Platforming old school!

Ah, la nostalgia! Quel sentimento forse pericoloso, ma affascinante e un po’ malinconico, che apre nel tuo modo di pensare una lancinante voglia, un doloroso desiderio di ritornare “ai bei vecchi tempi” facendoti apprezzare cose, o persone – per la maggior parte ex – che avresti invece voluto dimenticare e su cui avresti avuto il piacere di mettere una pietra sopra, non solo metaforicamente. Per noi piccoli nerd, la nostalgia si tramuta nel desiderio inconscio di ritrovare dei titoli che hanno segnato la nostra carriera videoludica in maniera indelebile. D’altronde, giocare con i nostri sentimenti non è che sia poi così difficile, anzi, è anche abbastanza facile. Si prende una nuova proprietà intellettuale, si riconduce il titolo a un genere o, ancora meglio, a una casa di sviluppo famosa e dallo stile inconfondibile ed eccola lì, la nostalgia. Ed è proprio il caso di Yooka – Laylee, platform open world dai colori sgargianti nato dalla piattaforma crowdfunding più famosa del pianeta, Kickstarter, come vero e proprio omaggio ai giochi di una delle software house più amate, la Rare. Noi di Cyberludus abbiamo avuto il piacere di testare il gioco, che vuole porsi come erede spirituale del mitico Banjo – Kazooie. Sarà riuscito il titolo di Playtonic Games a far breccia nei nostri nostalgici sentimenti e a farci scendere l’iconica, proverbiale, lacrimuccia? Scopriamolo insieme!

Yooka-Laylee

Strane amicizie

Yooka – Laylee racconta la storia di due amici, un camaleonte verde di nome Yooka, sensibile e amichevole, e una pipistrellina viola dal naso enorme di nome Laylee, dal carattere più scanzonato, che partono alla ricerca del loro libro magico, che il malvagio Capital B, assieme al suo vice, Dr. Quack, sta rubando dal suo palazzo, risucchiando pagina dopo pagina con un enorme aspiratore. Questo libro, chiamato Libro Unico, è composto di pagine dorate che dispongono di vita propria e si fanno chiamare Pagie. L’obiettivo dell’improbabile coppia di amici sarà dunque quello di recuperare tutte queste pagine, così da poter finalmente ricompletare il Libro Unico e salvarlo una volta per tutte dalle grinfie dei cattivoni. Per farlo, dovremo attraversare quelli che vengono definiti Bibliomondi, ovvero delle grandi aree di gioco che potremo percorrere liberamente per salvare le Pagie presenti. Ognuna di queste pagine, una volta raccolta, può anche essere spesa per ampliare il Gran Tomo del Bibliomondo che desideriamo, in due maniere possibili. La prima predilige l’esplorazione, andando ad aggiungere ulteriori elementi a quelli presenti in quel particolare mondo, oppure per espanderlo ulteriormente, sbloccando nuove aree all’interno dello stesso. Come abbiamo detto, Yooka – Laylee è un platform open world, ed è quindi importante saper valutare cosa sbloccare o cosa espandere per procedere al meglio nell’avventura, rendendo il titolo di Playtonic Games sempre abbastanza pieno di cose da fare, raccogliere o esplorare. Infatti, in ogni mondo avremo modo di incontrare diversi personaggi, che ci permetteranno di accedere a delle specie di missioni secondarie che ci ricompenseranno in svariati modi. Per esempio, nel primo Bibliomondo visitato, ci siamo trovati a gareggiare in velocità contro una nuvoletta, o ancora abbiamo giocato al tiro a segno per guadagnare una preziosissima pagina. Tutte queste attività riescono a tenere abbastanza alto il ritmo di gioco, riuscendo a divertire anche nei passaggi forse meno riusciti del titolo Playtonic Games. Yooka – Laylee è, infatti, un platform prevalentemente basato sulla raccolta degli oggetti utili alla progressione, come le Pagie e le piume, di cui parleremo a breve, ed è fisiologico, in un contesto open world di questo genere, avere dei momenti più bassi rispetto ad altri decisamente più divertenti. Infatti, mettendo da parte la trama che non è certamente il punto più alto della produzione, il gameplay di Yooka – Laylee è l’aspetto su cui Playtonic Games ha lavorato meglio, rendendolo semplice, immediato e pieno di rimandi al classico platform di Rare, Banjo – Kazooie, di cui si dichiara, espressamente, successore spirituale, il che rappresenta, sicuramente, un ottimo passo verso la completa riuscita dell’operazione nostalgia messa in atto dagli sviluppatori.

Yooka-Laylee

Evoluzione a colori!

D’altronde, gli elementi per poterlo affermare ci sono più o meno tutti. Yooka – Laylee non è, sicuramente, solamente un platform open world dove dobbiamo limitarci alla raccolta di quanto richiestoci, ma è anche un titolo che ci permette di far progredire i nostri due con delle mosse speciali che possono essere acquistate da Trowzer, un serpente in pantaloncini, cravatta, cappello e cellulare. Ogni mossa viene acquistata tramite le piume di cui abbiamo accennato prima, che raccoglieremo per i vari Bibliomondi, e ci daranno modo di sbloccare le attività delle missioni secondarie per cui sono richieste. Per esempio, per partecipare al tiro a segno, abbiamo dovuto prima raccogliere le piume necessarie a acquistare la relativa abilità dal simpatico Trowzer, vale a dire la possibilità di ingurgitare dei semi dalle piante presenti nelle varie aree di gioco, per spararli come fossero proiettili verso i nemici.

Yooka-Laylee

Il combattimento, però, è la parte probabilmente meno riuscita in Yooka – Laylee, e rappresenta il tallone d’Achille dell’intera produzione. Infatti, per quanto sia possibile affrontare i nemici in maniera diversa, con il corpo a corpo utilizzando la coda di Yooka o a distanza mediante l’utilizzo dei proiettili del camaleonte o il grido di Laylee, utile a stordire i nemici per un breve periodo, si ha comunque sempre l’impressione che gli scontri con i nemici siano più un riempitivo che altro, penalizzati anche da un generale, scarso, senso di sfida. Una maggiore difficoltà, insomma, sarebbe stata sicuramente più apprezzata.
Per quanto riguarda, invece, l’aspetto tecnico, il titolo di Playtonic Games è un tripudio di colori, vero e proprio manifesto dello stile Rare, ripreso in abbondanza da Yooka – Laylee. Grazie a uno stile scanzonato e cartoonesco, pieno di colori vividi e personaggi dal design decisamente divertente, Yooka – Laylee colpisce positivamente e, pur presentando alcune texture non propriamente definite, il gusto grafico e sonoro dei ragazzi di Playtonic ci ha catapultato con i ricordi al già ampiamente citato Banjo – Kazooie. Gran bel lavoro davvero.

Yooka-Laylee

Concludendo…

Yooka – Laylee è un platform open world molto divertente che, al netto di qualche difetto in alcune texture, di un sistema di combattimento dal basso livello di sfida e di una trama non proprio memorabile, riesce nel difficile compito di omaggiare una delle software house più gloriose del passato. Il videogioco di Playtonic Games è un vero e proprio omaggio al mondo di Banjo – Kazooie e alla Rare e, grazie al suo stile unico, scanzonato e cartoonesco, colpisce il videogiocatore nei feels nostalgici più profondi. Sconsigliato solo ed esclusivamente a chi non sopporta il genere. Per tutti gli altri, non avete scuse: siamo certi che una volta provato, vi innamorerete anche voi dei due simpatici protagonisti e del loro mondo strampalato e divertente!

Yooka-Laylee

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