Non capita tutti i giorni di poter rivivere gioie e scatti d’ira (in particolar modo i secondi) regalati tanti anni fa dallo storico Final Fantasy Tactics. NIS America e Kadogawa Games hanno deciso di puntare, a distanza di esattamente vent’anni, sulla medesima formula proposta da Square Enix. La loro mano sarà stata vincente o avrà vinto di nuovo il banco? Scopritelo nella nostra recensione.

C’era una volta una principessa

Quella di God Wars: Future Past è un’offerta ludica molto particolare, specialmente se si considera lo scenario ruolistico odierno. Il genere degli RPG strategici è apprezzato ormai da una netta minoranza del pubblico mondiale ma ciò non esclude che sia possibile, ogni tanto, scovare quella piccola perla nel grande calderone nipponico. Il titolo di Kadogawa Games propone una trama interessante, ricca di elementi folkloristici giapponesi e impreziosita da ottime illustrazioni degne di un anime.

In un villaggio situato ai piedi del monte Fuji vive la principessa Kaguya, destinata ad essere sacrificata come un agnello per placare l’ira degli dei. Ci penserà il giovane e forte Kintaro, accompagnato da Kuma, un animale dalla stazza imponente, a liberare la giovane donna. Sfuggita al tragico destino che sua madre, la regina Tsukuyomi, riservò alla sorella minore Sakuya, la principessa parte assieme ai due nuovi compagni alla ricerca della genitrice e della verità. Durante il suo lungo girovagare, il gruppo scoprirà la vera causa provocante l’ira delle divinità: gli uomini conducono uno stile di vita inaccettabile, divenuti ormai ingrati e insensibili nei confronti della natura che tanto a lungo ha concesso loro un’esistenza pacifica e spensierata.

Lavoro di squadra

Come si è soliti fare nei giochi di ruolo strategici, avremo sotto controllo un intero party, al quale si aggiungeranno nuovi membri man mano che proseguiremo la nostra avventura. Ogni scontro avrà luogo su svariati campi di battaglia suddivisi in caselle, sulle quali dovremo collocare i nostri eroi. Per nostra fortuna avremo a disposizione, tra un incontro e l’altro, un versatilissimo menù, grazie al quale potremo personalizzare in ogni aspetto i nostri combattenti. In maniera simile a quanto già visto in Final Fantasy Tactics, il Jobs System consentirà ai protagonisti di specializzarsi in svariati ambiti, che siano questi guerrieri, maghi, arcieri, sacerdoti e via discorrendo. Ognuno di essi potrà usufruire di tre Jobs contemporaneamente ma solo uno, il Main Job, sarà quello caratterizzante. Il gioco presenta un’ottima varietà di armi, oggetti, incantesimi e abilità da sbloccare grazie ai punti esperienza, impreziosendo un’offerta ludica già incredibilmente ricca.

Non crediate però che sia tutto rose e fiori: ogni singolo combattimento saprà testare le vostre capacità e rischierete di fallire miseramente spesso e volentieri. Ogni mossa dovrà essere calcolata, ogni spostamento ragionato, prevedento le azioni avversarie il turno successivo. Ci sentiamo in diritto di dire che tale combat system non sia adatto ad ogni videogiocatore ma con un po’ di pratica questo saprà regalarvi non poche soddisfazioni. Altro fattore fondamentale è l’Impurità dei personaggi, la quale aumenterà gradualmente dopo ogni attacco. I nemici tenderanno quindi ad attaccare il soggetto con il tasso di Impurità più alta e scegliendo un eroe dalla grande resistenza fisica, potrete ripararvi con efficacia dai colpi.

Ciascun punto esperienza o Job Point, grazie ai quali sbloccherete stadi avanzati dei vostri Job, dovrà essere guadagnato col sudore della fronte. Sarà infatti fonte di grande orgoglio il poter visionare l’albero delle abilità, ricco di magie o mosse letali con le quali potrete superare numerosissimi ostacoli.

A scongiurare il rischio di una certa ripetitività ci pensano le quest secondarie, sempre interessanti e ideali per spezzare il ritmo della narrazione principale in maniera poco invadente.

Arte grezza

Sebbene le illustrazioni siano di ottima qualità, non possiamo dire lo stesso per quanto riguarda la realizzazione tecnica delle fasi di gioco. Proprio il comparto grafico è il tallone d’achille dell’intera produzione, figlio di un budget sicuramente non elevato, mentre la colonna sonora, per quanto presenti alcuni brani molto ispirati, tende sovente verso la ripetitività. Gli scenari sono quasi sempre abbastanza poveri, le texture non sono sempre brillanti nei tempi di caricamento, i personaggi si muovono in maniera troppo macchinosa e il ritmo di ogni scontro, scandito dal procedimento a turni, scorre fin troppo lentamente.

Concludendo…

God Wars: Future Past è senza dubbio un titolo molto valido, un GDR strategico a turni di come non se ne vedevano da tanto, troppo tempo. Una trama intrigante unita ad un combat system brillante e completo, rafforzano ulteriormente l’offerta ludica già impreziosita da ottime illustrazioni degne di un anime. Sfortunatamente tale sistema di gioco potrebbe risultare troppo complesso e fastidioso per i giocatori meno “stagionati” e il comparto tecnico non proprio al passo coi tempi farà storcere più di un naso. Vi consigliamo nondimeno di provare il titolo di NIS America e Kadogawa Games, per un’esperienza coinvolgente e ragionata in ogni suo aspetto.

 

In breve
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Laureando in Mediazione Linguistica e Culturale presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, si avvicina al mondo dei videogiochi già in tenera età.
Appassionato di cinema e cortometraggi, carica su internet video satirici e talvolta demenziali con i 3Gamersacaso e The Gentlemen.
Il suo obiettivo ultimo? Guidare le masse incolte sfruttando un pensiero laico, razionale e scientifico.
A volte riesce persino ad essere serio.