La parte “calda” della nostalgia

Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati (per leggere la prima parte della TOP 20 Fps anni ’90 clicca QUI) per scoprire insieme le prime dieci posizioni dei titoli che han segnato l’epoca d’oro degli sparatutto in prima persona.

Come al solito ribadiamo che, nonostante i nostri sforzi, anche questa parte di classifica è basata su valutazioni personali e che i titoli presi in considerazione fanno parte del genere FPS nell’accezione più pura del termine (è per questo motivo che non troverete ibridi come Deus Ex, System Shock, Thief e Rainbow Six).

Imbracciate tosto la vostra machinegun e cominciamo.


10. Gunman Chronicles

Beh, dire che Gunman Chronicles è passato piuttosto in sordina è davvero poco, ma si tratta di un titolo di assoluto valore da recuperare e giocare al più presto. Il titolo nasce come mod del primo Half Life ma diviene soggetto di investimenti “dall’alto” proprio per la sua grandiosa personalità: è uno sparatutto classico ambientato in un futuro fantascientifico, declinato però attraverso un set che mischia in modo originalissimo “Far West” e dinosauri. Da non sottovalutare neanche la possibilità di personalizzare a proprio piacimento le armi che impugneremo, vero valore aggiunto di un gameplay comunque tradizionale. Le vostre scelte avranno effettivamente una ricaduta sul sistema di puntamento, quantità di danni e velocità di fuoco. Davvero niente male.


9. Alien vs Predator

Dimenticate la pochezza del film con Raoul Bova. Dimenticate l’insulso Alien: Colonial Marine di recente memoria. L’unico gioco che è riuscito a ricreare perfettamente la sensazione di terrore di un solitario marine circondato da un’orda di temibili Xenomorfi è uno e uno soltanto: Alien vs Predator. Uscito nel 1999 si conquistò l’amore dei fan grazie al sapiente mix di azione, fantascienza e buio improvviso. Signori, la sensazione di panico alla chiusura delle luci nella Base Pandora è di quelle che non si dimenticano, soprattutto se siete deboli di cuore. Amanti della saga firmata da Ridley Scott, siete avvertiti.


8.No One Lives Forever

All’ottavo posto della nostra TOP 20 Fps c’è un titolo che non si prende sul serio, ma che fa dell’ironia e del citazionismo la sua principale forza. No One Lives Forever vi mette nei panni di una spia – tale Cate Archer – impegnata a sventare i piani dell’organizzazione terroristica H.A.R.M.. Il tutto è ambientato negli anni sessanta, la cui componente hippy e dandy è accentuata volutamente per trasformare la protagonista in una sorta di Austin Power al femminile. La potenza del Lithtech Engine lo rendeva un titolo eccezionale dal punto di vista grafico, tanto bello quanto, però, pesante per le schede video in commercio all’epoca.


7. Duke Nukem 3D

La risposta cafona, politicamente scorretta e machista a Doom da parte di una 3D Realms in stato di grazia. Il protagonista ormai non ha più bisogno di presentazioni, una vera icona del media videoludico, nonostante sia il vettore di valori leggermente “sui generis“: beve urina, assume steroidi, paga spogliarelliste, va a prostitute, dice parolacce e, se ciò non bastasse, caga in bocca ad alcuni dei suoi nemici. Poco male visto che si tratta comunque di alieni invasori, e la loro sconfitta significa salvezza per l’umanità. Per chiudere il quadro vanno citati i progressi tecnologici di un BuildEngine smagliante e un supporto al multiplayer che riusciva a mettere in discussione lo strapotere di Doom 2. Noi lo consigliamo senza riserve…


6. Soldier of Fortune

In Soldier of Fortune un soldato di ventura statunitense, John Mullins – un mercenario realmente esistente – sarà alle prese, per conto del governo, con un’organizzazione neonazista che è riuscita a metter le mani su quattro testate nucleari. Un pretesto geopoliticamente credibile perfetto per immedesimarsi in un gioco eccellente sia dal punto di vista ludico, quanto da quello tecnico (sotto al “cofano” romba una versione fortemente potenziata dell’IDTech 2.0). La cosa a rendere a dir poco “memorabile” il gioco targato Raven Software è senza ombra di dubbio il suo sistema di calcolo dei danni sui corpi – denominato GHOUL – che suddivideva i modelli dei personaggi in 26 zone, ognuna delle quali si comportava realisticamente se colpita. Si potevano smembrare facilmente le persone con una Desert Eagle, senza sensi di colpa. Assolutamente non un gioco per bambini, ma quale sparatutto lo è?


5. Star Wars Jedi Knight: Dark Forces II

Kyle Katarn, diversi anni dopo gli eventi narrati in Episodio VI, è alla ricerca di informazioni a proposito del padre Morgan. Da qui prendono le mosse le vicende di un personaggio la cui trama è considerata perfettamente canonica per la saga di Star Wars dalla stessa LucasArts. Stava solo a voi scegliere se intraprendere un cammino fatto di equilibrio o di violenza. Grafica, sonoro e ambientazione erano capaci di emozionare chiunque abbia apprezzato la perfezione della trilogia di Star Wars (nel 1997 quella ciofeca de “La minaccia fantasma” non era ancora uscita) e non solo. Un grande quinto posto per la nostra TOP 20 Fps.


4. Doom 2

Una vicenda violentissima che vede l’anonimo – ma carismaticissimo – doomguy combattere contro orde di demoni infernali per la salvezza della terra. Il combattimento contro “L’icona del peccato” rimane una delle esperienze più intense della mia carriera da videogiocatore. La saga di Doom fu anche pioniera del multiplayer online per quel che concerne gli fps. Personalmente, nonostante i palesi limiti tecnici, la considero ancora oggi la più influente dell’intero genere e proprio per questo merita almeno di sfiorare un podio sul quale non sfigurerebbe affatto. Che Romero e Carmack siano ricordati ricordati per sempre!


3. Quake 2

Ma se la ID Software non è riuscita a salire sul podio grazie a Doom, il bronzo riesce ad aggiudicarselo grazie all’altra sua creatura: Quake. Stilisticamente parlando il capostipite aveva un non so che di superiore, probabilmente dovuto a quel mix di atmosfere gotiche e industriali, eccezionali a mio parere. Ma è con Quake 2 che la software house mostra di esser diventata pienamente matura: un gioiellino di game design e innovazione, supportato da uno dei motori grafici più performanti e versatili dell’industria del tempo. Non possiamo far altro che supplicarvi di giocarlo, ne vale della vostra credibilità in quanto giocatori.


2. Unreal

Il secondo posto spetta alla rivoluzione tecnologica apportata da Epic in piena competizione con Quake 2: l’Unreal Engine riusciva a restituire un colpo d’occhio realmente insano per l’epoca, tanto che tuttora è difficile credere sia un gioco uscito nel 1997. Ma non è solo la componente tecnologica a sbalordire. Unreal trasporta il videogiocatore in un mondo alieno, tanto meraviglioso quanto ostile, e l’immersione nel suo desolante incedere è indescrivibile. Godibile perfettamente ancora oggi, lo consigliamo insieme al suo grandioso spin-off Unreal Tournament. Li trovate entrambi a pochissimo su GOG in una versione compatibile con i nuovi sistemi operativi. Cosa aspettate dunque? Che vi colpiscano con un Cannone Flak?


1. Half Life

Dominatore assoluto della nostra classifica è, com’era lecito aspettarsi, Half Life. È riuscito da solo a portare l’intero genere ad un altro e più alto livello, maggiormente cinematografico, senza mai scendere a compromessi con il divertimento. I più giovani di voi non potranno mai capire quanto fu sbalorditiva l’esperienza di giocarlo d’un fiato a fine 1998. Altre parole sminuirebbero la portata di un capolavoro senza tempo, a cui dovremmo onorare i giusti tributi in attesa di un ormai improbabile Half Life 3.