Crivellare alla “vecchia maniera”

Con l’anno nuovo abbiamo avuto un sussulto di nostalgia canaglia tale da farci rimpiangere – come sempre – i “bei giochi di una volta“, quelli genuini che crescevano nell’orticello del nostro vicino, tra un cavolfiore e una melanzana.

Nonostante la nostra dieta vitaminica a base di ortaggi ci siamo ritrovati una domanda alla quale non riuscivamo a rispondere: quale genere videoludico trattare? Il vicino (il proprietario del suddetto orticello) ci ha suggerito la risposta in modo del tutto involontario, ovvero sparandoci addosso, al fine di tutelare la sua proprietà.

Scherzi ortofrutticoli a parte, abbiamo voluto selezionare per voi venti titoli del genere che, più di altri, ha spinto sull’acceleratore tecnologico nel decennio compreso tra il 1990 e il 2000, caratterizzandolo. Naturalmente, come sempre, teniamo a precisarvi che la classifica è personalissima, e che non troverete più di un titolo per franchise.

Altro piccolo appunto prima di proseguire: la classifica è dedicata ad esponenti “puri” del genere, dunque non troverete ibridi di alcun genere. Rassegnatevi dunque se non riuscirete a scorgere capolavori quali System Shock, Deus Ex, Rainbow Six…

Orsù. Partiamo con la prima parte di questa TOP 20, immantinente!


20. Wolfenstein 3D

Cominciamo la nostra Top 20 FPS anni ’90 con un titolo sicuramente datato. Il più datato di tutti in realtà, poiché Wolfenstein 3D è il primo sparatutto in prima persona che si possa ricordare. All’epoca era un piccolo miracolo tecnologico, oggi è “solo” un gran pezzo di storia invecchiato – graficamente parlando – male. I più giovani di voi dovrebbero giocarci anche solo per capire da dove arrivano i vari blockbuster come Call of Duty e Halo.
Non sarà bello da vedere ma parliamoci chiaro: sforacchiare un MechaHitler regala sempre grandi soddisfazioni ancora oggi.


19. Shadow Warrior

Diciannovesimo posto per Shadow Warrior, uno sparatutto in prima persona in cui è stata riversata prepotentemente tutta l’atmosfera tamarra dei film anni ’80 a tema “ninja”. Il compito del protagonista sarà quello di sventare i piani malvagi di un cattivissimo Master Zilla, le cui mire di conquista comprendono anche la terra del Sol Levante. Per i suoi loschi fini si avvarrà di un’orda di cattivoni da scatenarvi addosso, tutta da massacrare a colpi di katana, Uzi e shuriken. Era il 1997 e il mondo dei videogiochi, grazie a questa ignorantissima attitudine, era un posto decisamente migliore.


18. Wheel of Time

Wheel of Time è stato un gioco decisamente sottovalutato. Non vi serviranno armi – nel senso più stretto del termine – bensì, per farvi strada attraverso i livelli, vi occorreranno soltanto le vostre arti magiche. Il titolo, ambientato nell’universo de La Ruota del Tempo, è perfettamente in grado di restituirne atmosfera e, seppur nella sua semplicità, riesce a non sminuire la complessità della trama ideata da Robert Jordan. Anche dal punto di vista tecnico il gioco convinceva grazie soprattutto alle complesse architetture dei livelli. Buona parte del merito va all’utilizzo di un potentissimo motore grafico quale quello di Unreal, e alla capacità degli sviluppatori di piegarlo alle proprie esigenze. Insomma, colmare questa lacuna è un atto doveroso nei confronti di voi stessi.


17. Requiem: Avenging Angel

Anche Requiem: Avenging Angel non sbalordì all’epoca della sua uscita, ma valutandolo “col senno di poi” non possiamo far altro che riconoscergli un paio di elementi di assoluto valore, a cominciare dal set cyberpunk\mistico nel quale veniva immerso il videogiocatore. Sarete nei panni di Malach, inviato da Dio sulla terra per porre fine al radicale piano degli angeli ribelli guidati da una spietata Lilith, intenzionata a eliminare il genere umano. Tutta questa violenza è finalizzata ad impedire agli uomini la costruzione del Leviathan, una nave spaziale con la quale colonizzare l’universo e diffondere così la propria “impurità”. Machiavellicamente chi è il vero cattivo? Qual è il confine tra bene e male? Davvero niente male per uno sparatutto che, nonostante queste fini premesse, offre una dozzina abbondante di ore di massacro, fatto di armi e poteri angelici.


16. Redneck Rampage

Redneck Rampage è un titolo profondamente rozzo, sboccato, cafone… in una sola parola “bifolco”. Sì perchè proprio due fratelli bifolchi, Leonard e Bubba, saranno i protagonisti di un’avventura che li vede partire dall’Arkansas per recuperare il loro “maiale da competizione”, rapito dagli alieni per chissà quale motivo. Un parco armi di tutto rispetto e con qualche eccentrica presenza, una serie di power-up – carne fritta, birra e moonshine – che definire a tema significherebbe sminuirne l’ignoranza, e un ottimo accompagnamento sonoro rendono l’esperienza più che memorabile. Quando i bei giochi di una volta non si perdevano in chiacchiere ma riuscivano a divertire in maniera semplice e diretta.


15. Outlaws

Quindicesimo posto della nostra TOP 20 FPS va a LucasArts che con Outlaws ha avuto l’indubbio merito di aver offerto un’ambientazione di gran fascino ma poco sfruttata dai videogiochi, soprattutto in quel decennio. Gli elementi per richiamare l’atmosfera del vecchio West ci sono tutti, dal livello ambientato in un saloon alla miniera cittadina da affrontare a colpi di dinamite, dal veterano della guerra di secessione americana allo sceriffo corrotto. E ad impreziosire ancora di più un prodotto già valido vi è il peculiarissimo stile grafico, dal gusto cartoon un po’ retrò. Il 2017 sarà l’anno di Red Dead Redemption 2, quale titolo migliore di Outlaws per ingannare l’attesa?


14. Shogo: Mobile Armor Division

Shogo: Mobile Armor Division fu uno dei primi giochi a dimostrare quanto il Lithtech Engine di Monolith fosse in grado di reggere il confronto con l’agguerritissima concorrenza: il suo punto forte era sicuramente nella gestione delle esplosioni, spettacolari e verosimili. Ma sarebbe un grave errore sottovalutare la componente ludica di un gioco decisamente solido, dallo stile squisitamente orientale. Shogo ci mette nei panni del ribelle Sanjuro, intenzionato a liberare il mondo di Cronos dai cattivi di turno, ovvero megacorporazioni che ne controllano le sorti in maniera non troppo democratica (no, non sono gli illuminati e no, non ci sono scie chimiche). Questa “reconquista” sarà raggiunta attraverso un’intensa attività di “sforacchiamento nemici” sia a piedi, sia a bordo di performanti “robottoni” dalla potenza di fuoco eccezionale.


13. Blood

Chi ha giocato a Blood nella sua infanzia di certo lo ricorda anche e soprattutto per la gran quantità di violenza che offriva. Il gioco vi metteva di fronte orde di nemici tradizionalmente legati all’horror più classico: vi ritroverete a massacrare orde di zombie, fantasmi, ragni, serpenti, topi e gargoyle con un arsenale di tutto rispetto, che va dal forcone arrugginito per la paglia al fucile a canne mozze. Stesso discorso vale per le ambientazioni che il protagonista, tale Caleb, dovrà affrontare per diventare il “prescelto” di una misteriosa confraternita. Ma se c’era una cosa in cui Blood eccelleva era la qualità di divertimento che era capace di offrire: per dirne una era possibile, esplorando attentamente i livelli, scovare citazioni di film horror che han fatto la storia del cinema, dal machete di Jason di Venerdi 13 alla tomba vuota de Il Corvo, dal cadavere congelato del protagonista di Shining a tanti altri. Il tredicesimo – numero quanto mai azzeccato – posto della nostra TOP 20 FPS anni ’90 è suo di diritto.


12. Hexen 2

Un dodicesimo posto che definirei epico: Hexen 2 è il terzo esponente di una saga che rielaborava il concept e il motore di Quake, però in salsa fantasy. Il mondo è stato schiavizzato da un demone serpente (no, non è un rettiliano) e voi, intervallando risoluzione di enigmi ambientali a massacri di mostri, dovrete cercare di liberarlo. Per fare ciò viaggerete per ambientazioni piuttosto variegate – più che variegate, diacroniche – che spaziano dall’Egitto all’Europa medievale, parti delle quali era consentito distruggere, cosa spettacolare all’epoca. Sotto il profilo del divertimento crediamo che Hexen 2 sia un gioco pienamente godibile ancora oggi e per questo vi invitiamo a recuperarlo al più presto.


11. SiN

Quando si dice “la sfortuna”!
Chiude la prima parte della nostra Top 20 FPS anni ’90 SiN, un gioco che ebbe votazioni encomiastiche da parte della stampa specializzata del 1998 : dal punto di vista grafico era un gran bel vedere, forte di una versione fortemente potenziata dell’engine di Quake 2; dal punto di vista ludico riusciva ad offrire un’avventura longeva e stimolante, grazie anche a un’incredibile interattività con l’ambiente – per l’epoca quasi senza paragoni – in grado di aumentare il fattore immersione; dal punto di vista della trama, l’indagine dai toni polizieschi sulla diffusione della droga sintetica “U4” riusciva a risultare originale e ben raccontata, il tutto grazie anche all’azione di personaggi ben strutturati e caratterizzati (la cattiva e sensualissima Alexis ne è il più fulgido esempio). Quindi qual è l’elemento che ha impedito al titolo di diventare memorabile come avrebbe meritato? Semplicemente scelsero di far uscire il gioco nell’Ottobre del ’98, lo stesso periodo in cui un certo Half Life poté adombrarlo con la sua maestosità. È proprio il caso di dirlo: che sfiga!


Questa è la prima parte dell nostra Top 20 FPS anni ’90. Continuate a seguirci per la seconda parte del nostro viaggio tra i ricordi e scoprire le prime dieci posizioni della classifica.