Frédérick Raynal torna al mondo dell’orrore

Già da tempo in molti attendevamo il nuovo lavoro di Frédérick Raynal che, per chi non lo conoscesse, è “solamente” il creatore e papà di Alone In The Dark, uno dei titoli che ha dettato gli standard del genere survival horror agli inizi degli anni ‘90 nonchè pietra miliare del mondo videoludico tutto. Il titolo in questione, l’enigmatico 2Dark, è frutto del lavoro dei Gloomywood, un piccolo team di sviluppo indipendente fondato dallo stesso Reynal e di cui egli ha preso la direzione creativa.

Il nome del titolo, 2Dark, è frutto di un simpatico gioco di parole che rimanda all’omofonia con Too Dark ed alla presenza del termine 2D, essendo il gioco sviluppato e modellato principalmente in due dimensioni.

Fin dai primi artwork e trailer questa avventura ha subito mostrato un lato grafico irriverente e particolare, oltre ad un approccio di gioco molto variegato e fruibile. Il nostro Reynal coi suoi Gloomywood sarà riuscito a regalarci una nuova esperienza coinvolgente e degna della sua meritata fama? Solo l’oscurità potrà dirlo…

Entra in silenzio nella follia

Siamo nel 1969. Il protagonista, il cui nome è semplicemente Mr. Smith, è in campeggio presso il lago vicino la cittadina di Gloomywood, con la moglie ed i suoi due bambini, ed è proprio nel momento in cui la sua famiglia si allontana di poco dalla tenda che il nostro protagonista sente delle urla. Egli, allora, corre verso il luogo da dove ha udito gridare e scopre il cadavere massacrato della sua amata, oltre a scorgere un auto che fugge via con dentro i suoi due bambini, ancora vivi: sono stati rapiti.

La scena si sposta, così, nel 1976, ossia 7 anni dopo. Veniamo a scoprire che Mr. Smith di professione faceva il detective, ma gli ultimi anni è stato radiato dalla polizia a causa di un comportamento non adeguato e vive un’esistenza tra solitudine, bollette non pagate, tabagismo e serate alcoliche presso la bettola più lurida di Gloomywood.

Nonostante questo, Mr. Smith non ha rinunciato all’idea di poter ritrovare, un giorno, i suoi due figli e l’occasione per ricominciare le indagini arriva quando, tra i casi di cronaca della cittadina, si comincia a parlare di diverse sparizioni di bambini, tutte a Gloomywood. Il protagonista comincerà ad addentrarsi nei luoghi più oscuri della cittadina per scoprire i motivi dietro le sparizioni dei figli e degli altri bambini.

2Dark possiede delle reminiscenze horror in ambito di violenza visiva tipicamente gore ma non presenta elementi soprannaturali e mostruosi tipici di altri titoli del genere, essendo la narrazione incentrata su un elemento investigativo e d’indagine decisamente marcato.

Quindi no a zombie, mutazioni, demoni o fantasmi: gli unici pericoli saranno la violenza, la follia e la malvagità degli esseri umani.

2Dark è, infatti, una discesa verso gli inferni neri di Gloomywood, la sua corruzione morale ed il suo lato più mefitico, dipingendo un’immagine degli uomini cruda, reale e spietata.

Nonostante l’aspetto grafico decisamente stilizzato, la trama del titolo è una storia matura, scomoda, più scura delle notti senza stelle e che non ha nulla da invidiare a molte narrazioni noir del mondo del cinema e dei romanzi.

L’avventura è strutturata in livelli ed in ognuno di questi Mr. Smith può esplorare una parte diversa della cittadina per conoscere una serie di loschi individui assieme alle loro storie e, soprattutto, il loro coinvolgimento nelle sparizioni dei poveri bambini.

Non fatevi ingannare dall’aspetto apparentemente poco impegnato di 2Dark: esso è un titolo dotato di violenza psicologica elevata, ergo non mancheranno diverse scene forti e degni colpi al cuore.

2Dark

2Dead!

Essendo la narrazione di 2Dark basata su un’indagine, anche nel gameplay il lato investigativo è preponderante. In ogni livello quindi, è necessario salvare un certo numero di bambini rapiti, oltre a trovare determinati indizi che saranno propedeutici ed obbligatori per il prosieguo dell’avventura confrontati poi, ogni volta, con i file presenti negli archivi a casa di Mr. Smith.

Lo stile di gioco in senso stretto mescola dinamiche stealth con quelle action e si può scegliere di usare un approccio furtivo o uno più aggressivo. In tutto questo, il gioco di luci ed ombre è spesso fondamentale e può salvare Mr. Smith da morte certa. Lui stesso ha a disposizione torce e lanterne per illuminare le stanze e da usare con saggezza, essendo alimentate a batterie e olio disponibili nei livelli (mai in grande quantità, comunque) ed al buio completo risulta invisibile ai nemici (l’inventario a sinistra dello schermo da rosso diviene grigio) ma non per forza essi lo eviteranno visto che anche il minimo rumore, oltre alle fonti di luce, può attirarli.

Mr. Smith può usare armi da fuoco e da mischia, spesso improvvisate, spesso recuperabili dai cadaveri dei nemici che riusciremo a stendere assieme a munizioni ed altre risorse come chiavi ed indizi utili.

In ogni modo, non vi illudete, l’offensiva verso i nemici è tutt’altro che semplice: sorprenderli alle spalle sarà possibile solo in alcuni momenti, visto che spesso sono in continuo movimento e lo scontro diretto è sconsigliato a meno che non si abbiano a disposizione diversi proiettili.

In generale, quindi, 2Dark costringe il giocatore alla riflessione e lo sottopone ad un approccio trial and error piuttosto punitivo.

Ogni luogo dei livelli, per essere superato, richiede un ragionamento non indifferente e ad ogni game over sarà possibile ricominciare daccapo il livello oppure caricare l’ultimo salvataggio. Sarà possibile salvare il gioco in ogni momento combinando, dall’inventario, l’accendino con le sigarette, concedendo al nostro Mr. Smith una bella fumata tra uno psicopatico e l’altro.

2DarkDi nuovo “da solo nell’oscurità”… in 2D

In 2Dark le ambientazioni appaiono in 2D, ma il protagonista (che appare proprio come un piccolo sosia pixellato dello stesso Reynal) e gli altri personaggi godono di una modellazione in 3D, con una visuale dall’alto in modo da muoverci facilmente da una stanza all’altra dei livelli. Non sempre, però, tutte le stanze saranno illuminate prima di essere visitate: il gioco di luci e ombre spesso costringe il giocatore a muoversi alla cieca e ad essere esposto a qualsiasi pericolo che è annidato negli angoli più scuri.

La struttura grafica simpatica e piacevole di luoghi e personaggi è creata ad hoc per cozzare prepotentemente con i temi maturi e scioccanti che la narrazione propone di livello in livello (e più si andrà avanti, più si scenderà in basso).

Lo stile colorato e caricaturale che caratterizza le foto e le locandine trovate spesso da Mr. Smith come indizi dell’indagine mette in risalto le caratteristiche più negative ed i vizi dei vari antagonisti, ognuno distinto da un certo tipo di perversione specifica.

Oltre al lato grafico di carattere e veramente di classe, la buona colonna sonora riesce a sottolineare perfettamente momenti importanti e particolarmente drammatici del gioco, con un tema principale che entra subito in testa e si ripete spesso in diverse varianti. I tasti da utilizzare per giocare sono veramente pochi e l’interazione con gli spazi è intuitiva ed immediata: gli oggetti possono essere raccolti semplicemente andandogli incontro e potranno essere equipaggiati dall’inventario cliccandoci col cursore del mouse. Insomma, la giocabilità di 2Dark è validissima e non soffre di penurie tecniche che lo rendano immotivatamente frustrante ed irritante.

2DarkConcludendo…

Possiamo dirlo: Frédérick Raynal non ci ha deluso nemmeno stavolta. 2Dark è un titolo con carattere, vanta una trama matura e profonda e non si vergogna di mostrare un’anima viziosa e che scava nel marciume e nelle perversioni umane. Lo stile grafico affascina e sarà difficile non sentirsi complici e coinvolti dalle indagini dello sventurato Mr. Smith. Abbiamo di fronte un gioco da godere attimo per attimo anche nelle parti più frustranti e difficili, visto che la sfida ci metterà alla prova spremendoci le meningi e dandoci non poche soddisfazioni.

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Giocatrice tendenzialmente onnivora, nonostante la sua fede primaria rimanga il survival horror classico, avendo trovato la sua dimensione nutrendosi di pane, ansia e Silent Hill. Il suo campo di competenza è l’indie game e l’horror e perde sudore e fatica nell’analisi del lato artistico e, spesso, poetico del videogioco.