Non sono mai stato un appassionato di giochi online. Se un gioco offre un comparto multigiocatore online, tendo sempre a ignorarlo. Eccezion fatta per Halo s’intende, ma anche questo alla lunga finisce per perdere d’interesse. Oltretutto trovo davvero ridicoli quei titoli da giocare in solitaria che a tutti i costi vogliono impiantare qualche funzionalità online, vedi Mass Effect 3, Assassin’s Creed Brotherhood o gli ultimi capitoli di Uncharted. I giochi massicciamente votati all’online li evito come la peste e nonostante ne abbia provati alcuni, le uniche mie passioni in questo senso restano Phantasy Star Online per Dreamcast e Ultima Online per PC. Effettivamente potrei non essere la persona giusta per scrivere questo articolo ma so che nell’urbe cibernetica in cui viviamo oggi, sono tanti quelli che la pensano come me ed è a loro che voglio dare voce. Ecco perché di seguito vi esporrò i motivi che continuano a farmi considerare Destiny un franchise pericoloso per i giocatori console.

La beta

Quando Bungie rivelò al mondo Destiny non ero più nella pelle. Gli anni passati a giocare Halo in tutte le sue incarnazioni mi avevano segnato non poco, sopratutto il primo, ODST e Reach. Cosa sarebbe potuto succedere se quegli sviluppatori d’indiscusso talento avessero avuto dalla loro il portafogli di Activision e finalmente la libertà di dedicarsi a qualcosa di nuovo? Dovevo assolutamente scoprirlo. Ancora non in possesso di una Xbox One o di una PlayStation 4, quando mi iscrissi alla beta dovetti ripiegare sulla versione Xbox 360. Poco importava, se il gioco avesse avuto spessore si sarebbe visto anche su una macchina ormai antiquata. Quando finalmente mi arrivò il codice, mollai quello che stavo facendo e accesi la console per mettere il tutto a scaricare. La mia connessione a 10 mega della Tim di allora, che in realtà viaggiava a massimo due mega, rese l’attesa più lunga del dovuto ma alla fine dopo qualche ora mi ritrovai finalmente ad avviare il gioco. L’impatto iniziale non fu per niente male anzi, le maestose architetture e lo spettro al seguito mi ricordarono non poco il su citato gioco di ruolo online sviluppato da Sega anni addietro. Proseguendo ed entrando finalmente in battaglia, ritrovai il classico coinvolgimento e stile di gioco che i giocatori di Halo conoscono bene e che al momento non ha eguali nel mondo degli sparatutto in prima persona. Poi accadde qualcosa… mentre percorrevo una distesa abbandonata vidi un altro giocatore  alle prese con alcuni nemici. La cosa mi lasciò di stucco. “Figo!” pensai, era possibile vedere e interagire con gli altri utenti ma c’era qualcosa che non tornava. Solo una volta che tornai alla lobby capii che si trattava di un gioco a estrema vocazione multigiocatore online. Staccai la connessione a internet della Xbox 360 e come sospettavo il gioco si fermò, niente connessione voleva dire niente gioco. La delusione mi prese ma solo leggendo le prime recensioni realizzai cosa era davvero Destiny: uno sparatutto in prima persona MMO, always online che probabilmente, tra espansioni e aggiornamenti, avrebbe ambito a diventare come World of Warcraft, uno dei giochi che più non sopporto al mondo.

La fine di un’era

Si era fatta strada pian piano durante la precedente generazione di console e adesso, prepotentemente, la fine di un’era si stava avvicinando. La cosa mi colse leggermente impreparato nonostante tutti gli indizi che nell’ultimo decennio mi erano stati messi d’avanti. I DLC, componenti aggiuntivi a pagamento che nel corso degli anni erano diventati dei veri e propri giochi a sé e in molti casi parti mozzate di videogioco vendute a caro prezzo, come si trattasse di qualcosa di nuovo. Le patch, dapprima di pochi kilobyte, adesso  occupavano giga. I giochi pieni di bug, forti del fatto di poter aggiustare le cose in seguito al lancio con le su citate patch. I film, la musica e gli stessi giochi da acquistare e scaricare come fossimo al PC. Il mondo delle console così come lo conoscevo era cambiato sotto il mio naso e solo ora me ne rendevo davvero conto. Alla semplicità e all’immediatezza si stavano sostituendo problemi, lunghi tempi di attesa, installazioni, aggiornamenti, insomma tutto quello che da sempre ripudiavo del videogiocare con il PC adesso stava entrando nel mondo del videogiocare con le console. Destiny in tutto questo marasma fu la sveglia che mi destò da un sogno che non volevo finisse.

 

Questione di connessione

Cosa succederà quando il supporto online a un gioco o a una console cesserà del tutto? Cosa accadrà se avremo disinstallato un gioco pieno di bug (vedi Assassin’s Creed Unity, Fallout New Vegas, Skyrim) e non potremo più scaricare gli aggiornamenti necessari a farlo girare decentemente? L’unico modo per ovviare a ciò sarà quello di avere tutti i giochi installati nella console. A questo proposito sarà necessario avere un disco rigido bello capiente visto che alcuni giochi necessitano di 20 o addirittura 50 giga di aggiornamento (vedi Final Fantasy XV, Halo The Master Chief Collection, Gears of War 4), al punto che nemmeno un tera di spazio alla fine di questa generazione potrebbe bastare a contenere tutti gli aggiornamenti e i contenuti aggiuntivi della collezione di un videogiocatore medio. A ciò si aggiunge la beffa di non poter scegliere nei giochi con componente multigiocatore, se scaricare solo le patch che lo sistemano e lasciar perdere mappe e modalità aggiuntive o viceversa. Siamo obbligati a scaricare tutto e io, che dei 20 giga di mappe online di Halo MCC ne farei volentieri a meno, devo portarmi questo peso inutile nel disco rigido.

Il destino di Destiny

Tutto ciò si ricollega ovviamente a Destiny e al suo seguito. Una volta finito il supporto il gioco non sarà più utilizzabile perché è always online, i soldi e il tempo spesi saranno stati vani e di questi non rimarrà nulla se non un disco ormai inutilizzabile. Questa cosa è inammissibile per me. Ad anni ormai dal lancio dell’attuale generazione la trasformazione delle console in PC è quasi completata, a svantaggio di chi tutto voleva tranne che farsi carico dei problemi che affliggono quel mondo, giochi come quello di Bungie rappresentano la nostra sconfitta più grande. Se avessi voluto giocare a World of Warcraft e simili, se avessi voluto aspettare ore per scaricare e installare un aggiornamento, se avessi voluto modalità multigiocatore ficcate ovunque… beh a quel punto avrei sicuramente iniziato a giocare con un PC.

Il destino dei videogiocatori console

La questione Destiny è solo la punta di un iceberg indecentemente grande e in questo articolo è stata il punto di partenza per un ragionamento molto più esteso e complesso, che abbraccia tanti aspetti del videogiocare in generale e dei cambiamenti ai quali la nostra industria preferita è soggetta da anni. L’ultimo gradino di quella che è a tutti gli effetti una degenerazione è sicuramente la messa in commercio di PS4 Pro e a breve di Xbox One X. Ancora una volta si è scelto di imitare quel che di peggio può offrire qualcun’altro, in questo caso l’industria degli smartphone. Lanciare ogni tot anni un nuovo modello di console, più potente dal punto di vista hardware e renderlo compatibile con quelle già in commercio, smantellando il classico ciclo vitale dei sistemi, che già nella passata generazione era stato alterato. Ovviamente non si fa impresa per beneficenza ma spennare i videogiocatori console come fino a ora si è fatto con altre categorie di consumatori, non è nemmeno cosa gradita. In tutta onestà da questo punto di vista il futuro del mondo console non mi pare per niente promettente e la continua deriva online non farà altro che peggiorare le cose.