La nuova avventura del porcospino di SEGA

Reduci dall’ottimo Sonic Mania e memori di un passato glorioso, abbiamo riposto grandi speranze in Sonic Forces. Contrariamente a quanto avvenuto per la sua versione classica, le avventure in veste “moderna” del mammifero più veloce al mondo non sempre hanno regalato grandi soddisfazioni. Eccezion fatta per i due validissimi Colors e Generations, il brand non ha saputo evolvere costantemente la propria formula di gioco, mantenendo stretti sempre i soliti difetti. Che la musica sia cambiata con questo nuovo episodio?

Si torna a correre

Fin dal lontano 1991, Sonic The Hedgehog ha rappresentato l’alternativa più valida da parte di SEGA per contrastare Mario e il mastodonte di Kyoto. Le linee guida per la stesura della trama sono da sempre le stesse: il malvagio Dr. Eggman minaccia la Terra con le sue automazioni. Tocca quindi al porcospino supersonico entrare in azione per debellare il pericolo, sconfiggendo ogni volta, inesorabilmente, lo scienziato malvagio. Anche Forces in questo caso non è affatto da meno, proponendo nuovamente l’arrivo di una sciagura incombente perpetrata da Eggman ai danni della nostra allegra masnada. Grazie al potere del rubino fantasma, il dottore baffuto è stato in grado di dare vita alla sua nuova e pericolosissima creazione: Infinite – questo il nome dell’antagonista – è capace di sferrare potentissimi attacchi telecinetici, controllare la materia, distorcere la realtà e creare cloni perfetti delle peggiori nemesi di Sonic. Fanno quindi il proprio ritorno alcuni supercattivi dei titoli precedenti come Metal, Chaos, Zavok e anche Shadow. Dopo aver inizialmente sconfitto il nostro eroe, l’armata del male procede conquistando circa il 90% del pianeta, ostacolata solo da quei piccoli gruppi di ribelli capitanati da Knuckles e Tails. Il nostro scopo sarà quello di salvare Sonic dalle grinfie di Eggman e andare in guerra per liberare tutte le zone occupate dalle sue milizie.

Ancora una volta siamo ben distanti dai toni fanciulleschi dei primi capitoli: SEGA – così come capitato spesso in passato – sottopone alla nostra attenzione una trama dai toni maturi, forse anche troppo per il brand in questione. L’oscurità forzata, verso la quale la narrazione è spinta, si sposa male con il contesto generale della saga, cercando momenti di grande tensione e scontri epici in pieno stile giapponese senza però mai trovare il giusto appeal. Sin dai tempi di Sonic Adventure, Shadow The Hedgehog e Sonic 2006, ci chiediamo se non fosse stato meglio restare fedeli ai canoni classici, sia per quanto riguarda il look dei personaggi che per lo stile dello storytelling. Considerando inoltre gli evidenti buchi all’interno della trama, in una maniera del tutto “marzulliana”, ci siamo posti una domanda (retorica) e ci siamo dati una risposta.

Compare un nuovo sfidante

A differenza di quanto dimostrato da Nintendo con l’epopea di Mario, i team di SEGA hanno da sempre faticato nel saper proporre una formula di gioco nuova e fresca, mantenendo intatti i parametri stabiliti fin dal primo passaggio alle tre dimensioni. A distanza di circa 18 anni dalla prima avventura in 3D, Sonic ha proposto costantemente le medesime meccaniche di gioco, conservandone sia pregi che – innumerevoli – difetti. Con Forces, Sonic Team ha provato ad inserire elementi inusitati per la serie, come la creazione di un proprio personaggio da personalizzare con una pletora di accessori, armi e indumenti. Sebbene tale processo sia abbastanza divertente, difficilmente ci sembrerà che la nostra creazione prenda parte in modo convincente all’avventura, risultando spesso fuori contesto e senza una precisa personalità. Contando il numero di protagonisti e comprimari apparsi all’interno di questo capitolo, sarebbe forse stato più conveniente poter impersonare uno di essi. Il numero di livelli da portare a termine è discreto e – giocando in modalità Normale – potrete concludere il gioco in una manciata di ore. Il fattore rigiocabilità però esiste ed è giustificato dalla presenza degli anelli rossi da raccogliere nei vari percorsi principali e secondari. Al termine di ogni stage, la nostra prestazione sarà valutata in base al tempo impiegato, al numero di ring, nemici sconfitti e game over.

Per quanto il nuovo motore grafico riesca a regalare qualche spunto gradevole, il level design non risulta abbastanza ispirato: gli sviluppatori hanno sì proposto alcuni mondi del tutto nuovi ma allo stesso tempo, questi sono accompagnati da paesaggi già esplorati più e più volte in passato, tradendo forse una mancanza netta di creatività. Non mancano momenti scriptati e quick time event, i quali rendono leggermente più gradevole e fluida l’azione. Le meccaniche di gioco sono le medesime di sempre, farcite da un sistema di controllo claudicante, cadute accidentali, traiettorie predefinite mal calcolate, lock-on dei nemici non sempre rispondente e sezioni di platforming 2D da rivedere completamente. Capiterà molto spesso di precipitare in pozzi senza fondo in seguito ad un salto, viziato dall’elevata velocità del personaggio e dallo scarsissimo controllo in volo che avrete su di esso. Giunti a questo punto, consapevoli della testardaggine degli sviluppatori nel non voler assolutamente rivedere la formula di gioco, iniziamo a domandarci cosa possa riservarci il futuro di Sonic e – qualora si continuasse pedissequamente in tale direzione – gli scenari potrebbero essere molto, molto bui.

“Colpo d’occhio? Meh”

Non abbiamo problemi ad ammetterlo, l’Hedgehog Engine 2 – se impiegato con giusto criterio – potrebbe regalare davvero grandi soddisfazioni. Sfortunatamente, Sonic Forces non riesce pienamente nemmeno in questo intento. Per quanto i modelli dei personaggi siano ben ricreati e alcuni scorci paesaggistici allietino l’occhio (es: Green Hill), non sempre ci troveremo dinanzi ad un prodotto di qualità eccelsa. Texture sottotono e aliasing affliggono quello che potrebbe essere tutto sommato un buon comparto tecnico. I 60 fotogrammi al secondo non sempre vengono assicurati, specialmente nei momenti di particolare confusione, rendendo ancor più difficile proseguire all’interno di un livello già complicato a sua volta. La colonna sonora fa un buon lavoro e anche il doppiaggio italiano è discreto: lo stesso però non si può dire dei dialoghi, caratterizzati – per dirla all’americana – dalla cosiddetta “cheesiness”, con risposte scontate, battute un po’ infantili e conversazioni degne dei peggiori episodi dei Power Rangers.

Concludendo…

Perdonerete il nostro amaro sfogo in sede di recensione ma – per quanto alcuni spunti siano sicuramente interessanti e divertenti – Sonic Forces rappresenta per noi una cocente delusione. Ogni difetto tecnico e dello stile di gioco è stato religiosamente preservato, in barba alle numerosissime lamentele dei fan storici. A poco serve una trama dai toni forzatamente drammatici, la quale non riesce a coinvolgere emotivamente lo spettatore. Sarebbe probabilmente più produttivo restare fedeli ai canoni classici della serie, sotto ogni punto di vista. Da oramai quasi vent’anni SEGA ha dimostrato di non riuscire e di non essere intenzionata ad evolvere una formula stantia, non sempre convincente e farcita di numerosi problemi di natura tecnica. Non avendo noi i paraocchi, non essendo pronti ad accettare qualunque compromesso pur di mettere le mani su di una nuova avventura per Sonic, abbiamo deciso di far sentire forte il nostro disappunto. È giunto il momento che gli sviluppatori prendano coscienza della situazione e misurino le proprie capacità e ambizioni: non saper fare di meglio e regalare al pubblico prodotti mediocri di una serie storica è sempre peggio che chiuderla qui, definitivamente.

 

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Laureando in Mediazione Linguistica e Culturale presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale, si avvicina al mondo dei videogiochi già in tenera età.
Appassionato di cinema e cortometraggi, carica su internet video satirici e talvolta demenziali con i 3Gamersacaso e The Gentlemen.
Il suo obiettivo ultimo? Guidare le masse incolte sfruttando un pensiero laico, razionale e scientifico.
A volte riesce persino ad essere serio.