Memori dei due precedenti capitoli e del sempre amato Amerzone, ritorniamo nei panni di Kate Walker, la protagonista delle avventure partorite dalla mente di Benoit Sokal.

Il viaggio non è ancora concluso

Dopo aver lasciato definitivamente la carriera legale nella ruggente New York, l’affascinante Kate Walker parte per un lunghissimo e difficoltoso viaggio. In compagnia dell’amico Hans Voralberg riuscirà a trovare la leggendaria isola di Syberia, un luogo misterioso e casa di tanti mammuth incredibilmente ancora in vita. Purtroppo Kate cade malata lungo la via del ritorno e verrà salvata solo grazie all’intervento degli Youkol, un popolo nomade dai tipici tratti indigeni di coloro che abitano le terre della Lapponia.

Fin dall’inizio del gioco saremo costretti a combattere per la nostra libertà all’interno di un ospedale psichiatrico dall’aria decisamente sospetta, nel quale faremo la conoscenza di Kurt, un simpatico Youkol nonché guida del proprio popolo durante la grande migrazione degli struzzi. Proprio questo evento sarà la principale ragione per la quale gli abitanti locali avranno modo di esprimere tutto il proprio disprezzo nei confronti dei piccoli nomadi, accusati di furto, razzie e di portare sventure e malattie.

Avvalendosi della propria forza d’animo e di uno spirito combattivo che non si arrende dinanzi alle ingiustizie, Kate deciderà di aiutare Kurt e la sua gente durante la migrazione: poteri forti ed entità innominate faranno di tutto per impedire che ciò accada.

La forza della narrazione

Come Sokal ci ha già dimostrato precedentemente, la figura dello scrittore è di fondamentale importanza durante il processo creativo. Grafica spaccamascella e gameplay raffinato in ogni aspetto sono fattori da tenere sempre in considerazione ma che difficilmente riescono a sorreggersi senza una trama ben architettata alle proprie spalle. Proprio Syberia 3 può vantare di possedere questo terzo elemento: il tocco dell’autore è percepibile sin dai primi momenti di gioco e la sua visione risulta chiara già a primo impatto.

Il buon Benoit Sokal ha da sempre creduto nelle proprie capacità espressive e narrative, proponendoci storie appassionanti, magiche, come fossero uscite direttamente dalle pagine di un libro d’avventura d’inizio secolo scorso.

Allenare la mente

Syberia 3 non ci coinvolgerà soltanto in una bella storia ma saprà mettere alla prova la nostra inventiva. Siamo ben lontani dagli enigmi intricati delle avventure di Tim Schafer ma almeno in questo caso il gioco non deriderà la nostra intelligenza propinandoci test palesemente semplici.

Tutto ciò che dovremo fare sarà guidare Kate all’interno degli ambienti di gioco, prestando particolare attenzione ai dettagli di ogni stanza e ad ogni parola pronunciata dai vari personaggi. Nulla di nuovo, niente che le avventure di Telltale Games non abbiano già sperimentato: ci troviamo davanti ad un compito ben eseguito, il quale si assume davvero pochi rischi e preferisce concentrarsi sulla narrazione. Una trama appassionante e ben congegnata, un gameplay senza infamia e senza lode…ma l’aspetto tecnico?

Dove casca l’asino

È vero, la grafica in un videogioco non è tutto, specialmente in un titolo d’avventura che fa della componente narrativa il proprio cavallo di battaglia ma come ben sappiamo, anche l’occhio vuole la sua parte. Proprio sotto il punto di vista prestazionale, Syberia 3 zoppica, cade, rotola lungo il crinale e si schianta contro la prima baita di montagna.

Figlio di un budget di certo non stellare, il comparto grafico non brilla: non tutti i modelli dei personaggi appaiono curati allo stesso modo; spesso saremo ostacolati da barriere invisibili grandi come Boeing 747; i movimenti della protagonista sono più legnosi di quelli di Pinocchio e il framerate non collabora in alcun modo.

I 20/15 fotogrammi scarsi al secondo gravano pesantemente sull’esperienza di gioco, rendendo l’esplorazione degli ambienti più stretti una vera e propria tortura medievale. Come se non bastasse, questi sono soggetti a pesanti cali durante l’ingresso e l’uscita da alcune zone come ad esempio l’accampamento Youkol o le stanze della clinica. Ultimo punto a sfavore sono le schermate di caricamento, troppo frequenti e dalla durata eccessiva per un gioco di simile fattura.

Concludendo…

Syberia 3 è un viaggio piacevole all’interno del mondo creato dalla sapiente penna di Benoit Sokal. Le vicende di Kate Walker sapranno appassionarvi e perché no, stuzzicare la vostra inventiva. Purtroppo il prodotto finale è affetto da non pochi difetti tecnici, di cui non si può trascurare la gravità. Cionondimeno consigliamo l’acquisto di Syberia 3 ad ogni appassionato della saga.

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Laureando in Mediazione Linguistica e Culturale presso l'Università degli Studi di Napoli L'Orientale, si avvicina al mondo dei videogiochi già in tenera età. Appassionato di cinema e cortometraggi, carica su internet video satirici e talvolta demenziali con i 3Gamersacaso e The Gentlemen. Il suo obiettivo ultimo? Guidare le masse incolte sfruttando un pensiero laico, razionale e scientifico. A volte riesce persino ad essere serio.