Zuffe tra supereroi

Esattamente come accaduto durante la grandiosa era PS3/Xbox 360, i ragazzi di Netherrealm Studios hanno condotto alle porte dell’attuale generazione alcuni tra i picchiaduro di maggior successo sul mercato. Ecco perché dopo averle suonate di santa ragione a Shinnok – il Dio Anziano caduto di Mortal Kombat X – non siamo rimasti stupiti dall’annuncio del sequel di Injustice: Gods Among Us. Le premesse di trama alla base di Injustice sono tanto semplici quanto efficaci: che cosa succederebbe se un potente supereroe DC Comics (Superman) si trasformasse, tutto a un tratto, nel cattivo? Justice League morta e sepolta, melodrammi degni delle migliori telenovelas argentine, regime dittatoriale nazifascista e zuffe tra supereroi.

L’originale Gods Among Us non si è rivelato certo il beat ‘em up supereroistico definitivo ma è riuscito – in ogni caso – a entrare di petto tra i più amati esponenti del sottogenere. Ed Boon e i suoi ci hanno finalmente regalato il prosieguo dell’epoca del terrore firmata Clark Kent e, dopo aver speso diverse ore in sua compagnia, siamo pronti a parlarvene nel dettaglio. Injustice 2 sarà riuscito a realizzare appieno le potenzialità inespresse del primo capitolo?

Injustice League

Gods Among Us finisce e Injustice 2 incomincia. Dopo aver provocato la caduta del regime di Superman, Batman sta cercando di riorganizzare la sua vita “al di fuori della maschera” e di ricostruire un mondo dilaniato da quello che è stato un conflitto su larga scala. Gorilla Grodd, nel frattempo, sfrutta la situazione di instabilità per tentare di impadronirsi della Terra assieme a una nuova organizzazione di supercriminali, “La Società”. I nostri eroi – impegnati a debellare la minaccia di Grodd – non riescono a rendersi conto in tempo utile che la vera sciagura sta arrivando dal cielo, sciagura che prende il nome di Brainiac.

La modalità storia di Injustice 2 – questo è uno dei pochi veri punti di contatto tra i due titoli – è un’ulteriore evoluzione di quella vista in Mortal Kombat X. Le vicende narrate non saranno tra le più imprevedibili di sempre ma il taglio registico delle sequenze filmate degno dei miglior film di supereroi e la possibilità (del tutto inedita) di poter scegliere chi tra due lottatori utilizzare in certi frangenti, rendono estremamente piacevole l’esperienza offerta. Ciliegina sulla torta, l’avventura potrà finire in due modi diversi e starà al giocatore deciderne la giusta conclusione.

Un (non) mortal combat

Utilizzando questo o quel personaggio in Injustice 2 non sarà difficile notare qualche somiglianza con i moveset di questo o quel personaggio di Mortal Kombat X ma, c’è da star tranquilli, non stiamo parlando di un clone della violentissima serie picchiaduro creata da Ed Boon e John Tobias nel lontano 1992.

In primis, Injustice 2 non contiene né Fatality né X Rays ma vanta delle spettacolari mosse finali “da veri supereroi”: Supergirl ci porterà a fare un giretto intorno al Sole per poi scaraventarci sulla Terra, Batman utilizzerà i suoi marchingegni per falciarci con la mitragliatrice e Aquaman ci darà in pasto al suo gigantesco mostro marino. Di mirabile fattura anche le transizioni tra le diverse zone delle arene, sempre esagerate e di grande impatto visivo. Altre due grosse differenze rispetto all’impianto di gioco di Mortal Kombat X sono rappresentate dal “combo palleggio” e dal nuovissimo Gear System.

Ogni volta che spediremo in aria il nostro avversario, questi inizierà a cadere in orizzontale ma in maniera più lenta rispetto al normale. Non si tratta di una grossolana imprecisione del comparto animazioni ma di una precisa volontà del team di sviluppo che prende il nome di combo palleggio. Questa meccanica di gioco è fondamentale per concatenare tra loro le combinazioni di attacchi e per dar vita – di conseguenza – a delle spettacolari fiere dell’occhio nero. Imparare a padroneggiare il combo palleggio è l’unico modo per migliorare sul serio in Injustice 2 e per poter diventare competitivi in multigiocatore online.

Introdurre meccaniche tipiche dei gdr in un beat ‘em up a sfondo supereroi DC? Netherrealm Studios l’ha fatto con il Gear System. Mettiamo, ad esempio, che il nostro personaggio preferito sia Batman. L’uomo Pipistrello salirà di livello dopo ogni battaglia e avremo anche l’opportunità di potenziare il suo equipaggiamento. Guanti, elmo, corazza, tutti i pezzi dell’armatura saranno sostituibili con altre bardature di maggior efficacia e rarità: Batman con il costume classico da “Pipistrello di Gotham” è un bel vedere ma Batman con l’armatura di Kryptonite è un’altra storia. Avanzando nei capitoli della trama o nel Multiverso avremo in dono le cosiddette “Scatole Madre”, che ci permetteranno di ottenere nuovi pezzi da utilizzare in battaglia. Personalizzazione estetica ai massimi livelli e stravolgimenti nelle statistiche di combattimento degli eroi non sono le uniche possibilità offerte da Injustice 2, infatti alcuni personaggi nascondono una re-skin da acquistare con i preziosi “Cristalli Sorgente”, uno dei tipi di valuta in-game.

Il roster del gioco è composto da 28 personaggi ben diversificati, una vera e propria manna dal cielo. Ogni combattente avrà – al termine della scalata – il suo finale in stile graphic novel, poi ci sono i multiversi a durata limitata e un solidissimo comparto multigiocatore (sia online che in locale). In soldoni, Injustice 2 è un picchiaduro completo, pieno di modalità e combattenti con cui divertirsi per ore e ore.

Fatti i doverosi elogi a un’esperienza beat ‘em up di innegabile qualità e di mirabile esecuzione, ci sentiamo di dover aggiungere una cosa. Chi ha acquistato il gioco al day one si ritroverà a non poter selezionare il potentissimo Darkseid – villain esclusivamente ottenibile con il preordine – e fin qui non ci sarebbero problemi. Diventa fastidioso, invece, scoprire di poter utilizzare tranquillamente Darkiseid nella modalità Multiverso, magari per far prudere il portafoglio in caso di una reintroduzione come personaggio vendibile separatamente? Non lo sappiamo, quel che è certo è che la pesante politica dei DLC inaugurata dal publisher con Mortal Kombat X continua a non piacerci. Comprare Injustice 2 oggi è fare, certamente, un buon acquisto ma bisogna avere la consapevolezza che senza un ulteriore esborso non sarà possibile accedere all’esperienza completa. Il “Fighter Pack” con Sub Zero e Cappuccio Rosso è già stato annunciato, e si tratta soltanto della prima sfilza di personaggi aggiuntivi che andranno a rimpinguare il roster…

Unreal Engine 3: breve storia di un miracolo

Realizzare che Injustice 2 sia stato tirato su grazie al sempreverde Unreal Engine 3 fa venire la pelle d’oca. I modelli incredibilmente dettagliati dei lottatori brillano ancor di più nelle splendide cutscenes della modalità storia e ci sentiamo di dirvi che, in alcune occasioni, ci è sembrato quasi di assistere ai dialoghi fotorealistici visti in Uncharted 4. Le espressioni facciali di Selina Kyle, Harley Quinn e Brainiac ci hanno letteralmente stupito e se a questo aggiungiamo una realizzazione certosina delle arene, dal Kahndaq a Metropolis, non possiamo che ritenerci molto soddisfatti dell’impianto tecnico di questo titolo.

Injustice 2 gira in 1080p e viaggia a 60 frame per secondo costanti, un risultato qualitativamente superiore a quello raggiunto con Mortal Kombat X. Spostandoci sul versante audio, la colonna sonora non sovrasta mai l’azione e accompagna efficacemente gli eventi della trama. Il doppiaggio in Inglese è semplicemente perfetto ma ci sentiamo di promuovere anche il doppiaggio completo in Italiano. Qualche sbavatura in quest’ultimo c’è, non sempre il parlato è in sincronia con il labiale dei protagonisti e ci siamo più volte ritrovati a non poter udire intere frasi a causa di un missaggio audio non sempre all’altezza. Le voci di Firestorm e Superman faticano a bucare lo schermo ma, al contempo, i doppiatori italiani ufficiali di Batman, Joker e Harley Quinn mantengono in alto l’asticella della qualità.

Concludendo…

Injustice 2 è un altro grande successo di Netherrealm Studios. Non si tratta di un Mortal Kombat X con gli eroi del mondo DC ma di un titolo con una forte personalità. L’offerta ludica è impressionante, le modalità di gioco sono tante e i personaggi utilizzabili sono ben diversificati. Il Gear System aggiunge quel pizzico di profondità in più a quella che è già una solida esperienza beat ‘em up e l’impianto visivo di grande impatto non può far altro che fare da “ciliegina sulla torta” a questo paese dei balocchi per patiti dell’universo DC Comics. La pesante politica dei DLC già vista in Mortal Kombat X, ancora una volta, è l’unica nota negativa dell’intera produzione e bisogna avere la consapevolezza che, prima o poi, arriverà il tempo di una fastidiosissima Ultimate Edition con tutti i contenuti che verranno aggiunti in futuro  a pagamento.

In breve
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Ha conseguito una laurea triennale in fotografia, cinema e televisione e, attualmente, si dedica a tempo pieno alla divulgazione dell’arte audiovisiva definitiva: il videogioco. Gira e sceneggia cortometraggi, video di dubbia sanità mentale con The Gentlemen e cura il canale YouTube “Lo Spazio di Donte”. Assieme ai compagni d’arme in Cyberludus.com e VG24/7.it, cerca di crescere nel campo del giornalismo videoludico ma, mal che vada, continua a coltivare il sogno proibito: costruire un insieme di piattaforme in mezzo al mare senza il controllo di governi, sistemi e religioni… Outer Heaven.