Il futuro dell’horror è nell’underground

L’horror non è morto. L’horror non è mai morto, se è per questo. Con un panorama mainstream oramai quasi totalmente alla deriva, povero, condotto all’inedia spirituale a causa di note logiche di mercato e del semplice passare degli anni, sembrerebbe ovvio sostenere il contrario. Il lutto causato dalla dipartita del progetto Silent Hills ha sancito la fine definitiva, almeno astratta, della serie; la saga di Resident Evil non sa più dove andare a parare e Capcom ogni dì tira fuori dal cilindro sproloqui su presunti “ritorni alle origini”, iun relazione al prossimo capitolo della sopracitata serie. In questo orizzonte di desolazione, gli unici titoli AAA degli ultimi anni che hanno veramente dimostrato qualità e chiarezza d’intenti sono stati Alien: Isolation, già figlio di dinamiche survival horror odierne (e validissime) che prediligono un gameplay senza la presenza, o quasi, di armi e The Evil Within, survival/action horror forse un po’ troppo action, appunto, ma che ci ha fatto respirare atmosfere legate ad un passato storico che non vogliamo dimenticare (notare che sono entrambi titoli cross-gen di discreto tempo fa).

Allo stato attuale, il concetto di “horror” nei vari titoli AAA è incarnato dallo sparatutto open-world (o pseudo tale) caciarone e pieno di zombie (o qualche altra atrocità figlia delle mode), al ritmo del grido “l’originalità è il nostro motto”. Inutile dire che l’atmosfera e lo stupore sono andati a farsi benedire, in maniera più o meno cosciente.

Addentrandosi nel panorama indie, invece, l’horror è molto più diffuso di quanto possa sembrare. Ovviamente non intendiamo i piccoli titoli in flash, francamente ridicoli, disponibili gratuitamente e pieni zeppi di jump scares ma giochi che raccontano storie, che regalano visioni, tirati su da team che ancora credono che l’horror abbia tanto da dire, che prendono ispirazione da perle del passato e le attualizzano integrando le loro personali fobie. Spesso i team di sviluppo hanno tentato delle campagne di finanziamento che hanno fallito miseramente ma hanno continuato a lavorare, pur con meno risorse, per portare a termire i loro progetti.

Questi sono, tra i tanti, i dieci titoli più interessanti che speriamo divengano disponibili il prima possibile sulle nostre amate piattaforme di gioco. C’è veramente l’imbarazzo della scelta, e… mai nessuno dica più che l’horror è morto e sepolto!


10. Maze: The Angels Walk Silently

Quanti sono i videogiochi, in sviluppo o meno, ispirati alle atmosfere dello scrittore visionario di Providence, alias Howard Phillips Lovecraft? Troppi. Veramente troppi. La “lovecraftianite” è morbo diffuso tra gli indipendenti. I Frictional Games hanno dedicato il loro motore grafico allo scrittore (HPL Engine) e continuano a spuntare fuori come funghi nuove leve di sviluppatori che dichiaratamente parlano di atmosfere lovecraftiane nelle loro idee di gioco. Ultimamente ha catturato l’attenzione di molti questo Maze: The Angels Walk Silently. Il team ungherese The Mysterious Machine propone una visuale in prima persona con il braccio del protagonista che regge una lampada, proprio come in Amnesia: The Dark Descent. Noi speriamo che il titolo non si limiti a divenire solamente una brutta copia del capolavoro dei Frictional: i gameplay ed i trailer per ora mostrano poco, ma l’atmosfera generale è decisamente coinvolgente e sono previste anche delle dinamiche di combattimento con i nemici.


9. Follia – Dear father

Anche il bel paese ha la sua piccola fetta nel panorama indipendente, potete dirlo forte! Dopo capitoli infelici come Anna o The Warden, la scena italiana ha dimostrato di saper fare il proprio dovere in termini di atmosfera grazie alle suggestioni emotive e psicologiche di The Town of Light. Invece questo Follia – Dear Father parte sicuramente con delle basi più survival horror e marce, puntando molto sui giochi di luci ed ombre e sull’abominio viscerale e perturbatore del sangue. La trama sembra essere incentrata sulla ricerca, da parte del ragazzo protagonista, del padre scomparso. L’incipit è sicuramente un classico topos narrativo del videogioco horror, ma il team Real Game Machine ha manifestato la volontà di sviluppare un’opera incentrata molto sulla prodondità della trama. Staremo a vedere.


8. The Hum: Abductions

Il team Totwise Studios ha delle idee ben precise riguardo i propri scopi. The Hum: Abductions è attualmente in sviluppo con motore Unreal Engine 4, ed è solamente una parte di un progetto decisamente ambizioso che comprenderà sia videogame che racconti, tutti facenti parte di The Hum: Universe (nel sito ufficiale è presentata molto chiaramente l’idea del progetto). La trama del gioco presente nella nostra top è, ovviamente, l’adduzione aliena: la protagonista è una moglie e madre a cui, tempo addietro, è scomparso il marito in circostanze misteriose e dovrà far luce sul mistero di questa scomparsa. Non avremo più a che fare, quindi, con alieni mutanti, giganti, armati di fucili al laser o di lame al posto delle braccia ma piccoli e buffi alieni grigi, non per questo meno pericolosi.


7. Little Nightmares

Ci sembra giusto inserite nella top anche un titolo un po’ più sui generis, con le giuste reminiscenze horror. Un po’ come aveva fatto l’avventura dinamica di Among the Sleep, anche questo Little Nightmares si incentra su terrori e paure infantili, col protagonista stesso impersonato da un bambino. Il team svedese dei Tarsier Studios ha già lavorato, precedentemente, alla versione PS Vita di Little Big Planet. Questo nuovo lavoro è un platform in 3D dove il personaggio protagonista di ritrova, suo malgrado, all’interno di un’imbarcazione piena di pericoli mortali e dovrà fuggire da essa per aver salva la vita.


6. Outlast II

Dal freddo Canada con furore. I ragazzi di Red Barrels sono stati gli unici, dopo i Frictional Games, a superare i limiti del mercato indipendente e a divenire fenomeno di culto anche tra chi, di indie horror, non si è mai interessato. Questi due studi di sviluppo rappresentano il punto di confine e unione tra il movimento ludico sotterraneo e quello più in superficie. Quasi tutti, almeno una volta, hanno sentito parlare di Outlast (complice anche l’innarrestabile viralità dei cosidetti “scary gameplay” su youtube) e la notizia che il team sta lavorando al secondo capitolo ha eccitato non pochi giocatori. Il primo trailer, breve e molto enigmatico, è stato reso disponibile già da diversi mesi, ma è stato col rilascio della demo a inizio ottobre che si è potuto provare direttamente ciò i Barrels hanno in serbo per noi: meccaniche di gameplay non mutate di molto e rimaste fedeli alla tradizione del primo capitolo, con qualche piccola aggiunta di realismo (il protagonista dopo un po’ si stanca di correre e, per riprendere fiato, diminuisce decisamente la velocità, rendendoci più vulnerabili agli attacchi dei nemici).


5. Scorn

Uno dei titoli di questa top 10 più interessanti a livello artistico è sicuramente Scorn, che fa del lato visivo uno dei suoi punti forti. Il design palesemente biomeccanico veicola un’atmosfera carnale e muscolare in cui ogni parete o colonna sembrano vibrare e prendere vita percorse da nervi, sangue e tendini. Il gioco sarà molto improntato sull’esplorazione di questo mondo da incubo complice, ovviamente, un comparto grafico da brividi. In Scorn sembra di entrare ed immergersi nelle più malate opere dell’artista svizzero Hans Ruedi Giger (non ci piace molto trovare i riferimenti, ma in questo caso il paragone è obbligato). Veramente notevole.


4. Observer

“Cosa faresti se le tue paure venissero violate e usate contro di te?”. Questa è la domanda che ci pongono i Bloober Team, già autori del meraviglioso horror psicologico Layers of Fear. All’ultima conferenza E3 essi hanno reso disponibile il trailer del loro nuovo progetto, Observer, horror dalle tinte decisamente cyberpunk. Il fulcro della trama sembra essere proprio l’invasione, ai danni di menti e memorie delle persone, da parte di questi “osservatori”, corpo di polizia speciale di cui il protagonista fa parte. Siamo sicuri che il team sarà in grado di donarci un’esperienza coinvolgente e degna delle nostre attenzioni, considerando la cura nei minimi dettagli di atmosfera e trama visti già in Layers of Fear.


3. Grey Dawn

Un altro indie horror con, alle spalle, una campagna Kickstarter fallimentare è Grey Dawn, nonostante il progetto in sè metta molta curiosità per i temi trattati. Siamo in Romania (patria del team di sviluppo) nel 1907 e un sacerdote viene accusato, ingiustamente, di aver ucciso uno dei suoi chierichetti. Dovrà quindi far luce sui misteri riguardo la sparizione del ragazzo affrontando il suo passato, con i peccati ad esso correlati. L’impronta psicologica e visionaria del gioco è visibile già dal trailer e, indubbiamente, si giocherà molto sulla suggestione di visioni demoniache e religiose. Gli Interactive Stone ci dimostrano, quindi, che si possono realizzare incipit nuovi ed originali per dare nuova linfa al mondo videoludico horror.


2. Inner Chains

Progetto già in piedi da tempo, ma che mostra pian piano la sua forma finale. Giusto a fine novembre, il team di sviluppo ha rilasciato un gameplay dei primi minuti di gioco assolutamente sconvolgente (guardare per credere). Inner Chains sembra essere l’unione equilibrata tra atmosfere lugubri ed infernali ed il design biomeccanico già visto in Scorn. Il team annuncia già da ora che le meccaniche saranno tipiche di uno sparatutto, che ci saranno combattimenti e una particolare arma da utilizzare chiamata electrogun (presentata anche in un video apposito).


1. Agony

Agony ha un’assurda storia da raccontare, che sicuramente in pochi conoscono. Ricordo quando, mesi e mesi fa, la sottoscritta e pochi altri smanettoni dell’indie stavano dietro alla campagna Kickstarter di un gioco malato e allucinante intitolato Sacred Agony. Bene. La campagna andò, ovviamente, più che male ed il titolo rimase, per del tempo, nell’oblio. Il leader del team non si è dato per vinto e, cambiando nome del progetto in Agony, ha ritentato l’avventura di finanziamento su Kickstarter. Per dinamiche di  passaparola nel web e comunicazione totalmente fuori controllo ed insensate, il titolo è divenuto tra i più chiaccherati in assoluto anche da parte di chi, come per il caso Outlast, di indie non si è mai interessato ed il team è riuscito a raccogliere veramente tanti fondi per portare a termine il progetto. Notare che, nel suo passaggo da Sacred Agony ad Agony, la materia di base non è cambiata ed il gioco è rimasto sempre lo stesso nell’ambientazione, nel design, nell’idea di base e nel gameplay. Quindi, non si sa se sia più allucinante il viaggio all’Inferno che ci propone Agony, o il suo passaggio da semplice prodotto di nicchia destinato al fallimento a piccolo fenomeno cult sulla bocca di tutti. Prepariamoci a soffrire tra le fiamme dell’Oltretomba!


Questi sono, signore e signori, i titoli indie horror più interessanti che speriamo vengano presto completati e pubblicati. La lista sarebbe ancora più lunga, vista la mole di sviluppo indipendente che continua a muoversi nel sottosuolo, ma speriamo di avervi fatto scroprire delle piccole chicche di cui prima ignoravate l’esistenza.

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Giocatrice tendenzialmente onnivora, nonostante la sua fede primaria rimanga il survival horror classico, avendo trovato la sua dimensione nutrendosi di pane, ansia e Silent Hill. Il suo campo di competenza è l’indie game e l’horror e perde sudore e fatica nell’analisi del lato artistico e, spesso, poetico del videogioco.