Dubbi amletici

Quando durante l’E3 2017 i ragazzi di Arc System Works hanno annunciato Dragon Ball FighterZ, i fan del celebre universo di Akira Toriyama hanno acquistato un biglietto di sola andata per il manicomio. Un titolo graficamente eccezionale, capace di restituire quel feeling tipico dei combattimenti di Dragon Ball che da troppi anni latitava nelle incarnazioni videoludiche della serie.

Ogni singolo attacco dei combattenti presenti in FighterZ corrisponde a una tavola del manga originale e non manca di stupire per fedeltà all’opera di Toriyama. Gli sviluppatori hanno avuto successo anche nel portare alla vita i beniamini dei fan grazie a una modellazione poligonale paragonabile al lavoro certosino dei monaci amanuensi nel Medioevo.

Dubbi sulla bontà tecnica del titolo – in definitiva – non ne abbiamo e siamo rimasti altrettanto colpiti dall’ottimo funzionamento dei feroci scontri 3 vs 3, anima pulsante dell’intera esperienza.

Purtroppo c’è ancora un grande interrogativo a impedirci di dormire sonni tranquilli per il destino del nuovo Dragon Ball, una di quelle amletiche considerazioni in grado di ribaltare – in negativo – le carte in tavola.

Quanti e quali guerrieri vedremo nel titolo di Arc System Works?

Il fantasma di Dragon Ball Z: Burst Limit

Gli sviluppatori del gioco lo hanno già rivelato in un’intervista, il roster di FighterZ non potrà in alcun modo concorrere con quello di Xenoverse 2 in termini di quantità ma riuscirà a sopperire a tale mancanza perché ciascun combattente “si giocherà” molto diversamente dall’altro.

Questa filosofia non costituirebbe alcun rischio in circostanze diverse ma siamo sicuri che possa considerarsi valida anche nel caso di Dragon Ball?

Ci spieghiamo meglio.

Nell’ormai lontano giugno 2008, Bandai Namco e Dimps pubblicarono un controverso capitolo della serie, destinato a rimanere impresso nei cuori e nelle menti dei fan come un “capolavoro incompiuto”.

Burst Limit – questo il nome del gioco in questione – vantava un comparto grafico assolutamente d’eccezione, una riproduzione certosina degli eventi di Dragon Ball Z fino alla saga di Cell e un sistema di combattimento tratto dal mai dimenticato Budokai 3: combinazioni veloci, onde energetiche spettacolari e animazioni dei guerrieri degne del cartone animato erano i capisaldi di quella che sarebbe potuta essere l’esperienza di Dragon Ball definitiva.

Purtroppo il gioco non ottenne i risultati sperati in sede di recensione e il motivo di ciò fu principalmente uno: la spiazzante povertà di contenuti.

La modalità storia del titolo di Dimps andava a esaurirsi in pochissime ore, infatti non comprendeva la saga di Majin Bu e conteneva due singoli episodi bonus a tema Bardack e Broly. Molti dei personaggi inseriti, dai Saibaman alla Squadra Ginyu passando per i Guerrieri Z secondari fino agli Androidi, avrebbero potuto cedere il posto ad altri “candidati” ben più importanti e desiderati. Per questi motivi, nonostante fosse molto divertente da giocare in compagnia di un amico, l’esperienza offerta da Burst Limit risultò decisamente compromessa.

Concludendo…

Il mondo di Dragon Ball è semplicemente sterminato e di recente – con l’arrivo di Super – è andato a espandersi ulteriormente. FighterZ rappresenta un’occasione molto ghiotta per tutti coloro che non vedono l’ora di combattere con i nuovi, potentissimi, guerrieri tratti dal nuovo manga (e cartone animato) ma probabilmente – meglio prepararsi – ciò avverrà soltanto in piccola parte.

Nel recente Injustice 2 di Netherrealm Studios, mediante un sistema di DLC tutt’altro che economico a dire il vero, sta avvenendo l’implementazione di un nuovo combattente per ogni mese di vita del gioco. Dragon Ball FighterZ potrebbe a questo punto adottare una soluzione analoga per introdurre personaggi dagli universi GT, Super e OAV e prolungare – al contempo – il suo ciclo vitale.

Potremmo davvero trovarci all’inizio di una nuova era per i picchiaduro, il tempo dei “roster base” e dei “roster premium”, con questi ultimi disponibili soltanto per coloro che accetteranno di effettuare un ulteriore esborso in moneta sonante.

A voi la parola.