Il “grande” ritorno di Frank West?

Dopo una raccolta di rimasterizzazioni tutt’altro che entusiasmante, Capcom è pronta a farci tornare a Willamette, Colorado, nei panni di Frank West, fotografo per vocazione e massacratore di zombie per caso. Il nuovo capitolo della serie horror – si fa per dire – dello sviluppatore nipponico punta a svecchiare il franchise con una formula di gioco più moderna e fruibile… a volte anche troppo. Natale è ormai passato, ma in Dead Rising 4 è sempre il momento giusto per un massacro sotto l’albero.

La domanda a questo punto è: si tratta di un massacro nel quale vale la pena cimentarsi?

Dead Rising 4

Favola di Natale

Ora vi stupirò con una rivelazione altamente conturbante: l’impianto narrativo non è esattamente il punto forte di Dead Rising 4.

Prendetevi qualche istante per assorbire il colpo.

Malgrado l’effetto nostalgia suscitato dal tornare a maciullare zombi nel mega centro commerciale di Willamette, e sulle strade dell’adiacente ridente borgo, la storia di questo nuovo capitolo della serie Capcom è sostanzialmente un pretesto narrativo per darsi al massacro. Come se ne avessimo bisogno, tra l’altro. Di nuovo nei panni del reporter freelance Frank West, protagonista del primo capitolo e del DLC Off the Record di Dead Rising 2, verremo coinvolti – nostro malgrado – nell’ennesima super cospirazione governativa tesa a… be’, fare cose con gli zombi. Messi in mezzo dalla pupilla di Frank, la reporter in erba Vick, ci ritroveremo quindi a tentare, per l’ennesima volta, di sbrogliare la matassa del “gomblotto” e salvare così la giornata. Più o meno è tutto. Tra l’altro l’assenza di qualsivoglia forma di tempistica imposta (una delle caratteristiche più distintive della serie) e l’anonimità dei personaggi secondari rendono l’esperienza ancor meno incisiva. Come detto, però, il titolo non cerca neanche per un istante di convincere l’utente di avere una storia forte e impegnata, e si muove ironicamente tra cliché e carneficine, lasciandosi giocare senza troppi pensieri.

Dead Rising 4

Ma quanti siete?

Se “stacca il cervello e uccidi” è il motto alla base della struttura narrativa di questo Dead Rising 4,  anche il gameplay non si muove su note molto diverse. Malgrado il numero – veramente esorbitante – degli erranti in decomposizione sulle strade di questo quarto capitolo della serie Capcom, l’azione si riduce, per la gran parte, alla pressione febbrile di un paio di tasti. Da questo punto di vista Dead Rising 4 riporta alla mente lo stile, opportunamente contestualizzato, degli action musou di Koei Tecmo, alcuni tra i “titoli passatempo” per eccellenza.

C’è ovviamente la solita carrellata di armi e veicoli, opportunamente combinabili in meraviglie dell’ingegneria letale, ma sulle lunghe distanze la varietà degli strumenti di morte… pardon, ri-morte si farà sempre meno rilevante, considerata la sostanziale ripetitività degli sforzi zombicidi.

C’è inoltre da considerare che il titolo si caratterizza per un livello di sfida tutt’altro che arduo, anche per quel che riguarda i folli boss che hanno sempre caratterizzato la serie, ora ridotti a macchiette non molto più pericolose dello zombie medio. La buona estensione del mondo di gioco, unito all’invito all’esplorazione rappresentato dai classici collezionabili, dai vari incarichi secondari e dalla tonnellata di costumi che potrete far indossare al buon Frank, vi spingerà comunque a spendere un buon quantitativo d’ore a spasso per Willamette, sostenuti nei vostri sforzi anche dal buon sistema di progressione del gioco.

Dead Rising 4

Uccidendo zombi, scattando foto d’effetto e completando missioni guadagnerete esperienza utile a passare di livello, e ottenere così punti da poter investire nei vari rami delle abilità in dotazione al reporter. Questi offriranno bonus e talenti speciali a Frank, migliorando la sua efficienza letale e offrendogli migliori strumenti di sopravvivenza. Anche su questo fronte, torniamo a sottolineare la natura “casual” del titolo, dato che l’esperienza offerta dalle succitate attività vi renderà ben presto dei superuomini. Stranamente equilibrata – vista la facilità del gioco – l’aggiunta degli esoscheletri indossabili, sì potentissimi (e potenziabili con varie chincaglierie trovate in giro per la mappa), ma anche dotati di una batteria di durata decisamente contenuta.

Altra aggiunta interessante, seppur non così significativa, quella di brevi sezioni di indagine (in stile Arkham, per intenderci) utili a raggiungere il successivo “nodo” della trama. Già che ci siamo, parliamo di un’altra novità – in buona parte negativa – rappresentata dagli eventi di soccorso dei sopravvissuti da inviare ai vari rifugi: questi, assolutamente generici, non richiederanno più particolari tempistiche per essere salvati con successo, e non avranno bisogno di alcuna scorta fino alla zona sicura. Da una parte apprezziamo la ritrovata emancipazione di questi superstiti, dall’altra non possiamo fare a meno di vederla come una ulteriore semplificazione della formula del gioco. Salvando un numero sufficiente di sopravvissuti potremo anche arricchire l’inventario dei vari mercanti presenti nei rifugi, alcuni dei quali ci permetteranno di acquistare progetti per armi e mappe per scovare i collezionabili nascosti in giro. Come detto a più riprese, il gameplay di Dead Rising 4 non vi sconvolgerà di certo, ma sarà comunque in grado di offrirvi una buona quantità d’ore di spensierato divertimento. In coda, una precisazione: anche in Dead Rising 4 è presente una modalità coop ma, trattandosi di brevi missioni a termine, il comparto multiplayer non influisce particolarmente sull’economia di gioco.

Bene, ma non benissimo

Rispetto a Dead Rising 3, Capcom ha compiuto passi avanti considerevoli sul fronte tecnico. Il gioco non si caratterizza certo per un profilo grafico sconvolgente ma, considerando il grande numero di zombie sullo schermo e l’ottima qualità degli effetti, l’impatto generale è più che buono.

Anche in questo quarto capitolo sono presenti glitch e compenetrazioni poligonali assortite, ma se non altro il frame rate rimane stabile anche nei momenti più critici. Avremmo preferito una maggiore cura sul fronte delle animazioni – e magari una maggiore precisione degli impatti – ma non si tratta certo di problemi invalidanti. Buono anche il comparto audio, fatta eccezione per il doppiaggio italiano, decisamente sottotono.

Dead Rising 4

Concludendo…

Dead Rising 4 è il titolo perfetto per qualche ora di “giocazzeggio” a cuor leggero. Se siete alla ricerca di esperienze profonde, o di sfide per le vostre dita, il gioco di Capcom non vi offrirà nessun brivido. Se invece state cercando un buon “riempitivo”, divertente e poco impegnativo, allora troverete in Dead Rising 4 un eccellente passatempo.