Grand Theft Mattoncino

Dopo un discreto debutto su WiiU, Lego City: Undercover fa la propria apparizione anche su PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch. Sarà riuscita Traveller’s Tales a confezionare un prodotto di qualità anche per le console dell’attuale generazione? Scopritelo nella nostra recensione.

La grande parodia

Chase McCain è tornato a Lego City per catturare l’evaso e pericolosissimo Rex Fury. Per quanto le premesse di trama siano piuttosto banali, la grande ironia e l’abilità parodistica che contraddistinguono il brand Lego riescono a regalare momenti di grande comicità, rendendo molto godibile una storia apparentemente piatta e scontata.

Lego City: Undercover presenta come punto di forza una tendenza alla parodia del genere poliziesco, senza risparmiare nessuna serie televisiva o film prodotta negli anni ’70 e ’80. Da Starsky e Hutch a Magnum P.I., dai film di Jason Statham a “La polizia s’incazza”, ogni cliché possibile e immaginabile del mondo cinematografico può essere individuato all’interno narrazione.

Il nostro simpatico protagonista dovrà lavorare sotto copertura per sventare i piani del cattivone di turno, scalando i ranghi delle tante organizzazioni criminali: tra mafia italoamericana, triadi cinesi e geni del male senza volto che accarezzano l’inconfondibile gatto bianco, Lego City decide di non farci mancare proprio nulla. Poco importa se i colpi di scena risultano deboli e prevedibili, lo scopo primario del gioco è quello di divertirci e Undercover riesce perfettamente a portare a termine la propria missione.

Una menzione d’onore va fatta per Frank Honey, la nostra spalla comica: il poliziotto più sfortunato e pasticcione di Lego City risulta essere uno dei personaggi maggiormente riusciti, nonché fonte primaria di divertimento. I monologhi senza senso e l’idiozia del buon Frank sapranno intrattenervi dall’inizio alla fine dell’avventura.

Sotto copertura

La campagna principale di Lego City: Undercover si suddivide in ben quindici capitoli, in ognuno dei quali dovrete risolvere svariati puzzle per portare a termine la missione. C’è da dire che sebbene il gioco presenti una buona varietà di costumi, con i quali acquisirete nuove abilità, la difficoltà dei rompicapo è comunque molto bassa e riuscirete quasi sempre a risolvere ogni inghippo con il minimo sforzo. Il titolo però è ampiamente rigiocabile in quanto avrete bisogno di ogni potenziamento, inclusi quelli sbloccabili dopo i titoli di coda per completare al 100% ogni incarico.

Durante ogni missione dovrete semplicemente recarvi dal punto A al punto B utilizzando le tante abilità a vostra disposizione. Nel caso voi siate dei completisti compulsivi, sappiate che come in ogni collectathlon che si rispetti, anche Lego City vi chiederà di raccogliere un determinato numero di oggetti per concludere il caso ottenendo ogni ricompensa: distruggendo determinate costruzioni e partecipando a minuscoli minigiochi sbloccherete i quattro pezzi del distintivo e collezionando le tantissime monetine otterrete la valutazione “Eroe di Lego City”, grazie alla quale aggiungerete un mattoncino d’oro alla vostra collezione. La parte più divertente però è quella che comprende il totale smantellamento dell’area di gioco per costruire piattaforme, scale, teletrasporti e chi più ne ha più ne metta. Ogni tanto dovrete scontrarvi contro gli scagnozzi del malavitoso di turno ed è qui che Undercover soffre: il sistema di combattimento non regala alcuna soddisfazione e vi limiterete a premere i soliti due tasti per scagliare al suolo i nemici per poi ammanettarli.

Potrete inoltre personalizzare ogni variante di Chase McCain grazie agli innumerevoli pezzi Lego raccolti durante l’esplorazione ma tale procedimento si limiterà solo all’estetica del personaggio, non apportando alcun beneficio sostanziale.

A spasso per il mondo

Nella pletora di giochi open-world usciti negli ultimi mesi, figura anche Lego City: Undercover. Tra scazzottate con i criminali, guida spericolata e libertà d’azione, è davvero semplice capire il perché molti giocatori abbiano riscontrato una certa affinità con Grand Theft Auto.

Sebbene lo spirito proposto dai ragazzi di Traveller’s Tales ricordi molto quello della saga creata da Rockstar, il mondo di Undercover risulta assai meno ricco, ridotto nelle dimensioni e nel numero di attività. Tutto ciò che riuscirete a trovare per le vie di Lego City sono infatti semplici missioni secondarie prive di qualsivoglia contenuto narrativo. Corse contro il tempo, percorsi ad ostacoli, oggetti da collezionare e costruire sono le uniche alternative proposte dal titolo. Per quanto distruggere ogni panchina o cabina telefonica a bordo del proprio bolide sia soddisfacente, non troverete alcun motivo realmente valido per esplorare completamente la mappa di gioco.

Portata a termine la vostra avventura, continuerete ad aggirarvi tra i vicoli della città semplicemente per trovare ogni collezionabile e ottenere il tanto desiderato trofeo di platino. Fatto ciò prevediamo una lunga permanenza di Lego City sul vostro scaffale.

Dal tablet al controller

Come precedentemente menzionato, Undercover è semplicemente il porting della versione WiiU sulle console della current gen. Riuscirete infatti a notare moltissime somiglianze tra il dispositivo sfruttato da Chase durante le indagini e il pad della precedente piattaforma Nintendo. Il titolo è stato testato su PlayStation 4 e i benefici sono (quasi sempre) tangibili: durante le svariate ore di gioco proposte da Lego City, potrete beneficiare di una risoluzione in 1080p e un framerate di 30 fotogrammi al secondo stabili, cosa che non si può dire invece per le sezioni filmate, la cui risoluzione è palesemente bassa.

Sebbene il gioco soffra molto poco l’aliasing, alcune texture sono veramente sottotono, sia su PS4 che su Switch e Xbox One. Ottimo lavoro per quanto riguarda invece il comparto audio, con un sonoro ben curato e un doppiaggio molto valido.

Concludendo…

Lego City: Undercover saprà divertirvi e non poco, grazie alla grande comicità dei personaggi e dei dialoghi, unita ad un sapiente lavoro parodistico che schernisce il genere poliziesco di fine secolo. Il titolo di Traveller’s Tales offre un buon numero di ore giocabili e un’esperienza open world discreta, sebbene alcuni limiti tecnici tradiscano un porting da WiiU non proprio eccezionale. Portata a termine la campagna e trovati tutti i collezionabili, Lego City avrà ben poco da offrirvi e ciò è un vero peccato, considerando il potenziale intrinseco del gioco e della formula proposta. Undercover non vuole stupire con colpi di scena imprevedibili o grafica mozzafiato ma semplicemente punta tutto sul divertimento più scanzonato. Nel caso vi troviate a corto di titoli da giocare (probabilmente no, considerando la mole di giochi usciti durante questo 2017), vi consigliamo di provarlo, giusto per staccare un po’ la spina e godervi un’esperienza divertente, piacevole e non impegnativa.

 

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Laureando in Mediazione Linguistica e Culturale presso l'Università degli Studi di Napoli L'Orientale, si avvicina al mondo dei videogiochi già in tenera età. Appassionato di cinema e cortometraggi, carica su internet video satirici e talvolta demenziali con i 3Gamersacaso e The Gentlemen. Il suo obiettivo ultimo? Guidare le masse incolte sfruttando un pensiero laico, razionale e scientifico. A volte riesce persino ad essere serio.