Un po’ gioco da tavolo, un po’ card game

In quella che è divenuta una inarrestabile corsa all’ampliamento del mercato videoludico, con prodotti appartenenti a qualunque genere e soprattutto “raffiguranti” qualsivoglia contesto, non possono certo mancare delle trasposizioni digitali dell’universo storico e intramontabile che è il board game.

Il titolo di cui parliamo brevemente quest’oggi, però, non si limita a essere una dichiarazione d’amore a quest’istituzione. No, si spinge oltre, ibridandola con un suo “parente alla lontana” altrettanto rinomato: il card game. Nella nuova creazione di Playwood Project, dunque, due mondi (non troppo) distanti si incontrano. Con WARTILE, la software house danese ci riporta indietro nel tempo, al gelido nord dei vichinghi tra drakkar, pietre runiche, impavidi guerrieri e (anche) orde di temibili non morti.

WARTILE

Wartile: violenza in scala

L’iter di gioco di WARTILE consiste nella gestione di un esiguo numero di guerrieri in miniatura entro una serie di livelli dalla difficoltà crescente. Gli obiettivi da raggiungere sono di natura variabile, e possono andare dalla distruzione di alcuni oggetti, alla raccolta di altri o magari all’eliminazione di alcuni nemici.

La prima cosa da mettere in chiaro è che le partite si svolgono rigorosamente in tempo reale, in scenari 3D “organizzati” in caselle esagonali. Niente turni, dunque, ma soltanto brevi cooldown atti a intervallare ognuno dei nostri movimenti. Le carte, disponibili fin dalla prima quest, risultano utilizzabili in qualsivoglia momento di gioco, a patto di disporre di sufficienti “Punti combattimento” (ottenibili sconfiggendo avversari) per pagarne il costo di evocazione. Gli effetti delle “cards” sono molto eterogenei e includono la classica cura per i combattenti, particolari mosse speciali e malus difensivi di vario genere ai danni degli avversari. Il loro utilizzo, pur rimanendo completamente facoltativo, diviene fondamentale una volta superati i primi due livelli di gioco, volontariamente semplici e “confezionati” per formare il giocatore. Ovviamente, i piccoli deck possono essere personalizzati a seconda delle differenti strategie e delle carte a disposizione.

Nonostante la sua natura “board game”, WARTILE presenta una forte componente casual, già manifesta nell’impostazione “real time” e confermata dalla parziale autonomia delle pedine durante gli scontri: una volta che avranno i nemici “a tiro” (a seconda dell’arma equipaggiata), infatti, i nostri eroi selezioneranno casualmente l’avversario da attaccare. Questa scelta, pur andando a limitare pesantemente la componente tattica del prodotto, non può essere eccessivamente condannata, poiché da una parte comporta una maggiore “apertura” nei confronti dei giocatori meno avvezzi al settore, dall’altra permette alle carte di non sprofondare in un ruolo che altrimenti sarebbe stato fin troppo marginale.

Ogni pedina, come prevedibile, presenta una barra della vita che insieme a una manciata di altre caratteristiche (danno, armatura, abilità di difesa-attacco e punti movimento) va ad aggiungere al titolo anche una piccola e gradita vena Gdr. I nostri beniamini, infatti, come da tradizione, possono migliorare sia mediante una particolare forma di “level up”, sia con il cambio dell’equipaggiamento. Il primo avviene attraverso l’accumulo di esperienza, logicamente guadagnata al completamento delle quest, mentre l’equipaggiamento può essere ottenuto direttamente durante delle missioni: armi e armature, infatti, costituiscono uno dei possibili bottini che otterremo a seguito della sconfitta degli avversari o all’apertura dei bauli dislocati negli scenari. Al loro interno potremo anche trovare dell’oro, indispensabile per acquistare nuove pedine presso il “negozio”.

WARTILE

Il piacere della sfida

Quello che più stupisce (e convince) del lavoro di Playwood Project è senza dubbio la soddisfazione che “assale” il giocatore al completamento di ogni livello. Questo, non può che intendersi quale sincero complimento per gli sviluppatori: WARTILE è un gioco molto divertente, soprattutto in funzione di una difficoltà incredibilmente ben bilanciata.

Proviamo a chiarire il concetto attraverso qualche esempio pratico.
Deciderete di procedere a mo’ di “tutti insieme appassionatamente”, alla carica, incuranti delle frecce scoccate dai nemici posizionati sulle torri perché certi della vostra forza d’attacco? Morte garantita.
Opterete per una serie prolungata di attacchi frontali, al centro della mappa, sintomo di una strategia grezza e magari priva della giusta dinamicità? Morte garantita.
Preferirete trascurare le carte a vostra disposizione concentrandovi unicamente sulla classica card “heal“? Morte garantita, anche in questo caso.

Nella situazione appena descritta, la ciliegina sulla torta consiste in un livello di difficoltà che nonostante le apparenze non tende verso l’alto, bensì va ad assestarsi in quella minuscola zona d’equilibrio entro la quale il giocatore distratto e frettoloso viene inesorabilmente punito, mentre quello con il giusto approccio trionfa a mani basse. La pianificazione, la valorizzazione delle differenti caratteristiche delle pedine e soprattutto l’attenta osservazione degli scenari sono punti di forza sui quali contare sempre e comunque. Che cosa chiedere di più, in questo senso?

WARTILE

La situazione dell’Early Access

Per il momento non sono necessarie particolare riflessioni. A livello meramente quantitativo l’offerta del team danese non brilla, e per accorgersene il giocatore più “smaliziato” non impiegherà più di 3-4 ore. Il pacchetto, infatti, comprende appena quattro livelli e il multiplayer, per partite PvP. 

Per quanto concerne invece l’aspetto tecnico, il nostro parere è pienamente positivo. Pur essendo disponibile da poco più di un mese, infatti, WARTILE non è minato da particolari bug o problematiche capaci di condizionarne in alcun modo la fruibilità. Anzi, il risultato è già perfettamente in grado di costituire una delle qualità del prodotto, con scenari molto caratteristici e ben realizzati, che molto probabilmente deciderete di ammirare più e più volte con la dovuta calma. Il bicchiere è mezzo pieno anche per quel che riguarda le animazioni durante gli scontri, che pur risultando talvolta leggermente legnose, appaiono già sufficientemente curate. Un appunto, invece, deve essere fatto a proposito della telecamera, spesso macchinosa e di difficile gestione, soprattutto negli ambienti chiusi.

WARTILE

Concludendo…

WARTILE è un progetto che merita di essere seguito con attenzione. A prescindere dall’interesse per i giochi da tavolo, infatti, Playwood Project ha confezionato un prodotto intrigante, molto divertente e dal discreto potenziale. Le differenti ed eterogenee meccaniche di gioco risultano tra loro ben coese e già capaci di offrire un gameplay funzionale e perfettamente in grado di fare presa sul giocatore. Tuttavia, anche se siamo soltanto all’inizio del percorso che porterà il titolo alla sua versione “1.0”, c’è la sensazione che si potesse fare qualcosa in più dal punto di vista della quantità dell’offerta.

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"Gino" per gli amici. Studente di Lingue e Culture dell'Asia presso l'università di Torino, è appassionato di cinema, musica, viaggi e videogiochi. Conduce un'esistenza solitaria da qualche parte sui bricchi, ove ancora l'unico mezzo di comunicazione consiste nell'uso di piccioni viaggiatori.