Need For Speed: Payback uscirà nei negozi durante il mese di novembre. Essendo ormai giunti al termine di settembre e prevedendo una rapida conclusione per il mese di ottobre, grazie alla pletora di titoli mastodontici in arrivo, sarebbe lecito iniziare ad interrogarsi circa la bontà del prossimo capitolo targato EA.

Bisogno di velocità

Magari si potesse tornare ai tempi di Underground“, questa una delle frasi più abusate dai fan nei gruppi dei social network. È innegabile come i due capitoli della succitata serie abbiano lasciato un marchio indelebile nei nostri cuori. Tuning ignorante, musica hip hop stordente e motori rombanti: questi sono gli elementi che hanno reso celebre la saga su PlayStation 2. Dopo una parentesi simulativa tutto sommato buona con i due Shift, il brand non ha saputo poi mantenere uno standard qualitativo costante. Dopo numerosi scivoloni, ecco che EA annuncia sul palco dell’E3 il prossimo capitolo della serie, chiamato Payback. In tantissimi hanno pregato affinché le proprie richieste fossero accolte dagli sviluppatori: un ritorno al passato, con uno stile di guida arcade e un forte accento sul mondo delle corse clandestine. Possiamo quindi affermare che tutto ciò si sia avverato? Sì o almeno in parte.

Spirito di vendetta

Tornati a casa dopo una stancante giornata di lavoro o in Università, desiderosi di una bella bistecca, troviamo in tavola del misero brodino vegetale. Giuriamo quindi vendetta nei confronti dell’intero universo, con una furia tale da far impallidire il già poco abbronzato Kratos. Con lo stesso spirito di rivalsa, Need For Speed decide di tornare sulla scena videoludica internazionale. Ambientato in un mondo aperto (oseremmo dire: “…e quando mai no”), il titolo di Ghost Games ci calerà nei panni di ben tre personaggi giocabili. Grazie all’utilizzo di sequenze scriptate, Payback promette momenti degni di un film d’azione. Tornano in maniera del tutto inaspettata i Takedown: scontri mortali ai limiti della fisica, direttamente dalla defunta (?) serie Burnout di Criterion, grazie ai quali ci libereremo dei nostri avversari spappolandoli contro il guardrail.

Ciò che più ci interessa però sono due elementi: il tuning delle vetture e gli scontri con i boss.

Pimp My Ride

Ammettiamolo candidamente: rendere la nostra auto velocissima, tamarra e più addobbata di un albero di Natale il 25 dicembre, è ciò che ci ha sempre fatto godere in passato. Delusi sempre più da capitoli tendenti alla simulazione, siamo ogni volta rimasti frustrati dinanzi all’impossibilità di modificare il nostro veicolo. Con Payback però la musica sembrerebbe cambiare: da quanto visto tramite gli svariati filmati pubblicati in rete, in questa nuova iterazione della serie sarebbe stato lasciato ampissimo spazio al tuning estetico. Non possiamo dire lo stesso per quanto riguarda le prestazioni dei bolidi, in quanto poco si è visto in merito. Qualora gli sviluppatori dovessero mantenere ogni promessa, potremmo nuovamente sentirci come il rapper Xzibit durante l’installazione di un nuovo paraurti non di serie.

L’eredità di Most Wanted

Direttamente dietro i due capitoli Underground, segue sul podio dell’amore il mai dimenticato Most Wanted. Punto focale del titolo per PlayStation 2 era lo scalare la classifica della blacklist, sconfiggendo ogni boss e sottraendogli l’auto con un po’ di fortuna. La soddisfazione che ne derivava era paragonabile alla sconfitta di Smough e Ornstein in Dark Souls. Need For Speed Payback sembrerebbe voler ritornare verso quei lontani lidi, seppur parzialmente, offrendoci la possibilità di sgominare i capi di un cartello criminale. Non sappiamo ancora in che modo abbiano luogo gli scontri e quali ricompense si possano ottenere. Solo il tempo saprà darci una risposta ma intanto non dimentichiamoci di un fattore incoraggiante: la presenza della polizia.

Concludendo…

Reduci da una lunga sfilza di delusioni e occasioni mancate, non ci resta che riporre le nostre speranze in Payback. Ciò che ci auguriamo è che gli sviluppatori mantengano la parola data, riportando il brand alle origini, con uno stile di guida spiccatamente arcade, auto personalizzabili in ogni dettaglio e inseguimenti al cardiopalma. Restate con noi nei prossimi mesi, in attesa di buone nuove e della nostra personalissima recensione.