Nelle spire del tempo

Il tempo. Dimensione inafferrabile e agognata, definita ma implacabile. Il rapporto dell’essere umano con il tempo è paragonabile solo a quello che egli ha con l’immortalità, con la vita e con la morte. Nell’ambito della fantascienza, ci piace sognare estese possibilità dove l’uomo maneggia le ore, le plasma, le riavvolge a suo piacimento in avanti o indietro. Perché toccare e governare il tempo avrebbe il sapore di dominare l’esistenza stessa, la quale non sarebbe più regolata da leggi limitanti e ferali ma finalmente schiava e l’essere umano non più solo un animale, ma un Dio.
Abbiamo costruito orologi per darci l’illusione di tenere nel palmo di una mano lo scorrere del tempo, ma anche spostando le lancette non siamo mai salvi dalla sua stretta. Spesso attimi ci appaiono anni e anni ci scorrono davanti in pochi secondi. Non potremo mai distruggere il potere del titano Kronos.

Ed è proprio il tempo il protagonista di questa avventura grafica sopra le righe che è The Sexy Brutale. Ennesima occasione in cui abbiamo la dimostrazione tangente che, avendo come strumenti le idee e l’ispirazione non si può che creare un’opera d’arte, la quale mette da parte le dinamiche classiche di intrattenimento forzando il giocatore a entrare in una dimensione matura e d’intensa riflessione.

L’eterno ritorno della morte

Lafcadio Boone è un misterioso ed enigmatico predicatore che si sveglia all’interno di un enorme villa. Non sa il motivo per cui si trova in quel posto, ma percepisce qualcosa di vagamente familiare nell’aria. Il risveglio del protagonista avviene nella magione di un eccentrico marchese che, a quanto pare, ha organizzato un lussuoso quanto stravagante ballo in maschera nei saloni della sua regale struttura che ospita, inoltre, il celebre casinò The Sexy Brutale. Una figura femminile appare dal nulla: una mesta bellezza sanguinante ci comunica che siamo gli unici in grado di salvare da morti macabre e dolorose gli ospiti della villa (ossia tutti gli invitati al ballo mascherato). Ma ciò che è più assurdo è che tutta la villa sembra caduta in un loop temporale infinito che porta a ripetersi di continuo le stesse 12 ore, facendo rivivere agli ospiti le loro morti ancora e ancora. Boone, fortunatamente, non è totalmente vittima di questo eterno ritorno visto che, grazie alla maschera che indossa, ha il potere di riavvolgere quelle 12 ore a suo piacimento, così da agire in modo tale da salvare le vite dei partecipanti alla festa almeno per una volta.

Cosa c’è, però, dietro tutto questo folle loop temporale? Perché gli ospiti della magione sono vittime di queste sofferenze protratte all’infinito?

The Sexy Brutale ci tiene sulle spine fino alle sue ultime e commoventi battute finali, rivelandoci la verità riguardo il casinò e gli ospiti mascherati. Cosa si cela dietro le maschere? Perché lo staff dell’albergo sembra avere come unico scopo quello di tendere trappole mortali ai loro clienti?

Dietro un comparto ludico coinvolgente, intuitivo e mai banale, questo eccentrico capolavoro non si vergogna di proporre una storia ricca di colpi di scena e drammi morali che, proprio nelle fasi finali, avvolgeranno il giocatore in un climax emotivo: perché, terminato l’infinito loop temporale, alla fine rimane solamente l’Uomo, con i suoi errori, i suoi rimorsi, le sue paure e le sue mancanze.

 

the sexy brutale

Governare le ore

Come già accennato poc’anzi, il compito di Lafcadio Boone è quello di salvare da morte certa gli ospiti mascherati del The Sexy Brutale. Il potere conferitogli dalla maschera che porta è proprio quello di poter maneggiare a suo piacimento quelle 12 ore fatali, lasso di tempo in cui si compiono, uno dopo  l’altro, gli efferati omicidi. Ma il protagonista non può interagire direttamente con le persone che incontra nella magione: nel momento in cui si ritrova nella stessa stanza con altri ospiti, infatti, un paradosso temporale lo costringe a uscire velocemente da quel locale. Boone può solo spiare, ascoltare, interagire con l’ambiente, ma mai con gli altri individui mascherati. Per poter evitare le morti in successione c’è bisogno di un lavoro investigativo “passivo” al fine di capire quali sotterfugi, da parte dello staff della villa, portano ogni volta alla morte degli ospiti. Da dietro le porte, Boone può sbirciare dalla serratura ciò che accade nella stanza attigua e ascoltare i dialoghi per carpire informazioni utili. Ogni volta che salveremo l’anima di uno degli ospiti, inoltre, tramite le maschere che loro lasceranno cadere, avremo a disposizione un particolare potere che potrà aiutarci a proseguire nelle indagini e a scoprire tutti i segreti della villa.

Il gameplay di questa avventura è quindi basato su piccoli puzzle ambientali all’apparenza molto semplici, ma che richiedono determinate informazioni che si possono ottenere solo spiando e seguendo gli altri ospiti, tutto questo avendo a disposizione un range di 12 ore da far ripartire quando si vuole. Terminate le 12 ore, la giornata riparte ancora, in questa catena temporale che non sembra finire mai.

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Ogni faccia, la sua maschera

Con la sua visuale fissa isometrica e lo stile grafico eccentrico The Sexy Brutale prende parte, a pieno titolo, del colorato mondo di quegli indie game che puntano molto sull’identità visiva e sull’unicità stilistica. Il carattere lussuoso e sfavillante del casinò viene portato all’estremo. Come in un odierno e gigante Vittoriale Dannunziano, il design balzano degli ambienti mostra come il marchese, proprietario della magione, si sia divertito a trasformare il luogo nella sua personale idea di accumulo seriale votato all’estetismo sfrenato e alla stravaganza. L’illuminazione onnipresente regala la giusta attenzione a una cura dei dettagli quasi maniacale, a partire dai mobili d’arredamento fino ai quadri, ai pavimenti e agli oggetti decorativi. Immergersi nella villa di The Sexy Brutale è ubriacarsi gli occhi di qualcosa che cozza prepotentemente con la sobrietà, il tutto condito da un fortissimo sapore steampunk, magnificamente impersonato prima dallo stile degli orologi a pendolo, poi ancora di più da macchinari e ascensori degni dei migliori anacronismi elettrico/meccanici del suddetto genere.

Se la magione è fuori dalle righe, anche gli ospiti del ballo non sono da meno. Caratterizzati principalmente dalla maschera che indossano, il temperamento e le attitudini di ognuno di loro vengono rappresentati da tratti fisici evidenti. I personaggi sono tutti, fondamentalmente, delle piccole caricature: le figure femminili sempre aggraziate, con visi ovali dai tratti delicati e capelli che scendono fino a terra come uno strascico; le figure maschili marcate, ovviamente, sulla stazza fisica, con dei tratti riconoscibilissimi nel volto, che si tratti di un naso particolare o una barba.

Insomma, The Sexy Brutale è una vera gioia per gli occhi, frutto di un lavoro artistico e di design improntato su un’idea di lusso sfrenato, di stravaganza visiva e, perché no, anche un po’  kitsch.

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Concludendo…

The Sexy Brutale è un piccolo capolavoro che riesce a coinvolgere il giocatore grazie a uno stile grafico fuori dalle righe e ad una forte componente narrativa. Dal sapore molto old school e caricaturale, rimane comunque un’avventura indie destinata ad un pubblico ricercato e sensibile all’estetismo più raffinato.

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Giocatrice tendenzialmente onnivora, nonostante la sua fede primaria rimanga il survival horror classico, avendo trovato la sua dimensione nutrendosi di pane, ansia e Silent Hill. Il suo campo di competenza è l’indie game e l’horror e perde sudore e fatica nell’analisi del lato artistico e, spesso, poetico del videogioco.