire al giocatore un’esperienza non eccessivamente definita ma il più possibile variegata ed appagante.

The Great Whale Road

Sorga un nuovo Jarl!

Allo stato attuale delle cose, il gameplay di The Great Whale Road può essere suddiviso in tre parti contraddistinte da un minimo comune denominatore. Le prime consistono nella gestione del villaggio, nelle quest con tanto di “uscite in barca” e nelle sessioni di battaglia, mentre il “collante” è invece da ricercare nei momenti di narrazione, durante i quali saremo tenuti a dire la nostra operando piccole grandi scelte.

Partiamo dal principio. Il villaggio di Ulfarrsted, nostro punto di partenza e soprattutto centro di comando del nostro alter ego, appena divenuto Jarl. In quello che si profila quale un cammino d’affermazione non soltanto individuale bensì di un intero popolo, uno dei nostri compiti consisterà nella buona gestione delle risorse e nella ponderata distribuzione delle mansioni alla popolazione, con lo scopo di superare gli inverni senza rimanere a corto di cibo, incrementando il numero degli abitanti del villaggio. Per quanto riguarda questa meccanica, le risorse delle quali dovremo costantemente tenere conto sono la popolazione, il cibo, l’argento e le vettovaglie. Tre, invece, sono le strutture fruibili all’inizio dell’avventura: il fabbro, il granaio e un particolare edificio indispensabile per monitorare le condizioni e le caratteristiche dei nostri compagni d’armi.

The Great Whale Road

In The Great Whale Road, anno dopo anno, avremo modo di affrontare quest che ci spingeranno inevitabilmente lontani da casa, ora allo scopo di far provviste, ora al fine di risolvere fondamentali questioni d’onore a suon di colpi d’ascia. Non soltanto mercati e visite di cortesia presso altri villaggi, dunque, ma anche sessioni di navigazione a bordo di imponenti Drakkar e, ovviamente, (micro) battaglie campali.

Ecco allora il momento più adatto per introdurre la componente ruolistica di The Great Whale Road: ogni compagno che sceglieremo di portare con noi, infatti, presenterà tre valori macro consistenti in punti salute, resistenza e morale, oltre che statistiche dettagliate ed espressamente legate al combattimento. Tutto quello che avverrà nelle differenti fasi di gioco andrà a influenzare i primi tre valori suddetti, oltre che la fedeltà di ogni personaggio nei nostri confronti.

Inquadriamo quindi il sistema di combattimento, contraddistinto da evidenti tinte strategiche. Gli scontri sono scanditi da turni, con i guerrieri schierati di volta in volta sul campo di battaglia al pari di pedine sulla scacchiera. Durante ogni “mano” una pedina può effettuare un movimento e utilizzare un’abilità speciale (coincidente con quelle che possiamo considerare delle “carte da gioco”), quindi attaccare o proteggersi. La vittoria, come da prassi, sopraggiunge alla sconfitta di ogni avversario.

A influenzare i danni, i colpi andati a segno, evitati o parati sono logicamente le appena introdotte statistiche dei singoli personaggi, oltre che l’equipaggiamento indossato da ogni commilitone. Nel complesso, le battaglie, pur risultando istintive e chiaramente “leggibili” sin dai primissimi minuti di gioco, si rivelano fin troppo statiche e non sufficientemente tattiche. Questo non costituisce un difetto fatale per un titolo che fa della varietà di gioco il suo punto di forza, tuttavia permane la sensazione che sia il caso di “registrare” ancora qualcosa in questo specifico settore.

The Great Whale Road

Il punto fermo, i dubbi

In mezzo a questa particolare serie di meccaniche, il meglio di The Great Whale Road risiede senza dubbio nel suo comparto narrativo, manifesto mediante stringhe di testo di lunghezza variabile. Che si tratti di avvenimenti casuali durante i mesi invernali, di assalti improvvisi, di semplici litigate da nervi tesi durante le fasi di navigazione, o ancora di importanti quest oltre i confini, la lettura delle storie di The Great Whale Road risulterà sempre appassionante e coinvolgente. In ogni situazione avremo il dovere di prendere una decisione mediante le classiche scelte multiple, con conseguenze dirette su ogni micro linea narrativa oltre che sull’opinione dei nostri compagni. Questa specifica componente di gioco, oltre a essere divertente, risulta davvero capace di “avvicinare” il giocatore, permettendogli di calarsi con sorprendente facilità nel ruolo che è chiamato a interpretare. Trattasi di una qualità non da poco.

Individuato il punto fermo della produzione, dobbiamo tuttavia mettere le mani avanti e “sbirciare dalla serratura”, constatando, nell’insieme, delle caratteristiche di gioco che ben figurano quale sia la tipologia di giocatore chiamato a fare un passo indietro. The Great Whale Road, infatti, a discapito degli innumerevoli generi ludici che va a incamerare al suo interno, è un videogioco del tutto incapace di raggiungere anche soltanto un pizzico di innovazione. Quanto appena detto non deve essere inteso obbligatoriamente come una critica: dopotutto, stiamo parlando di un prodotto che volontariamente rifugge etichettature di genere andando a ripescare, qua e là, elementi già più che affermati (se presi singolarmente) all’interno del mondo del videogioco. Niente di problematico, dunque, ma è giusto segnalare ai giocatori più navigati che l’effetto “già visto” è uno spettro che potrebbe fare visita a non pochi.

The Great Whale Road

Concludendo…

Quello di The Great Whale Road è, obiettivamente, un ottimo accesso anticipato. Il prodotto risulta infatti soddisfacente sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, con un sorprendente numero di meccaniche di gioco ben sviluppate e, seppur eterogenee, ben coese. La meticolosa cura per il design, le belle ambientazioni e soprattutto il fascino intrinseco del particolare contesto selezionato, inoltre, non possono che andare a esaltare con forza quanto di buono è stato detto. Oltre a segnalarvi l’assenza di particolari problemi di natura tecnica o di bug rilevanti, ci teniamo ancora a ricordare ai giocatori meno pratici con l’inglese che entro poche settimane verrà rilasciata una localizzazione ufficiale.

Non è semplice chiedere di più a un prodotto non ancora ultimato. Per questo motivo, in conclusione, ci sentiamo di promuovere senza troppe riserve il buon lavoro fatto da Sunburned Games. Indipendentemente da quella che sarà la valutazione del prodotto al momento di un’ipotetica recensione, sarebbe bello se tutti gli Early Access riuscissero a raggiungere risultati di questo tipo.

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"Gino" per gli amici. Studente di Lingue e Culture dell'Asia presso l'università di Torino, è appassionato di cinema, musica, viaggi e videogiochi. Conduce un'esistenza solitaria da qualche parte sui bricchi, ove ancora l'unico mezzo di comunicazione consiste nell'uso di piccioni viaggiatori.