Il ritorno di Runic Games

La software house Runic Games si è resa particolarmente celebre dall’utenza PC grazie ai due – riuscitissimi – capitoli di Torchlight, RPG hack & slash dalle meccaniche di gameplay alla Diablo, arrivati persino a competere con l’ultima iterazione della celebre saga di casa Blizzard ed uscendone vincitori in alcuni ambiti. L’azienda statunitense, che avrebbe potuto cullarsi sugli allori e confezionare un terzo – richiestissimo – capitolo, ha deciso invece di cimentarsi con una nuova IP presentando al mondo Hob, un adventure/platform game dalle atmosfere oniriche.

Mossa azzardata o scelta coraggiosa da premiare? Scopriamolo insieme nella nostra recensione!

Poesia in movimento

È un periodo davvero fertile per i giochi indie di particolare evocazione “artistica”. Basti pensare a titoli come Child of Light, Inside, Limbo e molti altri. Hob appartiene proprio a questa categoria di titoli e non sfigura nemmeno dinanzi a mostri sacri come The Witness e Samorost 3. Avviata una nuova partita verrete catapultati in un mondo pieno di colori, in totale armonia, caratterizzato da un comparto grafico decisamente peculiare, che saprà di sicuro sorprendervi se siete amanti della poesia visiva.

Poesia, è proprio questo il perno centrale del comparto audiovisivo di Hob. Persino la trama, costituita da brevi scenette scriptate col motore di gioco senza alcun dialogo, scende in secondo piano dinanzi al meraviglioso scenario messo in atto dai ragazzi di Runic Games. Per molti versi l’espressione narrativa di Hob ci ha piacevolmente ricordato quella delle opere di Fumito Ueda, caratterizzata da quell’alone di magia e mistero che pervade il titolo dall’inizio alla fine. Altre similitudini col “papà” di Ico e Shadow of the Colossus sono riscontrabili nella soundtrack di gioco: Hob riesce ad eccellere nel montaggio sonoro con abile maestria, relegando i momenti di maggiore enfatizzazione proprio nei passaggi chiave, risultando poco invasiva e ben inserita. Insomma, da un punto di vista meramente artistico c’è da fare un grosso applauso ai Runic Games per il lavoro svolto su Hob.

Grattacapi e fendenti

Esplorazione ed enigmi sono i punti cardine scelti da Runic Games nello sviluppare Hob. Ne consegue un level design fantastico, che ben si sposa con l’ossatura del gameplay, caratterizzata appunto da casse da spostare, salti, piattaforme da attivare e ostacoli da superare: tutto si incastra alla perfezione nel mondo di Hob. Progredendo nell’avventura sarà possibile acquisire varie abilità ed oggetti che permetteranno di accedere ad aree del gioco, prima impossibili da raggiungere. La componente “ruolistica” si fa sentire proprio in virtù del risolvimento dei vari puzzle o il superamento di alcune aree: durante lo svolgimento dell’avventura si potranno recuperare determinati materiali da scambiare, in apposite officine, con alcuni upgrade indispensabili per il completamento della campagna. Il mondo di gioco vanta la presenza di numerosi collezionabili, capaci di garantire una buona longevità al titolo: buttandosi subito nel sodo dell’azione, fino all’endgame, Hob garantisce tra le 8 e le 9 ore di gameplay, con la possibilità di decidere tra un finale buono ed uno cattivo… ma non vi diremo nient’altro di più per non rovinarvi la sorpresa. Per i “collezionisti” interessati a sbloccare tutti gli achievement, il tempo di gioco potrà dilatarsi fino alle 15 ore.

Le abilità del protagonista sono varie e diversificate, grazie anche all’equipaggiamento che ci verrà affidato nello svolgimento dell’avventura. Il primo oggetto di cui entreremo in possesso sarà l’enorme mano di un robot capace di trarci in salvo durante le situazioni di pericolo. Successivamente entreremo in possesso di una una spada (ce ne sono diverse durante il gioco) con la quale sarà possibile affrontare i combattimenti con le creature avverse di Hob. Proprio analizzando nello specifico i combattimenti, c’è da sottolineare una critica negativa nei confronti di Runic Games, che andremo ad analizzare nel prossimo capitolo della nostra recensione.

Non è tutto oro ciò che luccica

Il fighting system proposto in Hob è davvero troppo semplice nelle sue meccaniche, sfigurando se messo a confronto con alla fase puzzle/esplorativa. In Hob, infatti, ci limiteremo a sguainare la spada ed evitare gli attacchi nemici compiendo capriole in varie direzioni. Il tutto si svolge in maniera piuttosto sistematica e lineare, non costituendo una vera e propria sfida per il giocatore. Inoltre il sistema di lock dell’avversario risulta a tratti scomodo – oltre che frustrante – in virtù del fatto che le telecamere di Hob sono fisse e non sono soggette ad alcun tipo di rotazione da parte del giocatore. Questa caratteristica mina, alle volte, la godibilità del titolo, andando persino ad impattare nelle sessioni esplorative (più e più volte ci siamo ritrovati a sbagliare un salto poiché la visuale risultava ingannevole). Per onor di completezza ci sono da ravvisare anche dei vistosi cali di frame rate che, spesso e volentieri, non garantiscono una totale fluidità del gioco, anche se siamo convinti che gli sviluppatori sistemeranno questa lacuna tecnica con future patch(le cose sembrano essersi già sistemate con l’ultimo aggiornamento nda).

Ultimo appunto negativo, ma totalmente opinabile a seconda delle vostre preferenze, và fatto sulla dispersività di cui soffre la mappa di gioco, soprattutto nelle fasi iniziali. Essendo un concetto intrinseco nella meccanica di gioco il fatto di dover tornare sui vostri passi per sbloccare alcune aree, come precedentemente detto, spesso non saprete dove tornare o proseguire: non è neanche presente la possibilità di inserire un indicatore con gli obbiettivi verso il quale proseguire. Inconveniente che si risolve da solo nella seconda parte di gioco con alcuni punti segnaposto collocati sulla mappa ad aiutare il giocatore nei tragitti da intraprendere tra le varie macro aree sbloccabili.

Concludendo

Runic Games presenta un prodotto di pregevole fattura artistica, anche se non esente da lacune che ne vanno ad intaccare il lato gameplay. Ma, a nostro modesto parere, la scelta degli sviluppatori di cimentarsi con una nuova IP, piuttosto che con un ipotetico terzo capitolo di Torchlight, và premiata senza sè e senza ma. Se cercate un’esperienza che vada al di là del lato ludico di un videogame, e che abbia un’atmosfera particolarmente ispirata, vi possiamo assicurare che con Hob non ve ne pentirete affatto.

In breve

  • Genere: Avventura/Puzzle
  • Sito web: Vai al sito
  • Data di rilascio: 26 settembre 2017
  • Sviluppatore: Runic Games
  • Distributore:
  • Publisher: Runic Games
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