What is my destiny? Dragon Ball!

L’arrivo di Dragon Ball Super nelle TV italiane ha permesso al celebre manga di Akira Toryama di riacquistare quell’interesse mediatico che mancava da quasi vent’anni.
Dal punto di vista videoludico, invece, la saga ha subito la medesima sorte toccata all’anime: tanti anni di vuoto e mancanza di visibilità. Dopo le altissime vette toccate dal terzo capitolo di Budokai Tenkaichi (forse uno tra i migliori picchiaduro dedicati a Dragon Ball nell’era Playstation 2), le trasposizioni videoludiche dedicate a Dragon Ball hanno iniziato a cadere in un baratro quasi senza fine fino a quando, due anni fa, l’arrivo del Dragon Ball Xenoverse di Dimps è riuscito nell’intento di portare una ventata di aria fresca ad un brand sul viale del tramonto. L’ottima coesione tra la struttura picchiaduro che aveva contraddistinto i suoi predecessori Budokai, unita ad una trama innovativa e a caratteristiche tipiche dei gioco di ruolo, hanno permesso a Dragon Ball Xenoverse di guadagnarsi consensi tra pubblico e critica, così come il seguito approdato su console e PC qualche mese fa (a questo link trovate la nostra recensione).

Seguendo il trend portato dalla serie Xenoverse, il team nipponico di Ganbarion è riuscito nell’intento di portare su Nintendo 3DS una nuova avventura esclusiva, cercando di portare sul piccolo schermo della portatile della casa di Kyoto un gioco di ruolo pensato principalmente per i fan dell’anime.

Abbiamo provato a lungo Dragon Ball Fusions, questo il nome della nuova esclusiva 3DS dedicata all’anime, e siamo quindi pronti a fornirvi il nostro responso ufficiale in questa recensione.

Buona lettura!

Fusioni e universi paralleli: benvenuti in Dragon Ball Fusions

La trama di Dragon Ball Fusions ci consentirà di interpretare un personaggio interamente personalizzabile di nome Tekka. Analogamente a quanto proposto nella serie Xenoverse, in Dragon Ball Fusions potremo creare il nostro alter ego all’interno dell’universo di Toryama scegliendo tra le quattro razze disponibili (Umano, SaIyan, Majin, Namecciano e Alieno). Il gioco ci metta a disposizione alcune opzioni di personalizzazione riguardanti capelli, volto, colore della pelle e vestiario, oltre a darci la possibilità di cambiare nome al nostro alter ego virtuale.

Il nostro alter ego, fresco di editor, e il suo amico/rivale Pinich (un Sayian che sembra aver svaligiato il guardaroba di un lottatore di wrestling) sono – per puro caso – in possesso di tutte e sette le sfere del drago, pronti per evocare il drago Shenron ed esaudire il loro unico desiderio. Vita eterna? Ricchezza? Macchè…

Il più grande torneo di arti marziali dell’universo!

Con questo semplice pretesto verremo catapultati all’interno di una realtà parallela, dove tutti i più grandi guerriero dell’universo – di ogni era e luogo – saranno chiamati ad affrontarsi all’interno del torneo.
Dragon Ball Fusions ci metterà a disposizione un roster immenso di personaggi, direttamente estrapolati da tutte e quattro le serie dell’anime (Super e GT compresi) e degli svariati film usciti da vent’anni a questa parte. Troveremo alleati improbabili come Pan, Goten, Trunks o addirittura il Goku della prima serie a farci compagnia, andando a creare quello che è uno tra i più grandi roster di personaggi mai apparsi un videogioco “brandizzato” Dragon Ball: una vera e propria goduria per tutti i fan sfegatati dell’anime.

Se da un lato faremo i salti di gioia ogni volta che vedremo apparire a schermo i personaggi storici dell’universo di Dragon Ball, dall’altra non possiamo fare a meno di evidenziare la pochezza del comparto narrativo del titolo. Dialoghi molto poveri, oltre che poco interessanti da seguire, e una trama generale davvero poco curata non riescono nell’intento di tenerci incollato allo schermo della console, scadendo molte volte nella noia più assoluta per via di un ripetersi costante di situazioni e “colpi di scena”. Peccato.

Fu-sio-ne!

Le meccaniche di gioco di Dragon Ball Fusions si suddividono, sostanzialmente, tra la parte esplorativa e i combattimenti a turni.

All’interno della realtà parallela, che farà da sfondo alle avventure del titolo, potremo spostarci liberamente, muovendoci principalmente in volo. La mappa di gioco, sviluppata su più piani, presenta svariati punti di interesse, sbloccabili dopo il conseguimento di determinati scontri o con il suo proseguire della storia. Ritroveremo così posti familiari come la Kame House del Genio delle Tartarughe, il pianeta di Re Kaioh o addirittura città come Satan City. I punti di interesse, oltre a permetterci di interagire con i personaggi chiave legati alla trama, ci consentiranno di salvare la partita, utilizzare negozi e prendere a parte a quest secondarie.

Muovendosi per le mappe di gioco capiterà inoltre di imbattersi in scontri casuali con squadre nemiche, contraddistinte da livelli in puro stile RPG.
Qui entra in gioco l’ottimo combat system di Dragon Ball Fusions. Il gioco infatti, propone un classico sistema a turni 5 vs 5, con cui avremo modo di sfruttare le abilità di ogni membro del party. Gli attacchi disponibili all’interno dei combattimenti di Dragon Ball Fusions, si dividono tra semplici combo fisiche – come calci e pugni – o attacchi d’aura. Inoltre, una volta riempita l’apposito indicatore dell’aura dei personaggi, potremo scatenare delle vere e proprie mosse speciali, capaci di infliggere danni più elevati alla squadra avversaria. Attacchi come la celebre Kamehameha di Goku o il Cannone Galick di Vegeta, potranno essere assegnati – e utilizzati – da tutti i membri del party in grado di impararli.

A rendere più frizzanti gli scontri ci penseranno, ovviamente, le così dette Fusions, vero e proprio perno delle meccaniche di combattimento del titolo. Oltre alle fusioni singole tra due personaggi, in Dragon Ball Fusions potremo scatenare le Maxi FusionS, che permettono a cinque personaggi di fondersi insieme – per un solo turno – e rilasciare una vera e propria ondata di distruzione sulla squadra avversaria. Con le Fusions, il titolo riesce a dare il meglio di se, dandoci inoltre la possibilità di vedere all’opera unioni davvero singolari, oltre che mai viste prima d’ora all’interno dell’anime.

Dal punto di vista puramente grafico, impossibile non lodare l’ottimo lavoro svolto dal team di Ganbarion. La cura rivolta nei vari modelli 3D dei personaggi è ottima: tutti sono stati rappresentati in maniera fedele, ricalcando appieno lo stile colorato dell’anime. Ottime anche le varie ambientazioni, così come l’ottimizzazione generale del titolo che pure nelle fasi più concitate degli scontri riesce a mantenere un frame rate stabile.

Per quanto riguarda il sonoro ottime le musiche che ci accompagneranno nelle fasi esplorative e negli scontri.

Concludendo…

Dragon Ball Fusions è una esperienza di gioco pensata in primis per i fan dell’anime. Il roster immenso tratto dalle quattro serie principali – film compresi – farà sicuramente gola a qualsiasi appassionato dell’universo ideato da Toriyama. Il gioco risulta un buon gioco di ruolo, contornato però da difetti non da poco, quali una scarsa cura rivolta al comparto narrativo e un gameplay che alla lunga potrebbe stancare, dato il ripetersi costante di situazioni dall’inizio alla fine dell’avventura.

Consigliamo caldamente l’acquisto a tutti gli appassionati di Dragon Ball, rivivendo le atmosfere dell’anime in chiave ruolistica.

In breve

  • Genere: JRPG
  • Sito web: Vai al sito
  • Data di rilascio: 17 febbraio 2017
  • Sviluppatore: Ganbarion
  • Distributore: Bandai Namco Games
  • Publisher: Bandai Namco Games
  • Pegi:

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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre (si avete letto bene DI SUA MADRE). Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.