Un 2016 ricco di sorprese, ma anche di sconcertanti delusioni

Ogni anno porta con sé alti e bassi, ed è innegabile che queste due varianti si alimentano a vicenda, lasciando noi poveri videogiocatori in uno stato emotivo al limite del bipolare. Recentemente abbiamo avuto modo di sottolineare gli alti con questa nostra classifica, da cui è chiaro come, a livello di giochi, il 2016 sia stato un ottimo anno ricco di varietà e, diciamolo pure, dotato di un paio di vere e proprie Killer Applications. Lascia quindi basiti pensare che la qualità stellare di Uncharted 4 verrà sovrastata, negli annali, da uscite meno “cosmiche” che ancora oggi fanno parlare di sé. E senza perderci troppo in altri preamboli presuntuosi, indossiamo i nostri guantoni di lattice e gli occhialini di plastica per addentrarci nella Flop 10 non ordinata delle delusioni videoludiche del 2016!


10 – No Man’s Sky

Il gioco è stato anticipato da un hype incontrollabile, alimentato sia dalle promesse degli sviluppatori, sia dalle premesse eccezionali di cui il gioco stesso si faceva carico. Quando No Man’s Sky si è rivelato invece un titolo tutt’altro che completo ed eccezionale, afflitto da una struttura di gioco ripetitiva e povero di contenuti, tutte quelle aspettative si sono trasformate di un vero calcio in faccia per la community. A dispetto delle indubbie qualità del motore fisico, il gioco era purtroppo ben lontano dall’essere un prodotto di intrattenimento completo, tanto che il team è stato messo sotto accusa per falsa pubblicità, arrivando a chiudersi in un silenzio imbarazzato interrotto solo da poco. Rimarrà una delle più grosse delusioni di sempre.


9 – Playstation 4 Pro

Cosa è andato storto? Be’, a conti fatti niente di drammatico, se non che forse questa versione potenziata non sia poi così tanto “Pro”. Il problema è che se siete interessati ad esempio all’HDR (High Dynamic Range) e ai suoi colori più intensi, vi toccherà possedere un televisore di ultima generazione non poi così abbordabile. Il 4K (anche se questo difetto è più che altro per i puristi) non è quasi mai nativo, e per avere tutti gli accessori per potervi godere il VR di PlayStation sborserete più di mezzo migliaio di euro. Oltretutto, le migliorie offerte dal supporto a PS4 Pro sono ancora tutt’altro che significative. Una situazione scomoda per gli sviluppatori, che dovranno ovviamente prenderci la mano per riuscire a sfruttare al meglio un hardware potenziato che, al momento, stenta a stupire.


8 – Street Fighter V

SFV ebbe un lancio pessimo, privo di contenuti che potessero stimolare l’attenzione dei videogiocatori e carente sul fattore dell’intrattenimento. Capcom voleva che il gioco fosse disponibile a tutti i costi prima del torneo EVO, ovvero la manifestazione esportiva dedicata ai picchiaduro più importante al mondo, quindi spinse per un lancio prematuro. La versione pubblicata era una vera e propria alpha, dotata di un prezzo del tutto ingiustificato rispetto ai contenuti proposti. Non stupisce quindi che le vendite del gioco siano state decisamente deludenti, nonostante Capcom stessa abbia affermato che il titolo verrà supportato almeno fino al 2020.


7 – Nintendo Wii U

La storia di Wii U sarà ricordata come uno dei periodi più bui nella storia di Nintendo, che non se la passava così male dai tempi di Gamecube. Ancora peggio il 2016, che ha visto la console in ombra e quasi senza titoli esclusivi d’impatto. I titoli usciti, oltretutto, non sono stati proprio il massimo (parleremo di uno di essi fra poco) e non hanno certo aiutato a creare il giusto clima per l’annuncio di Switch. Sembra che il ciclo vitale della console sia ormai giunto al suo termine, minato purtroppo da un hardware sottotono e un’impostazione dei controlli “tarato sulla gimmick” che, a quanto pare, non ha proprio saputo conquistare l’utenza. RIP.


6 – Mighty NO.9

Il tanto agognato erede spirituale di Mega Man doveva essere un sogno per molti, ma ha finito invece per rivelarsi un incubo. Partito da Kickstarter, il titolo entrò in un vero e proprio development hell che è andato avanti per ben tre anni. Nonostante tutti i soldi raccolti, il prodotto definitivo si è rivelato mediocre, poco ispirato e assolutamente immeritevole del budget a disposizione. Mighty NO.9 ha deluso sia la critica che l’utenza, per via di un gameplay minato da un pessimo game design, e da una veste estetica priva di carisma e solidità. Non tutte le fiabe sono destinate al lieto fine.


5 – Xbox One

Neanche la Microsoft è riuscita a salvarsi da questo 2016. Da poco è stata annunciata la cancellazione di Scalebound, quella che doveva essere una tra le esclusive più importanti e attese della console di Redmond: proprio le esclusive sono state il problema della Xbox One nel 2016, che ha saputo offrire solo tre esclusive tripla A, oltretutto disponibili anche su PC. Non aiutano le preoccupanti voci su Crackdown 3, che preannunciano un 2017 non troppo diverso dall’anno passato.


4 – Star Fox Zero

Star Fox Zero è proprio l’esclusiva di cui parlavamo poco sopra, che è riuscita a deludere anche i fan più legati alla saga. Qualcosa pare esse andato storto durante lo sviluppo, portando sulle nostre console un titolo caratterizzato da un sistema di controllo raffazzonato e profondamente insoddisfacente. L’impressione infatti era quella che Nintendo avesse forzato gli sviluppatori (oltretutto i Platinum Games, di cui parleremo dopo) a spingere al massimo sulle peculiarità del controller Wii U. Il risultato è stato un pasticcio scomodo e frustrante da giocare, del tutto incapace di rendere giustizia a quello che, nello stadio iniziale dello sviluppo, avrebbe dovuto essere il tanto desiderato Star Fox 2.


3 – Call of Duty: Infinite Warfare

Call of Duty sembra deludere ogni anno, ma il 2016 è stato speciale per la saga. Fin dal suo primissimo annuncio, il gioco ha raccolto milioni di polemiche, che si sono poi materializzate in un calo preoccupante delle vendite. Colpa del setting futuristico/spaziale scelto dalla saga, ormai ben lontana dalle epoche storiche/moderne che ne hanno decretato il successo. Questo, unito a delle svolte controverse sul fronte gameplay, ha portato a una riduzione delle vendite (che rimangono comunque stellari) e a un malcontento tale che molti fan hanno deciso di optare per la concorrenza. Una brutta botta per la saga, che ha bisogno di rimettersi in riga al più presto.


2 – Il declino di Platinum Games

Platinum Games è uno dei migliori team presenti nel mercato giapponese, e sono anni che regala vere e proprie perle di game design. Fa molto male quindi vedere che questo 2016 è stato un “anno horribilis” per il team, che ha lavorato principalmente su Teenage Mutant Ninja Turtles: Mutants in Manhattan e Star Fox Zero. Entrambi i titoli non rispecchiano assolutamente le qualità del team, e anzi si dimostrano mediocri su diversi aspetti. Considerando la triste fine di Scalebound, speriamo che Platinum possa tornare a brillare con Nier


1 – Mafia 3

Uno dei seguiti più attesi dell’anno si è purtroppo rivelato uno dei giochi più problematici del 2016. Badate bene che a livello di narrazione siamo di fronte a uno dei migliori titoli dell’anno, capace di rendere giustizia agli ottimi primi due episodi. I problemi di Mafia 3 purtroppo saltano fuori quando si guarda alla parte giocata, troppo ripetitiva e ben lontana – qualitativamente parlando – dai mostri sacri del genere La parte peggiore, comunque, riguarda il comparto tecnico, minato da una marea di bug e brutture estetiche. E se avete la versione PC auguri, visto che, a dispetto degli aggiornamenti che le versioni console stanno ricevendo, quella da scrivania sembra ormai abbandonata a sé stessa, in uno stato imbarazzante e praticamente inservibile anche su macchine di fascia ultra.