Il trionfo della violenza

Per quanto si cerchi di mascherarlo dietro un’apparente gentilezza dettata dalla ragione, l’essere umano è pur sempre un membro del prestigioso regno animale e di tanto in tanto avverte il bisogno fisiologico di sfogare tutta la propria rabbia e frustrazione.

C’è chi si esalta inveendo contro le tifoserie e i giocatori avversari durante una partita di calcio, chi lancia grida d’odio assistendo ad un incontro di Boxe o una quotidiana puntata di Uomini e Donne. Ebbene, grazie a Drawn to Death anche noi videogiocatori potremo comodamente sederci davanti allo schermo, impugnare il pad, fare un bel respiro e far saltare in aria le cervella dei nostri nemici come fossero grappoli d’uva durante la vendemmia.

Ignoranza a valanga

Mettiamo immediatamente le cose in chiaro: questo gioco non è sicuramente adatto alle persone più sensibili. Ideato dalla mente distorta di David Jaffe, creatore dei leggendari Twisted Metal e God of War, Drawn to Death non si farà alcun problema nel chiamarvi “Figlio di meretrice”, “Persona dallo scarso quoziente intellettivo” o “Testa di organo genitale maschile”, giusto per usare qualche eufemismo.

Il titolo in questione è un simpaticissimo TPS Arena, ambientato interamente tra le pagine del quaderno di un liceale durante una noiosissima lezione di anatomia. In questo caso viene messo in pratica ciò che molti hanno sognato nel periodo adolescenziale: le nostre creazioni prenderanno vita, imbracceranno armi fuori di testa e se le suoneranno di santa ragione.

Drawn to Death è un gioco che fa dell’esagerazione il proprio punto di forza, sia nel linguaggio che nella violenza visiva. Lo stile grafico unico nel suo genere e l’enorme simpatia dei dialoghi lo rendono un regalo imperdibile per tutti gli utenti PlayStation Plus.

Anfibi parlanti e bidoni di vomito

Prima di lanciarci nella mischia dovremo superare quello che probabilmente è uno dei tutorial più divertenti e scorretti dell’ultimo ventennio. Sotto la guida di una rana parlante dissezionata, la quale ci accompagnerà per tutta la durata del gioco, potremo apprendere le semplici basi di Drawn to Death, ovviamente dopo essere stati insultati a dovere.

Per la gioia di tutti gli amanti del gore, sappiate che la salute potrà essere rigenerata ingurgitando hamburger, patatine e perché no, anche qualche barile di vomito. I personaggi a nostra disposizione possiedono abilità uniche: queste spazieranno dall’utilizzo di un drone torretta all’invocazione di Satana tramite un riff di chitarra elettrica. Il sistema di level-up inoltre è semplice e funzionale e non avrete bisogno di gettare al vento la vostra intera giovinezza per passare al livello successivo.

Gli eroi creati da David Jaffe sono ben caratterizzati, simpatici ed estremamente fantasiosi. Vi basti pensare infatti che potreste impersonare tanto uno squalo ninja quanto un vampiro cibernetico. Dalle arene alle armi fuori di testa, tutto è stato congegnato meticolosamente per restituire il feeling sadico e malato di un viaggio all’interno della mente di un giovane punk annoiato. Dopo essere stati letteralmente catapultati sul terreno di scontro, avremo a nostra disposizione due strumenti di morte e due abilità, le quali avranno bisogno di un po’ di tempo per ricaricarsi dopo l’utilizzo. Sparpagliati per la mappa come i tasselli di un puzzle da 2000 pezzi nelle mani di un bambino, troverete potenziamenti, armi da raccogliere, teletrasporti e munizioni. Nel caso vi troviate particolarmente in difficoltà o vogliate porre fine all’incontro, potrete sempre invocare l’aiuto della “Mano”: l’ente supremo e distruttore assoluto non è altro che il braccio del giovane autore, il quale mimando il “gesto della pistola” farà saltare in aria il cervello dei vostri avversari.

La componente online che costituisce il gioco nella sua interezza porta però con sé qualche svantaggio: capiterà infatti, di tanto in tanto, di scontrarvi con qualche giocatore la cui salute non accetterà in alcun verso di esaurirsi, nonostante abbiate scaricato sul fortunello di turno (per non dire brutto infame) tutto il vostro arsenale.

Per quanto le modalità di gioco siano scarsine, Drawn to Death saprà comunque regalarvi ore ed ore di assuefazione da violenza e sadismo.

La natura da Free-to-Play

Come spesso i titoli gratuiti ci hanno abituato, per ottenere ogni arma, ogni insulto e skin dei personaggi dovremo aprire le consuete “casse”, acquistabili con denaro reale e collezionare alcune chiavi, forgiate col sangue dei nemici abbattuti. Sebbene la tentazione di spendere quella decina d’euro necessari per sbloccare ogni oggetto sia forte, Drawn to Death non ci obbliga assolutamente a procedere in tal senso, proponendoci una strada secondaria: tutto ciò che desideriamo potremo averlo giocando normalmente, in quanto il processo di completamento risulta piuttosto semplice e indolore.

Il nostro consiglio è quello di dedicare al gioco il giusto tempo, essendo questo capace di regalarvi non poche soddisfazioni dopo ogni vittoria.

Concludendo…

Drawn to Death è ciò che in molti cercano al giorno d’oggi: un gioco che sappia spezzare la monotonia, divertire con parolacce, violenza ed esagerazione di ogni genere. Il prodotto confezionato dalle sapienti mani di Davi Jaffe dovrà comparire obbligatoriamente nel vostro catalogo su PlayStation 4: un titolo così divertente e appagante, regalato da Sony nonostante il prezzo base si aggiri intorno ai 20€, non è affatto da lasciarsi sfuggire. Per quanto il matchmaking online presenti qualche problema e l’indole da Free-to-Play possa infastidire qualche giocatore, non riuscirete a confutare in alcun modo la bontà del prodotto.

In breve
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Laureando in Mediazione Linguistica e Culturale presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, si avvicina al mondo dei videogiochi già in tenera età.
Appassionato di cinema e cortometraggi, carica su internet video satirici e talvolta demenziali con i 3Gamersacaso e The Gentlemen.
Il suo obiettivo ultimo? Guidare le masse incolte sfruttando un pensiero laico, razionale e scientifico.
A volte riesce persino ad essere serio.