L’anno dello scorpione

Phil Spencer, il boss di Xbox, aveva già parlato al mondo di Scorpio in occasione dell’E3 2016. Ieri, giovedì 6 aprile, il team di tecnici di Digital Foundry ha pubblicato una dettagliatissima analisi proprio su questa nuova console di casa Microsoft.

Le sigle e i complicati termini in inglese apparsi nella disamina sono certamente interessanti per tutti i competenti in ambito tecnico, ma in sede vorremmo concentrarci sull’unica domanda, a parer nostro, fondamentale:

Cos’ha voluto dire la divisione tecnica di Eurogamer.net in parole povere?

Anche se parecchi dubbi dovranno essere sciolti nel corso della prossima kermesse losangelina, una certezza già l’abbiamo: Xbox Scorpio è un vero e proprio mostro di potenza e l’intera disamina di Digital Foundry è servita per confermare ulteriormente la cosa.

I 6 Teraflops della GPU, i ben 12 GB di RAM GDDR5, e una CPU Jaguar personalizzata a regola d’arte sono i capisaldi della nuova piattaforma di Microsoft che, lo diciamo sin da subito, va a posizionarsi a un gradino superiore rispetto alla PlayStation 4 Pro di Sony in termini prestazionali.

Per dare viva testimonianza della potenza della piattaforma, i ragazzi di Turn 10 hanno mostrato ai colleghi di Digital Foundry una demo di Forza Motorsport su Xbox Scorpio. Risultato? Un tripudio di dettagli in 4K e 60 fps… e la GPU non era nemmeno al 70% delle sue possibilità.

Assieme alla prima dimostrazione di Scorpio “su pista” è arrivata anche un’altra importante conferma. I titoli Xbox One che girano a 1080p e 60 fps, gireranno senza problemi su Scorpio a 4K nativi e 60 fps. Stesso discorso per i giochi One a 30 fps, che manterranno lo stesso frame rate su Scorpio ma gireranno in 4K. Per i videogiochi Xbox One in 900p e 720p ci sarà bisogno di un maggior lavoro di ottimizzazione, e per gli ultimi citati potrà essere utilizzata la stessa tecnica di upscaling vista su PS4 Pro (checkboarding rendering).

Con una piattaforma del genere, non c’è alcun dubbio, gli sviluppatori potranno implementare diverse migliorie grafiche nelle versioni Scorpio dei loro giochi, non legate soltanto al frame rate e alla risoluzione.

Il mondo console sta entrando, di fatto, nell’Olimpo delle opzioni grafiche tipiche dei giochi su PC.

Detto questo, su Xbox Scorpio c’è ancora molto da sapere. Quale sarà il nome definitivo della console? Sarà simile a Xbox One in termini di design? E quando uscirà? I Digital Foundry hanno ipotizzato un prezzo di lancio, che potrebbe attestarsi sui 500 dollari/euro. Si tratterebbe di una proposta accettabile da parte di Microsoft, specie se si pensa alle specifiche della macchina.

Avanzare di pari passo

Una gran fetta d’utenza Xbox ha più volte manifestato la sua “fame di esclusive”, ed effettivamente questo è uno dei fattori che Microsoft dovrebbe tenere maggiormente in considerazione per garantire il successo commerciale di Xbox Scorpio.

L’abbiamo già detto e lo ripetiamo: con Scorpio gli sviluppatori potranno potenziare la qualità visiva (e non solo) dei loro giochi, ma quanti effettivamente saranno interessati a farlo davvero? Lavorare su più versioni di un videogioco richiede un maggior impiego di risorse umane ed economiche, quindi sorge spontanea un’altra domanda. Nonostante la dominazione indiscussa di Sony nell’attuale generazione di console, sono in pochi ad aver sfruttato le potenzialità aggiuntive di PlayStation 4 Pro per migliorare i giochi al di là della risoluzione.

Poter ammirare Red Dead Redemption 2 su Scorpio in 4K sarebbe davvero una gran cosa, ma quanti sono i giocatori dotati di un pannello all’altezza?

L’ultimo Tomb Raider in versione PS4 Pro vanta ben tre opzioni grafiche, opzioni che si adattano alla dotazione dei videogiocatori, ma si tratta pur sempre di un caso isolato… nel senso che il nuovo Red Dead Redemption a 30 fps e in 4K su Scorpio è molto probabile, ma la possibilità di poter ripiegare su di una modalità 1080p e 60 fps per lo stesso appare tutt’altro che scontata.

Che fare dunque? Dimostrare di voler far bene sul piano hardware va benissimo, ma la vera differenza la fa la qualità del software, specie del software in esclusiva.

I titoli First Party sfrutteranno certamente a dovere l’enorme potenza di questa console, ecco perché bisogna spingere sulla diversità e sulla qualità dell’offerta ludica in esclusiva.

Lo ha detto di recente il fondatore di Xbox, Seamus Blackley, quando ha parlato del “caso Scalebound”. Phil Spencer deve trovare il giusto equilibrio tra le decisioni del consiglio di amministrazione Microsoft e i desideri dell’utenza, anzi la cancellazione di Scalebound sarebbe una testimonianza della volontà di Spencer di volersi impegnare maggiormente in ambito di esclusive: un titolo “a rischio” cancellato oggi può significare la riuscita di nuovi progetti domani.

E’ proprio questo ciò che ci aspettiamo dall’E3 2017 di Xbox: una conferenza improntata sull’annuncio di nuovi giochi e di nuove, interessanti, proprietà intellettuali. Se Microsoft riuscirà ad avanzare di pari passo sia in ambito hardware che in ambito software, potremmo trovarci sul serio di fronte all’alba di una nuova era per Xbox.

 

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Ha conseguito una laurea triennale in fotografia, cinema e televisione e, attualmente, si dedica a tempo pieno alla divulgazione dell’arte audiovisiva definitiva: il videogioco. Gira e sceneggia cortometraggi, video di dubbia sanità mentale con The Gentlemen e cura il canale YouTube “Lo Spazio di Donte”. Assieme ai compagni d’arme in Cyberludus.com e VG24/7.it, cerca di crescere nel campo del giornalismo videoludico ma, mal che vada, continua a coltivare il sogno proibito: costruire un insieme di piattaforme in mezzo al mare senza il controllo di governi, sistemi e religioni… Outer Heaven.