La “Grande Guerra” sta per cominciare

La stagione autunnale è ormai dietro l’angolo e con essa si avvicina anche l’annuale “guerra degli sparatutto”. Activision sta per schierare Destiny 2 e Call of Duty WWII sul campo di battaglia mentre Electronic Arts, vantando la forza della licenza, punta tutto su Star Wars Battlefront II e sul naturale ciclo vitale dell’ottimo Battlefield 1. Lo scontro si preannuncia senza esclusione di colpi, soprattutto perché stiamo parlando di titoli pesantemente improntati sulla componente multiplayer.

Gli amanti delle campagne in singolo coinvolgenti ed esagerate, in ogni caso, possono dormire sonni tranquilli perché a breve uscirà un gioco che fa proprio dell’avventura in solitaria il suo tratto distintivo. Di cosa staremo mai parlando? Ma di Wolfenstein II: The New Colossus, ovviamente. Gli sviluppatori della nuova avventura di B.J. Blazkowicz, i ragazzi di Machine Games, hanno divulgato tante informazioni e diversi filmati di gioco, abbastanza da potervi spiegare perché The New Colossus ha tutte le carte in regola per essere una vera e propria sorpresa di fine anno.

L’incarnazione videoludica del concetto di “brutalità”

Wolfenstein: The New Order ha visto il buon Blazkowicz fronteggiare e sconfiggere un folle gerarca nazista, Deathshead. La missione di William si rivela disperata e non manca di arrecargli gravi perdite e ingenti danni fisici.

The New Colossus è il sequel diretto di The New Order e basta pensare a come incomincia per avere un’idea di ciò che i Machine Games hanno intenzione di portare nelle mani dei giocatori. Una breve quanto intensa sequenza mista tra cutscenes e gameplay vede Blazko farsi largo tra i nazisti in sedia a rotelle. Oltre allo spiccato taglio cinematografico dell’esperienza – che siamo sicuri strizzerà più volte l’occhio allo stile di Quentin Tarantino – è impossibile non accorgersi di quanto le fasi di combattimento siano state rese ancor più coinvolgenti dagli sviluppatori.

Queste le parole di Jens Mattheis, Creative Director di Wolfenstein:

“Adoriamo le nostre armi, e abbiamo voluto renderle brutali. Avrete notato, credo, il passo in avanti compiuto rispetto al primo gioco, che era già esagerato. Siamo andati ancora oltre”.

Questo “oltre” si traduce in fiotti di sangue in ogni dove, mutilazioni e ferimenti estremamente più realistici rispetto al passato, hitbox più precise ed effettistica di qualità. Cosa c’è di più importante delle sparatorie stesse in uno sparatutto? Niente. I Machine Games lo sanno ed il risultato è una cura degna di Rockstar Games per queste sezioni. Certo, non possiamo dire che in The New Order e in Old Blood le fasi di shooting non fossero convincenti ma è soltanto adesso che sono state congegnate sfruttando a dovere l’hardware delle attuali macchine da gioco.

Un’America al sapor di Terzo Reich

Il nuovo Wolfenstein ha abbandonato il setting europeo e si è trasferito in un’America completamente assoggettata dallo strapotere nazista. Nell’universo immaginario di Machine Games, vogliamo ricordarlo, gli alleati hanno perso la Seconda Guerra perché impreparati a fronteggiare un impero del male sorprendentemente avanzato per tecnologia e armamenti adottati. Quella che in principio era un grande conflitto alla luce del sole si è trasformato in una disperata lotta per la libertà, lotta che vede il buon Blazko in prima linea.

Gli sviluppatori hanno mostrato anche uno scorcio di “America occupata” e non lo hanno fatto per caso: la triste opera di propaganda portata avanti da Goebbels durante la piaga del nazismo, ad esempio, è in qualche modo presente anche in quest’avventura di finzione. L’America appare in stato di benessere agli occhi del giocatore, ma trattasi di una finta condizione che nasconde una tirannia radicata fino alle basi del tessuto sociale statunitense. A riprova di ciò, la stragrande maggioranza della popolazione sembra aver accettato la dittatura nazista e questo rende Blazkowicz una sorta di estraneo pur trovandosi, di fatto, in casa propria.

The New Colossus, in definitiva, potrebbe non rappresentare soltanto un decisivo passo in avanti per comparto tecnico e feeling degli strumenti di morte ma anche uno sparatutto convincente per setting e narrazione. Se l’ambientazione verrà accompagnata da una trama solida, allora potremmo trovarci davvero dinanzi all’opera magna di Machine Games, nonché di fronte a uno dei pochi first person shooter capaci di reggersi, ancora oggi, sulla sola esperienza in giocatore singolo. Mancano un paio di mesi al ritorno di Blazkowicz e presto sapremo se il talentuoso team di Bethesda avrà fatto centro oppure no.