A quasi un anno di distanza dalla pubblicazione giapponese, Compile Heart e Idea Factory International tornano in Europa con Dark Rose Valkyrie, nuovo gioco di ruolo di stampo nipponico sul quale grava il difficile compito di distinguersi quanto basta dalla marea di produzioni dello stesso tipo disponibili sul mercato. L’operazione è risultata abbastanza riuscita e ha riservato più di una sorpresa.

Catastrofi naturali, virus e mostri letali

Siamo agli inizi del ‘900, il mondo intero è devastato da un’epidemia portata da un virus arrivato sulla Terra grazie a un meteorite schiantatovisi anni prima. Esso infetta le forme di vita trasformandole in mostri e tra queste troviamo anche animali ed esseri umani, i soggetti mutati prendono il nome di Chimera e minacciano l’esistenza dei pochi non ancora contagiati. Salvare la situazione spetterà a una forza di difesa nota come Special Force Valkyrie, capitanata dal tenente Asahi Shiramine, giovane inesperto ma di sani principi nonché protagonista del quale toccherà a noi vestire i panni.
Una caratteristica interessante del virus che tramuta in Chimera è che colpisce principalmente i maschi, la qual cosa ha portato all’ovvia decisione di avere come membri delle Valkyrie molte più donne che uomini. Questo fino a quando una mutazione non ha complicato le cose, non trasformando le donne in mostri ma rendendole delle traditrici. A un certo punto il virus prenderà possesso del corpo di una delle ragazze, questa inizierà a esprimersi con una personalità prima sconosciuta ma sempre restando nei limiti, al fine di sabotare il gruppo dall’interno.
Questo è l’incipit, non molto originale ma sorprendentemente convincente alla luce delle possibilità di gioco che titolo offre e che adesso andremo a esplicare.

Indovina chi è il traditore

A livello ludico Dark Rose Valkyrie si divide in due parti. Nella prima dovremo fraternizzare con le cinque ragazze e i due ragazzi che compongono la squadra, nella seconda dovremo esplorare le località della mappa e i dungeon per completare le missioni.
Riguardo la prima, una volta entrati nella base ci troveremo d’innanzi la mappa della stessa grazie alla quale potremo muoverci tra i vari piani e le varie stanze. Sopra troveremo sparse varie icone come quelle dei membri della squadra con i quali potremo parlare, rispondere alle loro domande approfondendo la reciproca conoscenza e migliorando l’affinità, un po’ come accadeva nel mai troppo lodato Sakura Taisen di Sega. Sarà inoltre possibile gestire l’inventario, acquistare equipaggiamento, svilupparne di nuovo, potenziare le armi e molto altro. A un certo punto potremo avere dei veri e propri colloqui che permetteranno al giocatore di raccogliere informazioni utili al fine di comprendere se uno o più membri della squadra abbiano contratto il virus e siano diventati traditori. Una volta raccolte abbastanza prove potremo accusare il sospettato, viceversa si potrà attendere un’occasione migliore. La cosa importante da tenere sempre a mente è che accusare qualcuno metterà a dura prova le relazioni con gli altri, sia che si abbia ragione sia che si abbia torto. Il sistema ricorda molto quello di Lost Dimension ed è implicito che se si sbaglia le cose potranno solo peggiorare.

Sistema di combattimento

Riguardo la seconda parte, essa si svolge fuori dalla base, nella città o nei dungeon che andremo a visitare al fine di portare a termine le missioni principali e secondarie.
Durante le battaglie potremo utilizzare tutti e otto i personaggi disponibili, quattro saranno in prima linea e i rimanenti fungeranno da supporto. Ognuno di loro è dotato di una grande, in termini di dimensioni, arma da fuoco con la quale effettuare attacchi dalla distanza ma sarà possibile anche effettuarne di ravvicinati all’arma bianca. Sulla sinistra dello schermo sarà presente la barra dei turni che mostrerà l’avanzamento sia delle azioni delle Valkyrie sia di quelle delle Chimera. La progressione delle azioni, attacco, difesa, utilizzo di oggetti o abilità, avverrà a seconda del tempo necessario a compierle, quindi non sarà sempre prevedibile e non è detto che siano sempre i nostri a muoversi per primi. L’affiatamento tra personaggi e il tempismo sono essenziali nel combattimento, essi infatti permettono di effettuare attacchi combinati spettacolari e distruttivi che renderanno la vita più semplice contro le creature più coriacee. Tutti i personaggi saranno soggetti alla stanchezza, la quale influirà sulla resa in battaglia e al logoramento del vestiario, che influenzerà la presenza di bonus in combattimento. A proposito di questo ultimo aspetto, se il vestiario raggiunge il limite di logoramento in battaglia potremo assistere a una piccola scena in cui lo vedremo rompersi e il personaggio rimarrà in biancheria intima, una cosa che ricorda molto la serie Senran Kagura.

Direzione artistica e comparto tecnico

La direzione artistica è sufficientemente ispirata, il merito va tutto al character design di Kosuke Fujishima, già celebre per le sue collaborazioni con Bandai Namco in Tales of Phantasya, Tales of Symphonia,Tales of the Abyss, Tales of Vesperia, Tales of Xillia 1 e 2, Tales of Berseria e Tales of Zestiria. È anche un mangaka di successo grazie al suo “Sei in Arresto!” e ha all’attivo collaborazioni con Tatsuya Egawa, autore di Golden Boy.
Il comparto tecnico, così come il level design e l’effettistica sono appena sufficienti per un titolo prodotto di questi tempi, è altresì vero che ciò che conta di più in un gioco di ruolo sono storia, sistema di combattimento e profondità dei personaggi. Il bestiario è sufficientemente vario ma presenta i classici color shift, per intenderci lo stesso mostro ma con un colore diverso.
Il doppiaggio inglese è di buona fattura, quello giapponese è ottimo.
In fine, il gioco non disporrà di un adattamento italiano, cosa che renderà la vita difficile ai non anglofoni.

Concludendo…

Dark Rose Valkyrie è un gioco di ruolo che non ha grandi pretese ma che riesce a distinguersi dalla concorrenza mantenendo sulle spine il giocatore con una convincente caccia al traditore e un sistema di combattimento interessante al punto giusto. I soliti luoghi comuni nipponici sono fortunatamente non troppo marcati e i dialoghi non troppo prolissi, un valore aggiunto da non sottovalutare. Se siete alla ricerca di qualcosa di intrigante e avvincente, questo è il gioco che fa per voi.

In breve
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Il primo Metal Gear Solid per PlayStation gli cambiò la vita e da allora capì che i videogiochi sarebbero stati la sua più grande passione. Collezionista accanito, amante del Giappone e di molte altre cose, ha lavorato per Square Enix e Nintendo nel ruolo di tester oltre ad aver collaborato con IGN e VG247.it. Non ha idea di cosa gli riservi il futuro, ciò che è certo è che da grande vuole fare il videogioco.