Sulle note della nostalgia

Il rapper canino più famoso dell’era PlayStation 1 è tornato, con tutta la sua carica di simpatia in una veste completamente rimasterizzata. Come sarà andato l’approccio con PlayStation 4? Scopritelo nella nostra recensione.

I gotta believe

A distanza di ben diciannove anni, il cane antropomorfo col cappellino fa il suo ritorno sulla console di ultima generazione Sony. Per chi se la fosse persa durante la fine dei gloriosi anni novanta, la trama di PaRappa The Rapper è estremamente semplice: il nostro piccolo protagonista, stufo di vivere all’ombra di bulli e supereroi dai muscoli di cartone, decide di farsi largo tra la mischia a suon di Rap per conquistare il mondo della musica. Allo stesso tempo tenterà di conquistare il cuore di Sunny Funny, una graziosa margherita della quale tenta in ogni modo di attirare l’attenzione, incontrando non poche difficoltà a causa del proprio antagonista, il narcisista Andrea Grelli.
Lasciamo però da parte quella che potrebbe sembrare la storia di un qualunque teen movie americano e concentriamoci su ciò che questa remaster ha da offrirci.

I gotta play

Sulle basi gettate dal gameplay di PaRappa The Rapper è nato il genere dei cosiddetti Rythm Games, tra cui i famosissimi Guitar Hero, Rock Band e Dance Dance Revolution. In soldoni, dovremo pigiare il pulsante adeguato al momento giusto, seguendo l’icona del cagnolino che scorre sullo schermo. Una formula simile la si può ritrovare anche nel karaoke del recente Yakuza 0, un minigioco tanto divertente quanto assuefacente.
Tutti i titoli menzionati precedentemente hanno migliorato ed espanso ciò che il buon PaRappa ha già proposto nel lontano 1998, aggiungendo di volta in volta nuovi elementi. Come previsto, a distanza di tanti anni lo stile di gioco non è cambiato di una virgola e ciò potrebbe essere un bene: di seguito vi spiegherò perché nel mio caso si è trattato di un male.

I gotta fail

Giunto alla soglia dei 23 anni e forte di un’esperienza in Guitar Hero degna di un vero campione, mi sono ritrovato incredibilmente a perdere più e più volte già nei primi minuti di gioco. Per quanto premessi correttamente i tasti a tempo, i numerosissimi errori riconosciuti dal gioco hanno fatto in modo che la mia performance risultasse assolutamente scandalosa. L’assenza di un vero tutorial e una sezione “Istruzioni” praticamente ridotta all’osso non permettono di comprenderne tutte le meccaniche, tra cui l’utilizzo delle famigerate stelline.
Sicuramente giocare a PaRappa The Rapper sarà una vera e propria “passeggiata nel parco” per ogni veterano stagionato ma per un neofita che si avvicina per la prima volta al titolo, il tutto potrebbe apparire come ingiocabile e frustrante, spingendo il novellino ad abbandonarlo prematuramente. Se poi consideriamo il prezzo di 12€ a cui la remaster viene proposta sul PlayStation Store e la sua scarsa durata (il gioco è completabile in poche ore), è facilmente comprensibile che molti giocatori decidano di investire il proprio denaro altrove.

I gotta remaster

Dal punto di vista tecnico, il lavoro svolto da Sony e Japan Studio è un compitino ben eseguito. Non che ci volesse la mente di un brillante astrofisico per rimasterizzare un titolo essenzialmente semplice nel look, ma PaRappa The Rapper si presenta comunque nel 2017 con uno stile ancora unico, coloratissimo e per di più in alta definizione. Le tracce musicali sono le medesime di sempre e la cura riposta nel processo di riqualificazione è percepibile in ogni strofa: tutto procede fluidamente, senza alcuno scatto o problema di natura visiva.

Concludendo…

In conclusione: PaRappa The Rapper è un gradito ritorno per tutti gli amanti della saga e del genere, per tutti coloro i quali hanno mosso i primi passi nell’industria videoludica seguendo il ritmo delle canzoni cantate dal piccolo cagnolino. Nel caso voi non rientriate in questo gruppo, potreste non apprezzare veramente il titolo di Japan Studio, reputandolo troppo breve e stanchi del fattore frustrazione preponderante causato dall’assenza di qualsivoglia introduzione o materiale esplicativo. Per quanto la bontà del lavoro svolto da Sony sia chiara, il costo elevato del prodotto potrebbe tenere alla larga ben più di un giocatore. L’acquisto risulta invece obbligato per ogni nostalgico fan del cagnolino col cappello.

In breve
Condividi
Articolo precedenteDeadpool e Homefront: The Revolution sono tra le nuove offerte dello store di Xbox
Prossimo articoloKingdom Hearts HD 1.5 + 2.5 Remix – Recensione

Laureando in Mediazione Linguistica e Culturale presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, si avvicina al mondo dei videogiochi già in tenera età.
Appassionato di cinema e cortometraggi, carica su internet video satirici e talvolta demenziali con i 3Gamersacaso e The Gentlemen.
Il suo obiettivo ultimo? Guidare le masse incolte sfruttando un pensiero laico, razionale e scientifico.
A volte riesce persino ad essere serio.