Il ritorno di Styx

Anno per anno, la qualità dei videogiochi di tripla A diventa sempre più elevata, sia per via dell’inarrestabile evoluzione tecnologica e sia, soprattutto, per l’incredibile budget che l’industria videoludica è disposta a investire nei suoi titoli. Questa evoluzione, col passare del tempo, ha fatto regredire giochi che un tempo venivano considerati tripla A a dei meno interessanti titoli di seconda “fascia”.

Non è un segreto che alcune delle saghe più importanti di sempre siano partite dal basso e dalla perplessità della critica e le sorprese col passare degli anni diventano sempre più numerose. Per quanto non abbia avuto modo di recensire il precedente capitolo, ho avuto comunque il piacere di giocare e apprezzare il quasi sconosciuto prequel di Styx: Shards of Darkness. Riuscirà questo sequel a superare il predecessore e a gettare le basi di una nuova, sfavillante e ottima saga? Diciamolo subito: sì e no.

Somebody once told me…

Archiviate le faccende personali del capitolo precedente, il nostro amato Styx continua la sua carriera da furfante rubando paghe dei soldati ed evitando lo sterminio dell’ordine di cacciatori che ha il nome di S.T.R.A.G.E. Nell’universo di Styx: Shards of Darkness infatti i goblin sono visti come una piaga incredibilmente dannosa, composta da tantissimi esserini verdi e senza cervello che consumano ogni cosa su cui poggiano piede. Styx è speciale proprio perché dotato di una spiccata intelligenza che oltre a renderlo furbo gli permette anche di parlare. Non a caso il nostro protagonista è preso di mira dalle principali forze all’interno del vastissimo regno degli uomini, ormai signori incontrastati di quasi tutte le terre ambientate (se non lo sapevate) nell’universo di Of Orcs and Men, il primo e vero episodio di questa bizzarra trilogia apocrifa.

In Styx: Shards of Darkness al nostro protagonista verrà commissionato un furto niente che meno dall’ordine che gli dà la caccia, con la promessa che se riusciremo a raccogliere uno speciale scettro verremo ripagati con tanta, tantissima ambra, materiale particolarmente amato dal nostro personaggio. La trama non è nulla di che purtroppo e nonostante qualche lievissimo colpo di scena, procede in modo basilare e anzi, abbandona i toni cupi e i dilemmi morali che hanno reso interessante il precedente episodio. I toni di Styx: Shards of Darkness sono infatti piuttosto ironici e a dispetto di un mondo scuro pieno di personaggi cinici, spesso e volentieri si andranno a creare situazioni bizzarre e goffe. Altro elemento che fa virare il tono del gioco verso vie piuttosto leggere è lo stra-criticato carattere di Styx, così complesso e interessante in Styx: Master of Shadows, ora ridotto invece a un irritante pappagallo che ci sommerge di battute pop sul ventunesimo secolo e sfonda la quarta dimensione per insultarci durante i game over.

Non è chiaro cosa passasse in mente agli sviluppatori in fase di scrittura, ma l’impressione è quella di voler spremere al meglio un personaggio che era riuscito a fare breccia nei cuori di diversi giocatori grazie alla sua originalità, ora sacrificata sull’altare delle citazioni/meme internettiane. Non riesco neanche a dire che l’intento sia completamente fallito, in quanto in diverse occasioni Styx sia riuscito genuinamente a regalarmi qualche risata, sia per le sue battute piene di acidità che per gli asfissianti insulti in fase di game over, che effettivamente riescono a suscitare momenti di ilarità. In ogni caso si tratta di fattori personali, e soprattutto è bene ricordare che la forza di Styx: Shards of Darkness sta in ben altro: il gameplay.

Styx: Shards of Darkness ripropone il suo stealth ben tarato in cui avremo modo di avventurarci in otto scenari enormi e ricchi di possibilità. Sulla scia del prequel, anche a questo giro infatti avremo un’ottima libertà per quanto concerne l’approccio di gioco, grazie soprattutto alle tante vie e strade percorribili per raggiungere i nostri obiettivi. Nei panni di Styx, avremo modo di arrampicarci e accucciarci su qualsiasi punto ci venga permesso, identificabile anche grazie ai sensi di goblin che illumineranno i principali punti di interesse. Non saremo ovviamente liberi di scorrazzare indisturbati per via delle decine di guardie sparse per gli scenari, dotate però di un’intelligenza artificiale piuttosto basilare e anzi a volte deficitaria. Eppure morirete un sacco di volte, perché in Styx: Shards of Darkness essere beccati costa caro: non avrete a disposizione un sistema di combattimento munito di gingilli letali con cui fare piazza pulita, anzi, il vostro misero coltello risulta pericoloso come un paio di forbici dalla punta arrotondata.

 

Styx: Shards of Darkness, nel caso veniate scoperti, vi consente (riflessi permettendo) di contrattaccare e stordire chi vi sta per attaccare. Se fallirete allora preparatevi a vedere la vostra misera barra della vita svanire in un paio di colpi subiti. Si tratta di uno stealth convinto e quasi puritano, a dispetto delle svolte più action di titoli come Dishonored 2 o Deus Ex: Mankind DividedStyx: Shards of Darkness vi farà tenere in considerazione diversi semplici fattori che, nell’insieme, rendono la struttura di gioco tanto complessa quanto appagante. Eliminare un soldato nemico è conveniente sì, ma se lo si elimina velocemente il rumore potrebbe attirare gli altri, e viceversa ucciderlo silenziosamente vi ruberà il quadruplo del tempo e vi lascerà scoperti. In vostro aiuto avrete comunque diversi gingilli interessanti che vi permetteranno, ad esempio, di sciogliere i cadaveri senza che dobbiate andare a nasconderli con le vostre mani, ma anche dei dardi per sbarazzarsi dei nemici meno armati o addirittura la sabbia con cui spegnere le torce dalla distanza.

Styx: Shards of Darkness funziona a meraviglia una volta apprese queste meccaniche, neanche così essenziali se riuscite a prenderci la mano, specialmente se (come me) vi ostinate a fare delle run senza adoperare oggetti o abilità. Parlando proprio di abilità, Styx: Shards of Darkness possiede un sistema di progressione basilare ma interessante, tramite il quale avremo modo di sviluppare e potenziare capacità uniche come la creazione di un nostro clone (utile come esca) oppure un miglioramento delle nostre capacità, come minor rumore durante la corsa e maggiori slot per la creazione degli oggetti. Per ottenere i punti spendibili, comunque, vi toccherà dare il meglio durante le missioni, visto che dopo ogni area avrete una valutazione finale che comprenderà il numero delle volte in cui verrete scoperti, i cadaveri lasciati alle vostre spalle e gli obiettivi secondari come strappare i volantini da ricercato che raffigurano Styx.

In generale Styx: Shards of Darkness è un ottimo stealth, che sa renderersi più interessante dei titoli tripla A dello stesso genere grazie alle sue meccaniche punitive ma comunque ingegnose. Non mancano comunque le pecche: l’IA come già detto regalerà situazioni abbastanza imbarazzanti, ma anche la fase platform a volte risulta mal calibrata, specialmente per quanto riguarda il rilevamento degli appigli e soprattutto l’oscillazione sopra le corde, dotate di una pessima fisica che vi farà sentire le lamentele da game over di Styx fin troppe volte. Styx: Shards of Darkness possiede, a sorpresa, anche una modalità co-op online, dove un secondo goblin potrà unirsi a voi e affrontare l’intera campagna insieme. Il gioco non viene alterato di una virgola e se da una parte fa piacere vedere che il titolo non sia stato troncato o alterato in esclusiva per questa modalità, dall’altra l’impressione a volte è stata quella che forse qualche ritocchino avrebbe aiutato, perché in sostanza affrontare la stessa avventura ma in due può risultare problematica in alcune sezioni più lineari.

Sul fronte tecnico Styx: Shards of Darkness si avvale di un Unreal Engine 4 che purtroppo non riesce a stupire, colpa di un set di texture e poligoni non sempre al passo con le produzioni dello stesso livello. Il mondo di Styx: Shards of Darkness è comunque evocativo e sa regalare dei bellissimi scorci grazie principalmente a un level design che, oltre a essere bello da giocare, risulta anche splendido da vedere, e l’ottimizzazione si è rivelata efficace e senza problemi di sorta sul nostro PC. Molto buona la colonna sonora, ben dosata per le situazioni più interessanti e atmosferica quanto serve, mentre ottimo il doppiaggio di Styx, eseguito professionalmente.

Concludendo…

Styx: Shards of Darkness è un ottimo titolo, ma è anche solo un buon seguito. Per chi come me era rimasto ammaliato dalle vicende dark fantasty di Styx: Master of Shadows risulta deludente vedere che a questo giro molti di quegli elementi si sono persi. Styx stesso sembra più una parodia ormai, un po’come Freddy Krueger negli ultimi Nightmare, e le vicende narrate dalla storia non hanno mordente. Il gameplay invece riconferma le ottime basi del prequel, con qualche piccola miglioria, ma ci sono ancora alcuni problemucci che scalfiscono quello che poteva essere tra i migliori stealth in circolazione, mentre il comparto tecnico sa ammaliare esteticamente, ma delude ogni tanto sotto il profilo grafico. Per tali motivi, Styx: Shards of Darkness si rivela un titolo interessante e da acquistare assolutamente se siete fan del genere, ma che in parte lascia anche amareggiati per via di alcuni passi falsi che, purtroppo, non possono più essere perdonati essendo un sequel.

In breve

  • Genere: Stealth
  • Sito web: Vai al sito
  • Data di rilascio: 14 marzo 2017
  • Sviluppatore: Cyanide Studio
  • Distributore: Focus Home Interactive
  • Publisher: Steam
  • Pegi:

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