In equilibrio tra le maree di Numenera

Il cammino che ha portato Torment: Tides of Numenera nelle nostre librerie di Steam, è stato lungo, travagliato e costellato da una crescente dose di speranza nel momento in cui abbiamo potuto mettere mano alla versione Early Access lo scorso anno.
Planescape: Torment
(1999) ha ricoperto un ruolo speciale nella storia dei giochi di ruolo su PC ed è rimasto nella memoria dei videogiocatori nella medesima misura di Baldur’s Gate ma per motivi alquanto diversi rispetto al suo “fratello spirituale”. Planescape, infatti, pur conservando una visuale isometrica e una forte componente ruolistica, si è concentrato maggiormente sullo sviluppo della storia e dei personaggi, utilizzando sopraffine tecniche narrative e scoraggiando il crafting di armi e artefatti magici. Volendo fare un paragone, possiamo dire che la componente interpretativa nei dialoghi di giochi come Mass Effect o Dragon Age, deve il suo tributo al sistema di gioco di Planescape: Torment.


Planescape Torment è stato pluripremiato da critica e giocatori e la sua influenza nel genere si è protratta sino ai giorni nostri, tant’è che il recente Pillars of Eternity ne ha raccolto alcuni spunti meritandosi l’apprezzamento dei giocatori.
Negli anni successivi, molti game designer sono stati ispirati dal lavoro fatto da Black Isle Studios con il primo Torment, ma nessuno di essi ha mai avuto il coraggio di mettere le mani su questa pietra miliare per proporne un seguito. Tutto ciò fino a quando InXile ha annunciato Torment: Tides of Numenera, reclamando l’onere di prendersi carico di questo pesante fardello. L’atteso successore diretto, dunque, di quel magnifico Torment, non soltanto perché ne condivide il nome, ma piuttosto per tutto il comparto di gioco che i ragazzi di InXile hanno saputo coniugare alle recenti necessità e tendenze del gaming moderno.
Torment: Tides of Numenera è approdato su Steam lo scorso anno grazie all’ormai sdoganato servizio Early Access, ed ha generato una smodata dose di aspettativa tra quei vecchi giocatori che nutrivano la speranza di vivere un’avventura degna della precedente. Dalle prime impressioni, la scelta di uno dei mondi più interessanti dell’odierno universo dei giochi di ruolo cartacei: Numenera, è apparsa azzeccata. Una realtà multidimensionale ideata dal più importante scrittore di ambientazioni fantasy che risponde al nome di Monte Cook. Per rendere al meglio l’universo creato su carta da Cook, InXile ha affidato il compito a nomi del calibro di Chris Keenan (produttore di Wasteland 2), Kevin Saunders (Neverwinter Nights 2) e Brian Fargo (Wasteland 2, Fallout e Bard’s Tale). Dopo un lungo anno di travaglio nel limbo dell’Early Access, e quattro anni di sviluppo globale, InXile ha finalmente rilasciato la versione definitiva di questo attesissimo gioco di ruolo che, con sorpresa, è uscito su più piattaforme di gioco (PC, PS4 e Xbox One).

Un lungo sogno chiamato futuro!

Il mondo in cui si svolge la vicenda di Torment: Tides of Numenera sembra seguire le orme del suo predecessore, e sin dalle prime battute appare evidente l’intento del team di sviluppo di porre l’accento sull’esperienza ruolistica in senso stretto, ovvero prediligendo i dialoghi e l’esplorazione al crafting sfrenato di altri titoli del genere.
Le vicende narrate in Torment: Tides of Numenera si svolgono nel Nono Mondo, un’ambientazione in cui il futuro della Terra è stato stravolto da una nuova Pangea e ha visto alternarsi nel corso dei secoli, otto grandi civiltà di cui ne è rimasta soltanto una flebile traccia. Un mondo trasformato in un’antica società medievale in cui la magia viene percepita, seguendo la terza legge di Clark, come mutuata dalla scienza. Una forma di conoscenza che permette il viaggio nel tempo, il trasferimento della coscienza, la presenza di universi paralleli, farmaci rivoluzionari, nanomacchine e manipolazione genetica. Colpisce quanto l’ambientazione sembra ispirarsi notevolmente alle opere fantascientifiche dai toni ammorbiditi, un po’ fantasy e un po’ sci-fi, dei romanzi anni ’70 nati dalla penna di Michael MoorcockLeggende alla fine del tempo, Il veliero dei ghiacci e I riti dell’infinito – e Jack VancePianeta Tchai recentemente ristampato nella collana Urania Collezione di Mondadori.

L’ultimo Castoff

In Torment: Tides of Numenera, al di sotto delle rovine delle civiltà precedenti, si trovano le reliquie, i Numenera appunto, di un passato ormai dimenticato che è lontano anni luce dall’avanzamento (o sarebbe meglio dire regressione) tecnologico dell’attuale mondo. Le caratteristiche dei Numenera, così come la loro origine, per quello che ci è dato sapere sono sconosciute agli abitanti del Nono Mondo. Il risultato è quello di un mondo dalle possibilità infinite, in cui possiamo vedere città situate all’interno di un mostro gigante oppure civiltà aliene che interagiscono con questa Terra attraverso portali dimensionali. Numenera è un mondo dove la fantascienza e fantasia si uniscono lasciando le porte aperte a qualsiasi possibilità.
Catapultati in questo mondo come se fossimo stati raccolti nel vuoto cosmico dall’astronave di Guida Galattica per Autostoppisti, ci assalgono ombre e dubbi che travolgono il nostro personaggio ma che trovano presto risposta. Nel corso del gioco impersoneremo, infatti, l’Ultimo Castoff ovvero un essere vivente che è stato lo strumento del Changing God, un’entità immortale che grazie alle proprie capacità riesce a prolungare la propria esistenza sfruttando i corpi e le vite dei suoi ospiti. In questo universo, però, alcune leggi della fisica non sono esattamente come le conosciamo, così questi corpi una volta lasciati al proprio destino dal Changing God, non muoiono ma continuano a vivere per l’eternità acquisendo poteri che definiremmo soprannaturali ma perdendo, però, ogni ricordo della propria vita precedente. Queste capacità speciali gli permettono, inoltre, di poter percepire le trame della realtà (un po’ come succede con la magia su Faerûn) e, di conseguenza, di poter modificarne i suoi intrecci.
E se da grandi poteri derivano grandi responsabilità, neppure il nostro personaggio può sottrarsi a questa scomoda realtà, trovandosi ben presto a dover fare i conti con The Sorrow, l’unico essere ad essere in grado di porre fine alla nostra esistenza. Una volta apprese queste informazioni, comincerà un lungo viaggio alla ricerca degli strumenti per porre fine a questa incombente minaccia.
Questa è la premessa Tides of Numenera, l’inizio di una storia che cerca di esplorare temi come profondi come il significato della vita e l’eredità che ognuno di noi lascerà dopo la morte.

La chiave del successo risiede nei dettagli

Mentre la trama principale ci è apparsa alquanto lineare, non si può dire lo stesso di tutte le piccole sottotrame che si sviluppano all’interno delle città di Sagus Cliff e Bloom. Torment: Tides of Numenera è strutturato in maniera molto simile al suo predecessore, in cui l’azione principale consiste nell’esplorare i diversi quartieri della città, incontrando una moltitudine di personaggi, ognuno con le proprie storie da raccontare. Il Nono Mondo permette, almeno virtualmente, che ogni evento immaginabile possa prendere vita e può accadere, ad esempio, di assistere alla simultanea presenza di diverse realtà nello stesso luogo, alla scoperta di costrutti potenti e dimenticati, a porte spazio-temporali che conducono nel passato. Assistere a tutta questa serie di avvenimenti, fa parte di un’esperienza che può essere accostata soltanto a Planescape Torment.
La costante presenza di dialoghi, molto più frequenti di qualsiasi altro gioco del genere, può rappresentare un problema che sul lungo periodo può portare alla noia soprattutto perché non ci sono Dungeon da esplorare per rompere il ritmo dell’esplorazione della città, come accade usualmente nei giochi di ruolo. Questo aspetto, però, è prettamente personale per cui potrebbe non rappresentare un problema per la maggior parte dei giocatori.
Le missioni secondarie presenti in Torment: Tides of Numenera sono, altresì, così interessanti da tenerci incollati al monitor per diverse ore, grazie all’abilità degli sviluppatori nel costruire ogni storia completamente differente dalle altre. La bellezza di queste side-quest risiede, inoltre, nella possibilità di risolverle in modi differenti senza aver l’obbligo di seguire una soluzione precostituita e senza dover ricorrere alla violenza. Se il precedente Torment si concentrava per più di metà del gioco nella risoluzione della trama principale grazie all’interazioni con i personaggi per poi stravolgere il gameplay e offrire una porzione finale fatta quasi esclusivamente di combattimenti, Tides of Numenera non cade nello stesso errore, mantenendo i combattimenti come un elemento opzionale per tutta la durata del gioco.
Un altro elemento che il gioco targato InXile utilizza in modo innovativo è la morte del personaggio come elemento giocabile. L’ultimo Castoff, come il Dio Cangiante, non può morire – o almeno non può farlo in modo convenzionale. Il nostro personaggio, infatti, non è invulnerabile e ogni volta che la sua salute raggiunge lo 0, si risveglierà nel labirinto dei rottami, una piattaforma dalla quale è possibile accedere alle diverse memorie che col progredire della storia, divengono sempre più numerose. Un elemento che aggiunge un’ulteriore possibilità alla storia, poiché ci sono situazioni che possono essere risolte soltanto attraverso questo meccanismo. Allo stesso modo, i nemici che vedranno riapparire il nostro personaggio dopo averlo ucciso si comporteranno in modo differente, consapevoli della nostra non convenzionale presenza cercheranno piuttosto di ignorarci più che affrontarci una seconda volta. Torment: Tides of Numenera introduce, inoltre, un nuovo sistema di moralità che, a seconda delle diverse reazioni che abbiamo nei dialoghi, attribuiscono un colore alla nostra personalità. Il colore rosso, ad esempio, è il colore per le risposte che nascono dall’impulsività, il colore oro è quello scelto per atteggiamenti benevoli, generosi e compassionevoli. Nel gioco sono presenti 5 differenti colori, ognuno dei quali rappresenta i vari elementi senza però fornire mai un’unica interpretazione delle risposte.

Le Crisi che fermano il tempo

Torment: Tides of Numenera rompe gli usuali schemi del genere non soltanto perché spinge il giocatore a porre maggiore attenzione ai dialoghi ma anche per l’introduzione del sistema delle crisi. L’idea è semplice: mettere il giocatore nelle condizioni di non considerare il combattimento come l’unico modo per risolvere le dispute e proseguire nella storia. I pochi scontri nel gioco, inseriti soltanto in alcuni momenti chiave della storia, possono essere evitati “spendendo” dei punti forza, intelligenza o velocità per intimidire, persuadere o sgattaiolare via in silenzio da un eventuale scontro. Quando, però, non riusciamo a capire come proseguire pacificamente uno dialogo possiamo scegliere di combattere. In questo momento viene innescato un sistema a turni in cui i personaggi agiscono nel proprio “round”. Anche in quest’occasione, però, è possibile continuare a dialogare con i propri nemici, utilizzare oggetti oppure manipolare il campo di battaglia attraverso gli oggetti dello scenario. Nella descrizione di questo sistema, abbiamo accennato ad alcune caratteristiche come Might (Forza), Intellect (Intelletto) e Speed (Velocità).
Questi attributi, alla quale si aggiunge l’Effort (Sforzo), possono essere utilizzati e spesi per incrementare le probabilità di effettuare un’azione particolare come persuadere un personaggio o per avere successo in determinate prove di abilità. Una volta spesi i punti a disposizione, questi non saranno più disponibili per un determinato periodo di tempo, per cui vanno utilizzati con parsimonia.
Immersi in questo magico mondo, i giocatori dovranno vedersela con un variegato numero di eventi che, tra storia principale e quest secondarie, porterà via più di 30 coinvolgenti ore di gioco.

Questione di stile

La costruzione del mondo di Numenera in Torment: Tides of Numenera è quanto di più accurato e realistico gli sviluppatori potessero creare. Questo mondo a metà strada tra fantasy e sci-fi, si è rivelato un ottimo scenario per imbastire una storia che richiamasse alla memoria Planescape. Grazie alle sue peculiarità narrative ma anche per la presenza di scenari in linea con le aspettative dei vecchi giocatori e, allo stesso tempo, dei nuovi giocatori, il mondo di Numenera non vive più soltanto nelle fantasie dei giocatori di ruolo.
La realizzazione del gioco è accurata in ogni elemento dello scenario grazie ad un sapiente utilizzo del motore grafico Unity. Ed è grazie a quest’ultimo se i requisiti necessari per giocarlo su PC non sono così esigenti come ci si aspetterebbe da un gioco del genere. Il motore di gioco, paragonato a quanto abbiamo visto in Pillars of Eternity, sembra gestire meglio il numero di elementi su schermo senza comprometterne in alcun modo il frame-rate. Inoltre, i caricamenti tra gli scenari sono nettamente inferiori a quelli del gioco Obsidian e gli stessi scenari di gioco, seppur sfruttando lo stesso motore grafico sono largamente più elaborati e visivamente più piacevoli.
La colonna sonora, infine, aggiunge quel tocco “magico” che dà lustro al lavoro svolto da InXile. L’aspetto che ci ha colpito è che i suoni e le melodie di Torment: Tides of Numenera, riescono a creare un forte legame con le sonorità del titolo originale e godono di un doppiaggio professionale (anche se esclusivamente in inglese). L’unico neo è rappresentato dall’assenza dei sottotitoli in italiano che, a differenza di quanto fosse stato previsto in principio, pesano nel giudizio del titolo perché, vista la forte componente descrittiva e il massiccio utilizzo dei dialoghi, possono scoraggiare una grossa fetta del pubblico nostrano.

Concludendo…

Abbiamo apprezzato Torment: Tides of Numenera sin dalla sua apparizione su Steam lo scorso anno ma non ci saremmo mai aspettati di vedere il prodotto finale così solido e coinvolgente. Il punto di forza del titolo InXile è rappresentato da una trama ben congeniata che si dipana grazie ad un sapiente utilizzo dei dialoghi e delle interazioni con i personaggi. La scelta di utilizzare l’ambientazione di Monte Cook ha sicuramente influito sulla qualità complessiva del titolo e conferma l’ottima intuizione degli sviluppatori. Torment: Tides of Numenera è un gioco che non può mancare nella libreria di quei giocatori che amano i giochi di ruolo e soprattutto di coloro i quali hanno avuto la fortuna di giocare Planescape: Torment.

 

In breve

  • Genere: Gioco di ruolo
  • Sito web: Vai al sito
  • Data di rilascio: 28 febbraio 2017
  • Sviluppatore: inXile Entertainment
  • Distributore: Steam
  • Publisher: inXile Entertainment
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