Nella prima parte di questo speciale, che vi invitiamo a recuperare nel caso vi fosse sfuggita, abbiamo analizzato brevemente la storia di Sega dal lancio del Master System ai grandi successi conseguiti da Tom Kalinske con il Mega Drive negli anni della sua gestione della controparte americana della compagnia. Grazie alla sua esperienza in fatto di vendite, il Presidente e Amministratore Delegato di Sega of America, riuscì a dar nuova vita a una console che stava pian piano finendo nell’oblio e a renderla la più venduta sul suolo americano, il tutto al netto delle intromissioni e dei bastoni tra le ruote che arrivavano dal Giappone. All’apice del suo successo il 16-bit della società superava Nintendo di due console a uno vendute, vi erano ancora molti anni davanti prima dell’uscita della nuova generazione per vendere e consolidare le quote di mercato ottenute. Sfortunatamente al di là del Pacifico non la pensavano in questo modo.

Il Mega CD

A questo punto della storia, siamo alla fine del 1992, l’utilizzo del CD ROM come supporto per i videogiochi era già stato sdoganato da tempo. La prima a farlo fu NEC con il suo PC Engine CD ROM nel 1988, Nintendo si accodò poco dopo comunicando di aver stretto un accordo di collaborazione con Sony per la realizzazione di un driver CD ROM per lo SNES. Sega non poteva di certo restare indietro e nel 1991 lanciò in patria il Mega CD, una periferica che permetteva di utilizzare giochi su disco, aggiungeva migliorie grafiche, nuove funzionalità e consentiva di leggere i CD musicali. L’uscita americana avvenne poco meno di un mese prima di quella di Sonic The Hedgehog 2 e in Europa nel 1993. Le vendite furono ovunque discrete e furono molti i giochi di successo come Lunar The Silver Star o il discusso Night Trap, che sollevò molte questioni non solo tra gli addetti ai lavori. La buona stella di questa periferica si esaurì l’anno stesso in cui uscì nel vecchio continente, quando Sega iniziò a non produrre più giochi lasciando tutto il lavoro nelle mani delle terze parti. Durante questo periodo i rapporti tra la sede giapponese e americana del colosso continuarono a essere travagliati, gli americani non vennero informati del progetto se non prima che fosse presentato al Tokyo Game Show del 1991, non ricevettero mai un prototipo funzionante perché i giapponesi temevano che avrebbero fatto trapelare informazioni all’esterno e sopratutto, le unità vennero realizzate con materiali talmente scadenti che alcune unità presero letteralmente fuoco durante il controllo qualità.

Il Mega Drive 32X

All’inizio del 1994 gli accordi tra Nintendo e Sony erano già saltati da tempo e il mondo aspettava l’uscita della PlayStation, Sega l’anno prima aveva lanciato in Giappone il Pico, una console da gioco per bambini che alla fine dell’anno sarebbe approdata anche negli Stati Uniti e in Europa. L’era dei 32-bit era alle porte e il lancio dell’Atari Jaguar aveva ridotto le vendite hardware della compagnia mettendo non poco in apprensione le alte sfere in Giappone. Il Saturn non sarebbe stato pronto al lancio fino al 1995 ed era necessaria una mossa per prendere tempo, così Sega of Japan propose di lanciare subito una nuova console, una nuova versione del Mega Drive fabbricata a basso costo ma che potesse sfruttare alcune capacità della grafica in tre dimensioni. Sega of Amrica trovò l’idea campata in aria e suggerì la realizzazione di una nuova periferica, la quale divenne il Mega Drive 32X. La realizzazione, affidata agli americani con il supporto della controparte nipponica, incontrò problemi nel momento in cui si decise di far condividere al 32X gli stessi chip a 32-bit del Saturn, quest’ultimo in sviluppo già dal 1992. Nonostante ciò le due console non sarebbero state compatibili, al contrario sarebbero coesistite sul mercato in modo da accontentare tutti i tipi di consumatori: chi non poteva permettersi il Saturn avrebbe potuto aggiornare il suo Mega Drive e beneficiare comunque della rivoluzione portata dalla grafica tridimensionale.

Sega of Japan contro Sega of America

Mentre in America si rifinivano i dettagli del lancio del 32X, dall’altra parte dell’oceano arrivò una notizia che smorzò gli animi. Il Saturn sarebbe stato lanciato in Giappone nel novembre del 1994, lo stesso mese del lancio statunitense del 32X. Ancora una volta, senza preavviso e senza lungimiranza, Sega of Japan faceva le scarpe a Kalinske e i suoi. Ora Sega of America doveva combattere contro un nuovo concorrente, l’arrivo di una nuova potente console che probabilmente avrebbe spinto buona parte dei possibili acquirenti del 32X ad aspettare, piuttosto che comprare una periferica per una macchina ormai sorpassata. Invece il lancio andò alla grande, talmente bene che la compagnia non riuscì a far fronte alle richieste che arrivavano da ogni dove. A dicembre arrivò il lancio nipponico e a gennaio del 1995 quello europeo, le cose sembravano andare molto bene finché, dopo qualche mese le vendite crollarono, molti degli sviluppatori di terze parti abbandonarono la barca e altri nemmeno ci salirono. Sviluppare giochi per 32X era complesso e l’arrivo di Saturn e PlayStation aveva messo una pietra tombale su tutto il progetto. Nel 1995 la compagnia si ritrovò così ad avere sul mercato ben sette hardware: Saturn, Mega Drive, Master System (solo in Europa e Brasile, negli Stati Uniti andò fuori catalogo nel 1992), Pico, Game Gear, Mega CD e Mega Drive 32X. Dopo aver sprecato milioni di dollari, si decise infine di concentrarsi sul Saturn e nel 1996 le due periferiche per Mega Drive andarono fuori produzione. I problemi però erano lungi dall’essere finiti.

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Il primo Metal Gear Solid per PlayStation gli cambiò la vita e da allora capì che i videogiochi sarebbero stati la sua più grande passione. Collezionista accanito, amante del Giappone e di molte altre cose, ha lavorato per Square Enix e Nintendo nel ruolo di tester oltre ad aver collaborato con IGN e VG247.it. Non ha idea di cosa gli riservi il futuro, ciò che è certo è che da grande vuole fare il videogioco.