I Magnifici Sei

Kingdom Hearts è l’epocale serie di videogiochi nata dal genio folle di Tetsuya Nomura. Dire che quest’epopea del gdr d’azione sia frammentaria, lo sanno anche i muri, è utilizzare un eufemismo. La conclusione del filone “Dark Seeker” prima o poi arriverà, e l’unico modo per goderne al meglio sarà l’avere piena consapevolezza delle differenti linee temporali e degli intricati legami che intercorrono tra i tanti protagonisti della serie.

Chiariamo immediatamente una cosa:

pensare di poter giocare a Kingdom Hearts III conoscendo le sole gesta di Sora in Kingdom Hearts I e II, al giorno d’oggi, equivale a tentare di lavorare al fianco di Stephen Hawking con una conoscenza di matematica che non si spinge oltre la tabellina del 2.

Sono passati più di quindici anni da quando gli Heartless hanno cominciato ad affollare gli schermi dei nostri televisori e, nel frattempo, un numero spropositato di spin off – di importanza maggiore o uguale ai titoli “numerati” – ha visto la luce. Eroi, antagonisti, mondi, storie… Kingdom Hearts si è negli anni espanso ed evoluto in un modo che forse nemmeno lo stesso Nomura avrebbe potuto immaginare. Questo potrebbe essere uno dei principali motivi che ha spinto Square Enix a riunire, su PlayStation 4, la totalità della serie.

Chi vi scrive ha già recensito Kingdom Hearts HD 2.8 su queste pagine ed è arrivato il momento di tirare le somme anche per Kingdom Hearts HD 1.5 + 2.5 Remix.

Questa ricchissima collezione in alta definizione comprende ben sei esperienze Kingdom Hearts, partendo dai primi due indimenticabili capitoli numerati, fino ad arrivare ai commoventi Birth By Sleep e 358/2 Days. Si sta parlando della pubblicazione in blocco delle due collezioni già uscite su PlayStation 3, per l’occasione ulteriormente tirate a lucido. Conoscendo già l’ottima fattura di base e il valore storico dei singoli titoli, le uniche domande da porsi sono due: una di valore più tecnico e l’altra di natura “statistica”. In cosa questa collezione su PS4 differisce dalle edizioni rimasterizzate già proposte su PS3? E a quali videogiocatori è giusto raccomandarne l’acquisto? Lo “gnomo armato di ascia” esiste davvero?

Noi di Mistero proveremo a rispondere a queste domande.

Svecchiamenti e… invecchiamenti

Anzitutto è bene iniziare col dire che i 900p delle versioni già uscite su PlayStation 3 hanno lasciato spazio ai pieni 1080p. L’immagine di quasi tutti i titoli della collezione è ancora più nitida e pulita, anzi Kingdom Hearts II resta ancora gradevole da vedere. Quel “quasi” era d’obbligo poiché non possiamo esimerci dal segnalare che i titoli usciti originariamente su Nintendo DS, 358/2 Days e RE: Coded, non siano assolutamente sullo stesso piano visivo degli altri. Proprio come avvenuto per le collezioni su PlayStation 3, infatti, gli ultimi due citati non sono giocabili e permettono la sola visione dei rispettivi filmati in ordine cronologico. Purtroppo la scadente compressione delle sequenze va a minare pesantemente la qualità dell’immagine che risulta sporca, piena di aliasing e sfocata. Un vero peccato, considerato che quella di 358/2 Days sia una delle storie più belle, toccanti e meglio raccontate dell’intera serie. Tolto il dente cariato, è ora di andare a sottolineare le graditissime migliorie tecniche implementate dal team di sviluppo.

Kingdom Hearts II, facciamo un esempio, non è soltanto gradevole da vedere, ma è ancora decisamente appagante e spettacolare grazie a un sistema di combattimento snellito e rimaneggiato rispetto alla legnosa ripetizione di mosse vista in Kingdom Hearts, e Kingdom Hearts: Chain of Memories. Immaginare le spettacolari combinazioni di Sora, magari in Forma Finale, arricchite dalla fluidità dei 60fps fissi, è già una goduria, mentre poter vedere questa fantasia prendere vita su schermo è un attentato allo stato di quiete dei propri organi genitali. I 60 frame per secondo granitici, c’è poco da fare, donano una marcia in più a tutti i titoli giocabili e riescono a deliziare l’occhio nonostante le vesti grafiche d’anteguerra degli appena citati giochi.

I videogiochi della serie Kingdom Hearts sono, chi più chi meno, molto dinamici e uno dei più grandi limiti tecnici che caratterizzava i titoli originali, ma anche le prime versioni rimasterizzate, è adesso solo un ricordo. I caricamenti tra un’area di gioco e l’altra, infatti, spezzavano inevitabilmente il ritmo dell’azione ed è stato rincuorante scoprire che questi “tempi morti” sono quasi del tutto spariti con l’approdo di Kingdom Hearts su PlayStation 4.

I nostri cugini videogiocatori della terra del Sol Levante hanno potuto giocare a 1.5 + 2.5 Remix prima di noi e – nelle ore successive alla pubblicazione del gioco in Giappone – l’internet è stato prontamente invaso da numerose segnalazioni di gravi bug, glitch e inconvenienti che affliggevano, indistintamente, tutti i titoli all’interno della collezione: crash totali in fase di salvataggio, boss che smettevano di combattere e si comportavano in maniera inusuale, Razzi alla presidenza del consiglio dei ministri e la venuta dell’anticristo. La nostra disamina è avvenuta con la corposa patch del day one installata, e non abbiamo riscontrato le problematiche che, in caso contrario, sarebbero andate a incidere massicciamente sul voto finale.

La colonna sonora è un’altra delle vette qualitative di questa serie e in certe scene del gioco è stata in grado di fare la differenza in termini di pathos. Purtroppo Square Enix ha deciso di far riarrangiare i temi originali con risultati non sempre indovinati. La nuova incarnazione di “Lazy Afternoons”, brano udibile in Crepuscopoli con Roxas, risulta lamentosa e non più malinconica, come sarebbe stato giusto che fosse. Certo ci sono anche esempi positivi, basti pensare a “The Home of Dragons”, tema del mondo di Mulan. Questa nuova versione trae maggiormente spunto dalle sonorità tipiche della tradizione cinese e si è rivelata ancor più calzante del pezzo originale di Yoko Shimomura.

Concludendo…

Kingdom Hearts HD 1.5 + 2.5 Remix è un paradiso per tutti gli appassionati della serie di Tetsuya Nomura. I problemi paventati dai giocatori giapponesi sono stati risolti con la patch dal day one e la bassa risoluzione dei filmati di 358/2 Days e RE: Coded non riesce a inficiare sulla qualità generale dell’offerta ludica. Kingdom Hearts II e KH: Birth By Sleep sono ancora molto divertenti da giocare, anche se lo stesso non si può dire dei molto più legnosi Kingdom Hearts I e Chain of Memories. Sicuramente stiamo parlando di un prodotto solidissimo, che vi permetterà di portare a casa la quasi totalità di un pezzo epocale della storia recente del videogioco. Consigliato a coloro che sono desiderosi di giocare al meglio i titoli già giocati sulle piattaforme d’origine e ai neofiti che vogliono accostarsi per la prima volta alla saga.

Un tempo spalmata su tutte le piattaforme possibili e immaginabili, la serie è adesso riunita su PlayStation 4. Con Kingdom Hearts HD 1.5 + 2.5 Remix e Kingdom Hearts HD 2.8 è possibile giocare e incastrare nel giusto ordine tutti i pezzi del puzzle. Ora è arrivato il momento di iniziare a mostrare la “ciccia” e di permettere a Kingdom Hearts III di emettere i primi vagiti. Speriamo in un’apparizione all’E3 2017 e di poterci giocare prima dell’uscita di Death Stranding. Amen.

In breve
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Ha conseguito una laurea triennale in fotografia, cinema e televisione e, attualmente, si dedica a tempo pieno alla divulgazione dell’arte audiovisiva definitiva: il videogioco. Gira e sceneggia cortometraggi, video di dubbia sanità mentale con The Gentlemen e cura il canale YouTube “Lo Spazio di Donte”. Assieme ai compagni d’arme in Cyberludus.com e VG24/7.it, cerca di crescere nel campo del giornalismo videoludico ma, mal che vada, continua a coltivare il sogno proibito: costruire un insieme di piattaforme in mezzo al mare senza il controllo di governi, sistemi e religioni… Outer Heaven.