Una nuova casa per l’umanità

La corsa allo spazio è una delle più grandi e repentine conquiste del genere umano. La scoperta di nuove galassie, delle onde gravitazionali, di nuovi sistemi di pianeti potenzialmente abitabili o dello stesso atterraggio sulla Luna, sono tutti elementi che abbiamo vissuto come sinonimi di progresso scientifico e tecnologico di grande portata. Certo, il futuro, per noi esseri umani, è ancora tutto in divenire, sotto questo aspetto. Ma quello stesso futuro, per gli umani e le razze aliene dell’universo creato da Bioware per la sua serie di videogiochi Mass Effect, ha un nome ben preciso: Andromeda. La grande nebulosa è il simbolo, per ogni uomo, Asari, Turian o Krogan esso sia, di un nuovo inizio, una nuova vita lontano dalla loro galassia natale, la Via Lattea. Mass Effect Andromeda è proprio la storia di uno di questi, le cui aspettative e certezze verranno messe a dura prova a causa di un misterioso, quanto letale, nemico.

Mass effect Andromeda

Benvenuti ad Andromeda

Ci risvegliamo dopo molti anni di criostasi all’interno dell’arca Hyperion, la navetta che doveva raggiungere il centro di controllo chiamato Nexus. Quest’ultimo, nelle intenzioni dei promotori dell’iniziativa Andromeda, doveva rappresentare quello che per molti è stata la Cittadella nella Via Lattea. Ben presto, però, ci troviamo a dover affrontare la triste verità. La galassia di Andromeda è cosparsa di una sostanza che viene chiamata Flagello, una sorta di nube che danneggia gravemente i sistemi di controllo di ogni astronave che l’attraversa. Non solo, questa grave minaccia incombe anche sul primo pianeta che l’iniziativa Andromeda aveva indicato come abitabile rendendolo, di fatto, inospitale e letale per qualsiasi razza aliena della Via Lattea. Habitat 7, così come lo stesso Flagello e la razza aliena che prende il nome di Kett, introdotta per l’occasione in questo Mass Effect Andromeda, rappresentano la triste fine di tutte quelle aspettative e dei sogni che i partecipanti alla traversata riversarono sei secoli prima nell’iniziativa Andromeda. Alla deriva in una galassia sconosciuta, con le arche Turian, Asari e Salarian perse nella nebulosa e con l’energia in via d’esaurimento, le uniche speranze di salvezza sono affidate a un novello Pioniere, figlio di Alec Ryder, il cui compito sarà quello di trovare, in Andromeda, dei pianeti dove poter vivere, dove poter ricominciare.

Mass effect AndromedaIl fardello che porteremo sulle nostre spalle – virtuali, chiaramente – non è di poco conto. Immergersi in una galassia sconosciuta, ostile, nella quale noi siamo gli alieni, ci proietta psicologicamente in una situazione in cui dobbiamo decidere che tipo di persone vogliamo essere. E uno dei più grandi meriti di questo Mass Effect Andromeda è proprio questo: dare a noi videogiocatori la libertà di decidere chi essere e come operare, sia nei confronti dei capi dell’iniziativa, sempre più scoraggiati per gli sviluppi della stessa, sia nei confronti di razze a noi aliene, le cui culture e credenze sono del tutto paragonabili alle nostre ma, non per questo, di minore importanza o rilevanza. Personalmente, infatti, mi sono trovato ad accettare un incarico in cui mi si chiedeva, sul pianeta ghiacciato Voeld, di salvare degli animali marini che venivano cacciati per uno scopo che non vi svelo. L’importanza che gli Angara, una delle nuove razze aliene introdotte in Mass Effect Andromeda, danno agli Yevara, gli animali marini di cui vi ho scritto poco sopra, è del tutto culturale, in quanto gli stessi rappresentano un simbolo per i pochi modi rimasti di trasmettere la storia degli Angara stessi. Starà a noi decidere se, una volta raggiunti i bracconieri, fermarli definitivamente, o permettergli di continuare quella pratica nel nome del progresso scientifico.

Mass effect AndromedaCome avrete capito, insomma, il punto focale di Mass Effect Andromeda è la sua narrazione viscerale, sulla quale Bioware ha voluto mettere più di un accento. Certo, è sicuramente diversa da quanto vissuto nella precedente trilogia, ma non per questo è meno interessante o meno importante. Con buona pace di tutte le vedove del Comandante Shepard. L’incredibile unione di influenze provenienti dai pilastri del genere come Star Trek, la saga di Star Wars o Asimov, creano un mix coerente di quello che la serie di Mass Effect ha, da sempre, offerto ai suoi videogiocatori. E per certi versi lo rende decisamente più affascinante. Inoltre, è chiaro come Bioware abbia voluto, con Mass Effect Andromeda, mettere l’accento sulla caratterizzazione dei personaggi presenti, per poterli rendere più vivi e naturali, più immersi nella situazione che vivono lontani dalla loro galassia natale.

Mass effect Andromeda

Venti di Tempest(a)

Mass Effect Andromeda rappresenta dunque una diretta evoluzione della trilogia dell’originale Mass Effect, un vero e proprio seguito della serie di Bioware. E lo rappresenta pur presentando notevoli diversità, sia nei personaggi protagonisti delle vicende, sia nella galassia di riferimento, fisicamente distante dalla precedente e familiare Via Lattea. Il rapporto che andremo a instaurare con i membri del nostro equipaggio, lo sviluppo dei personaggi e del nostro protagonista, l’enorme numero di missioni o incarichi e un rinnovato sistema di combattimento sono gli elementi su cui Mass Effect Andromeda punta con decisione, andando a migliorare quel gameplay che abbiamo avuto modo di provare nell’ultimo capitolo della precedente trilogia. Non è un mistero, infatti, che proprio in Mass Effect 3 la serie abbia avuto una decisa sterzata verso un gameplay molto più action e frenetico, che andava a cozzare un po’ con quello che avevano rappresentato gli altri due capitoli. In Mass Effect Andromeda, Bioware è stata invece molto attenta a equilibrare questi aspetti della giocabilità, dando la dovuta importanza sia alla narrazione, della quale abbiamo già parlato, sia ad un sistema di combattimento che presenta diverse sfumature. Nello specifico, durante le fasi di combattimento il gioco si trasforma quasi fosse un TPS, con scontri a fuoco e corpo a corpo che ricordano molto quelli già visti nel precedente episodio della serie.

Mass effect AndromedaLe differenze stanno, però, nei dettagli. Difatti, potremo decidere di affrontare gli scontri con armi diverse da quelle provenienti dalla nostra cara Via Lattea. Abbiamo infatti tre tipologie differenti, al cui interno rientrano tutte le sottocategorie di armi come possono essere pistole, fucili d’assalto, a pompa o di precisione, e di cui potremo sfruttare i relativi benefici per avere la meglio nei confronti dei nostri nemici. Inoltre, durante i combattimenti dovremo fare attenzione non solo alle minacce aliene che si porranno tra noi e il nostro obiettivo, ma anche alle condizioni ambientali che il pianeta in quel momento presenta. Per farvi un esempio, prima ho accennato a un pianeta completamente ghiacciato, con temperature sulla superficie ben al di sotto dello zero. Ebbene, nei casi in cui ci troveremo a dover affrontare dei nemici durante i nostri viaggi sulla superficie di Voeld, dovremo stare molto attenti a fare in modo che il supporto vitale della nostra corazza non raggiunga la fine a causa del freddo intenso, con la catastrofica conseguenza di veder perdere salute al nostro Pioniere proprio nel bel mezzo dello scontro a fuoco. Non propriamente il massimo, insomma.

Mass effect AndromedaQuesto è un altro elemento indice del fatto che i combattimenti, per quanto spettacolarmente action possano essere, mantengono buona parte degli aspetti tattici che hanno contraddistinto quelli dei primi due episodi. Inoltre, la reintroduzione di un sistema di spostamento via terra, che nel primo episodio, con il Mako, venne percepito più come una noiosa reiterazione di alcune attività di gioco, in Mass Effect Andromeda assume tutt’altro significato, andando a essere parte attiva delle scelte tattiche del giocatore impegnato negli scontri a fuoco. Il Nomad, infatti, oltre a essere un mezzo di trasporto che permette lo spostamento rapido e relativamente sicuro – relativamente perché anche il Nomad ha un sistema di scudi che decresce, seppur più lentamente della corazza del nostro protagonista, in funzione dell’esposizione ai componenti tossici di ogni pianeta che andremo a visitare – nelle vaste aree di gioco che affronteremo, può essere utilizzato come ottima copertura per ripararci dal fuoco nemico, andando ad aggiungere ulteriori elementi tattici, e diversificando degli scontri altrimenti troppo simili tra di loro. Anche gli elementi ruolistici sono tornati, con la crescita del personaggio che avviene mediante la classica spendita dei punti esperienza guadagnati nei tre alberi principali di sviluppo, ma con alcuni nuovi elementi introdotti per l’occasione, come una serie di profili utilizzabili per avere determinati bonus nell’avventura e nei combattimenti. I profili variano dall’esploratore, che equilibra tra di loro i campi biotici, combattivi e tecnici, ad altri molto più specifici, indicati qualora ci si volesse specializzare nei campi dei poteri o abilità sopra citate. Così come per il protagonista, anche i membri del nostro equipaggio cresceranno d’esperienza durante le nostre avventure nella galassia di Andromeda. In questo caso potremo decidere di spendere in prima persona i punti esperienza per ognuno di essi, plasmandoli secondo il nostro volere, oppure demandare il compito al computer, che andrà a utilizzarli in modo automatico, facendo crescere i personaggi in maniera tale da mantenere le caratteristiche di partenza.

Mass effect AndromedaMass Effect Andromeda presenta, anche, un sistema di micro gestione degli avamposti, che verranno a formarsi durante la nostra avventura quando le caratteristiche di vivibilità di un determinato pianeta lo consentono. Si tratta di scelte di tipo etico, sotto un certo punto di vista, perché vanno a indirizzare la morale e l’opinione dei partecipanti all’iniziativa Andromeda. Infatti, starà a noi decidere se il primo avamposto debba essere colonizzato e avere una struttura di tipo militare, così da potersi difendere più facilmente dai temibili Kett, oppure optare per lo studio e lo sviluppo scientifico, mandando scienziati che si impegneranno a scoprire quanti più segreti del pianeta che li ospita. Questo tipo di decisioni avranno una certa ripercussione all’interno del gioco, andando a formare un’identità, una direzione morale del nostro Pioniere. Discorso diverso, invece, per le Missioni APEX. In queste missioni avremo a disposizione delle squadre a cui affideremo lo svolgimento di determinate missioni, presenti in una lista. Il sistema ricorda molto quello già visto anche in Dragon Age Inquisition, dove venivano utilizzati emissari per svolgere incarichi di un certo tipo. Tra gli incarichi, comunque, avremo modo di affrontarne anche alcuni in multiplayer, assieme ad altri giocatori. Tutte le missioni, ovviamente, se portate a termine rilasciano risorse ed esperienza, utile per il progresso nel gioco. Menzione anche per la Tempest, nuova iconica astronave simbolo di questo nuovo Mass Effect Andromeda. Per quanto lontana dal fascino della Normandy, la Tempest riesce a catturare il giocatore con i suoi ampi spazi e le sue trovate tecnologiche all’avanguardia, che le permettono di essere la navicella perfetta per noi Pionieri.

Mass effect Andromeda

Concludendo…

I principali difetti che abbiamo riscontrato in Mass Effect Andromeda risiedono in un frame rate spesso instabile, anche su PC, piattaforma sulla quale abbiamo testato il titolo, e in una scarsa cura dell’espressività dei personaggi. Quest’ultimo punto non è da confondere con il problema delle animazioni di cui si è fatto un gran vociare nei giorni scorsi e che, tra le altre cose, non abbiamo praticamente mai incontrato durante la nostra avventura. Nel nostro caso, infatti, ci riferiamo alla scarsa espressività dei modelli dei visi, con personaggi che si presentano con occhi vitrei e capelli che sembrano fatti “di pongo”. Un limite che purtroppo non può fare a meno di impedire la totale immedesimazione del giocatore, minando la qualità generale di un prodotto che si presenta invece confezionato ad arte nella grafica e nella scelta del sonoro, sia per quanto riguarda i suoni ambientali sia per la colonna sonora.

Insomma, Mass Effect Andromeda è un gioco mastodontico, immenso per il quantitativo di cose da fare al suo interno e affascinante in termini narrativi. Di certo, siamo di fronte a un nuovo, incredibile Mass Effect, che ogni appassionato della serie e del genere sci-fi non può lasciarsi scappare.