Eravamo quattro amici al bar…

Devo essere sincero.

Pur avendo fondato un movimento immaginario (MBBM, Minchie Barbute contro i Bimbi Minkia) contro la fighettaggine fine a sé stessa, i pantaloni che non arrivano alle scarpe, gli abbigliamenti “tattici” da boy band e le pettinature fissate col Saratoga, non posso nascondere che l’annuncio di Final Fantasy Versus XIII mi fece saltare i bottoni della patta per l’emozione. Per quanto improbabilmente pop, il concept di “a fantasy based on reality” era indiscutibilmente intrigante e fresco nei suoi toni dark.

Final Fantasy XV

Dieci anni e una generazione dopo, Final Fantasy XV, l’erede di quel pezzo mai realizzato della Fabula Nova Crystallis è finalmente arrivato sul mercato, con una formula che “spezza” nettamente la tradizione della serie e la proietta di cattiveria nel moderno panorama degli action rpg tripla A, fatto di mondi aperti, gameplay “softcore” e tediose fetch quest. Fortunatamente per noi – e per il mio sopraccitato entusiasmo inguinale – Final Fantasy XV è sì questo, ma anche molto, molto di più.

Una drammatica gita fuori porta

Probabilmente si tratta di una precisazione superflua ma, considerando il mio status di avatar dell’inessenziale, credo che la farò comunque. Non ho intenzione di scrivere nulla di concreto a proposito della trama di Final Fantasy XV perché, come potete facilmente immaginare, vi deruberei inutilmente dell’80% del valore dell’esperienza. Posso comunque dirvi che, sebbene il gioco, specialmente nelle sue fasi iniziali, si allontani parzialmente dalla visione dark e “seria” inizialmente impostata da Tetsuya Nomura (game director incaricato per Final Fantasy Versus XIII), la qualità della narrazione e la molteplicità delle sfumature tonali offrono a questo Final Fantasy XV una profondità emozionale notevole, nettamente superiore a quella degli ultimi – e obliabili – capitoli della saga di Square Enix. Un contributo importante all’immedesimazione del giocatore nelle vicende narrate viene offerto dall’eccellente caratterizzazione dei diversi personaggi, non tutti egualmente piacevoli, ma sicuramente definiti nella loro specifica individualità, e non tanto stereotipati quanto la presentazione iniziale potrebbe suggerire.

Final Fantasy XV

Il viaggio “on the road” di Noctis e compagni tra le lande di Eos è costellato di piccoli momenti non scriptati che nutrono l’affezione del giocatore nei confronti dei quattro ragazzi, e la scelta di limitare il gameplay al controllo di un singolo personaggio direziona questo “flusso affettivo” in maniera realistica, facendo crescere lentamente ma costantemente il nostro rapporto con ognuno dei pettinatissimi “sottoposti” del giovane principe. Frivolezze come selfie di gruppo, battutacce random, momenti “bromance” e barbecue intorno al fuoco di un campo improvvisato non sono meccaniche accessorie buttate a caso nel calderone open world di Final Fantasy XV. L’obbiettivo è fregare il vostro cuoricione di gamer e soggiogarlo alle drammatiche fluttuazioni tonali di questa storia di amicizia, mistero e predestinazione.

La trama è perfetta?

Per il membro fulminante di Zeus, direi proprio di no. Il disegno narrativo di Hajime Tabata ha più di qualche forellino qua e là, e alcuni passaggi sembrano incomprensibilmente affrettati ed emotivamente inconsistenti (complice un doppiaggio non sempre all’altezza). Eppure l’opera, nel suo complesso, è di quelle che lasciano il segno e, personalmente, non mi sentivo così coinvolto dalla trama di un Final Fantasy dai tempi del decimo capitolo. Penso di essere stato chiaro. La svolta action di Final Fantasy Considerando il disastro registrato dalle vendite di Final Fantasy XV nel Sol Levante, è lecito supporre che buona parte dei “core fan” della saga di Square Enix non abbiano apprezzato più di tanto la svolta action segnata da questo ultimo capitolo. Un sentimento legittimo, ma basato più che altro sul preconcetto che il gameplay di Final Fantasy XV sia stato snaturato in maniera intollerabile. Forse è così, eppure la nuova linea scelta da Hajime Tabata funziona alla stragrande.

Final Fantasy XV

Tanto per cominciare, il nuovo combat system si fa forte di una curva d’apprendimento perfettamente calibrata (evitate i tutorial, sono noiosi e inutili come una conferenza sulle scie chimiche) e, sebbene gran parte delle azioni battagliere possano essere effettuate con la pressione continuata di un singolo tasto, per portare a casa “il risultato” non potrete fare a meno di diventare maestri della schivata, del teletrasporto offensivo e difensivo, e della scelta del giusto strumento bellico per ogni occasione. Tempo qualche ora, e da un singolo tasto vi ritroverete a percuotere ritmicamente tutti i pulsanti del vostro pad, tra schivate, contrattacchi, abilità di gruppo, cambi d’arma ed evocazioni mastodontiche. Interessante anche il sistema di magie che, a partire dagli elementi assorbiti nei “punti di raccolta” in giro per le mappe, permette di creare combinazioni pluri-elementali cui è possibile aggiungere perfino oggetti presi dall’inventario del gruppo, per ottenere un ampio ventaglio di effetti offensivi o di supporto. La scelta di limitare a quattro le armi\magie equipaggiabili da Noctis, malgrado il maggior numero di tipologie disponibili, rientra nel quadro di una precisa scelta di design, che punta ad aumentare lo spessore strategico del combattimento forzando il giocatore a preparare in anticipo l’arsenale giusto per ogni occasione o, perlomeno, il più versatile.

Confluisce in questo quadro anche il sistema di progressione, che permette ai personaggi di passare di livello solo riposando (accampandosi in specifiche location sulla mappa, presso gli alberghi o rulotte). Una dinamica che impedisce ai giocatori di “riprendere fiato” durante le esplorazioni e costringe a prepararsi adeguatamente prima di affrontare sfide particolarmente impegnative (come ad esempio alcuni dungeon). Di contro, salire di livello e accumulare AP (i punti necessari allo sblocco delle abilità nella “sferografia” di Final Fantasy XV) è un’impresa forse eccessivamente semplice, grazie in particolar modo alla combo favorevole di abilità che permettono di guadagnare AP con azioni “quotidiane” (come guidare, pescare o accamparsi) e dei consistenti bonus all’esperienza offerti dal riposo in alberghi e rifugi. Ritrovarsi a superare di 10 o 15 livelli i requisiti della sfida del momento non sarà certo un’eccezione, specialmente considerando il gran numero delle quest secondarie presenti nel gioco. A questo proposito, bisogna purtroppo dire che la qualità delle missioni secondarie risulta piuttosto altalenante, con una fastidiosa tendenza all’infame stile “fetch”. Egualmente mal congegnata l’attribuzione – spesso insensata – dei premi esperienza al termine delle missioni (perché raccogliere 5 rane dovrebbe avere lo stesso valore dell’abbattimento di un colossale titano tutto muscoli e zanne?).

Final Fantasy XV

Il gap, via via più evidente, tra il livello delle sfide e quello del party sottolinea l’importanza dell’equipaggiamento nell’economia del battle system di Final Fantasy XV, il cui aggiornamento (anche tramite meccaniche di pseudo-crafting) rappresenta forse la vera chiave di volta dell’efficienza combattiva di Noctis e soci. Affrontare un gran numero di nemici di livello molto inferiore al vostro potrebbe comunque tradursi in una dolorosa sconfitta nel caso il vostro party non disponga di un armamentario all’altezza della situazione. Parlando dell’allegro gruppetto in nero, tutti i personaggi riescono, in generale, a supportare piuttosto degnamente Noctis durante gli scontri, sebbene Prompto sia senza dubbio l’anello debole di questa compagnia dell’anello (sembra una minchiata, ma c’è veramente un anello in ballo). Tirando le somme, la rivoluzione action di Final Fantasy XV si può definire riuscita: il gioco di Hajime Tabata si allontana dalla tradizione a turni della saga e getta le basi per un futuro ora non più incerto.

Il Final Fantasy più bello di sempre

Tecnicamente parlando, Final Fantasy XV è un titolo sorprendente. Questo sia per la qualità intrinseca del comparto tecnico – generalmente eccellente – sia per l’ottimo lavoro svolto da Square Enix per risolvere gli innumerevoli problemi del motore di gioco in tempo per la data d’uscita. Pur “soffrendo” a causa di una risoluzione dinamica sotto il full HD (tra 1371×771 e 1600×900), la versione Xbox One gode di un frame rate stabilissimo, senza alcuna traccia di tearing. La combo risoluzione ridotta\TAA di Xbox One riesce in parte ad evitare l’effetto di “scalettatura” delle texture (pur presente), e lo fa pagando un prezzo piuttosto alto in termini di “definizione” generale. Sull’ammiraglia di Microsoft, ogni scena di Final Fantasy XV appare leggermente fuori fuoco, ma non tanto da creare reali fastidi all’utente. Specialmente alla luce della suggestività dell’open world di Eos, ricchissimo di dettagli e splendidamente credibile grazie ad una resa eccellente di eventi atmosferici e condizioni luminose.

Final Fantasy XV

Aggiungete alla ricetta la totale assenza di caricamenti durante l’esplorazione (quello iniziale è ragionevolmente prolisso), una direzione artistica di altissimo livello e non vi sarà difficile capire perché abbiamo definito questo quindicesimo capitolo il Final Fantasy più bello di sempre. Peccato per una gestione della telecamera che, specialmente durante i combattimenti, non si dimostra all’altezza della situazione e rende difficile mantenere il pieno controllo sull’azione a schermo. Non particolarmente memorabile anche la colonna sonora, con una Yoko Shimomura lontana anni luce dal compositore storico della serie, il gigante Nobuo Uematsu.

Buono il doppiaggio e il lip-sync, anche se la scelta di affibbiare accenti a caso ai personaggi si rivela, ancora una volta, piuttosto discutibile. Concludendo… La rivoluzione Final Fantasy XV si dimostra, alla prova dei fatti, una scommessa vincente per Square Enix. Quello confezionato da Hajime Tabata è un mondo incredibile, popolato di personaggi interessanti e animato da una storia degna del pantheon dei migliori capitoli della saga. Malgrado qualche difetto sul fronte tecnico e alcune inconsistenze narrative, l’ultimo nato in casa Square Enix è in grado di trascinare i giocatori in un’avventura carica di emozioni e altamente coinvolgente. Per tutti questi motivi non possiamo che consigliare caldamente l’acquisto di Final Fantasy XV sia ai fan storici della saga sia ai neofiti, che troveranno nel gioco un eccellente punto di accesso alla serie.