Steam è oramai divenuta la culla di sviluppatori più o meno talentuosi, ai quali è permesso esprimere la propria creatività pur non disponendo di budget elevatissimi. Per molti piccoli studi, la piattaforma di Valve è stata una vetrina di lancio per l’olimpo dei videogames – basti pensare ai fantastici titoli sviluppati dallo studio indipendente Playdead – mentre per molti altri si è trattato di finire nel buco nero delle librerie Steam zeppe di titoli ai quali gli utenti non si son mai degnati di giocare un sol minuto. Lo studio di sviluppo MMEU – autori dei non proprio indimenticabili Sparkle Zero, Atlantis VR e Startide – seguendo la scia dei vari Outlast, Resident Evil 7 e, più propriamente, Alien: Isolation, presentano al mondo la loro ultima fatica: Hollow, un survival horror in prima persona – dai tratti disturbanti – ambientato su una navicella spaziale alla deriva.

Andiamo a scoprire insieme cosa ne è venuto fuori!

Nello spazio nessuno può sentirti urlare…

“Non mi importava nulla di questa nave… di questa struttura… non me ne fregava nulla… Dovevo soltanto… C’era qualcosa nel profondo della mia mente, della mia carne, che fremeva dal desiderio di sapere…”

Queste sono le parole che il protagonista enuncia nell’intro del gioco, mentre si accinge a sbarcare su una misteriosa navicella spaziale deserta… almeno all’apparenza. Tutto il gioco è ambientato a bordo di questa, non meglio precisata, stazione spaziale, fatta di hangar, corridoi, ascensori e spazi angusti. Non appena comincerete l’esplorazione  sarete guidati, da alcuni indizi su schermo, ad attivare uno dei generatori di emergenza, visto lo stato di totale black out – che non fa presagire nulla di buono – in cui versa l’intera navicella. Riattivata la corrente, tramite un rompicapo a dire il vero un po’ troppo facile, faremo la conoscenza delle creature che popolano il mondo di gioco: dei mostri dalle sembianze femminili frutto di un qualche esperimento genetico, dotati di quattro braccia, pronti a portarvi al cruento “game over”.

Fortuna vuole che saremo dotati di una sorta di pistola elettrica per difenderci dagli attacchi nemici – anche perché il piede di porco che troverete ad inizio gioco si rivelerà ben presto inutile – con la quale potremo rallentare le creature o eliminarle definitivamente tramite un preciso headshot. Sparsi per la mappa troveremo indizi su quel che è successo sulla stazione spaziale e, senza voler incorrere in spoiler, vi anticipiamo che verso il finale – raggiungibile in 5/6 ore di gioco – Hollow regalerà un intenso colpo di scena che mischierà completamente le carte in tavola, un notevole plot twist considerando che ci troviamo di fronte ad un titolo indie. Ci saranno anche delle brevi – ma intense – sequenze scriptate, animate dal motore di gioco, nelle quali verranno spiegati diversi avvenimenti passati del protagonista e della sua relazione con un altro membro dell’equipaggio. Insomma, MMEU non si è affatto risparmiata sulla complessità della trama per Hollow che, a nostro giudizio, risulta ben riuscita e integrata nell’atmosfera del titolo.

Escono fuori dalle fottute pareti!

Nella schermata principale del titolo gli sviluppatori vi raccomandano di giocare con le cuffie e il perché è presto detto: l’intera avventura sarà accompagnata da suoni ed effetti che definire disturbanti sarebbe riduttivo: nei momenti più concitati la soundtrack metterà a dura prova le vostre viscere, per non parlare dei versi mostruosi partoriti dai mostri che infestano la stazione spaziale, capaci di farvi letteralmente saltare dalla sedia (e chi vi scrive è cresciuto a pane ed horror) in un turbine di paura e inquietudine perenne in pieno stile Dead Space e Alien: Isolation, di sicuro due dei titoli a cui la casa di sviluppo si è maggiormente ispirata per Hollow. Per quanto riguarda il versante grafico, Hollow non fa di certo gridare al miracolo: le texture e i modelli poligonali non sono di altissima qualità e spesso capiterà di incappare in vistosissimi cali di frame-rate e sporadici bug. Pollice in su invece per l’illuminazione e gli effetti particellari che contribuiscono in maniera sostanziale all’atmosfera claustrofobica e terrificante del titolo targato MMEU.

Probabilmente il tallone d’achille di Hollow risiede proprio nel gameplay; non fraintendete il gioco è abbastanza godibile, ma soffre di una certa ripetitività con il proseguire degli eventi. Dai puzzle mai davvero impegnativi agli scontri con le creature immonde, lo schema di gioco non viene mai davvero cambiato; persino nello scontro finale la formula resta sempre la stessa con il giocatore intento ad effettuare headshot su headshot in modo da abbattere definitivamente i nemici che gli vengono incontro.

Particolarmente apprezzato, invece, il sistema di salvataggio che consiste in terminali sparsi per la mappa, unici veri checkpoint dell’intero gioco; una soluzione che ci ha ricordato le macchine da scrivere dei primi Resident Evil: vi assicuriamo che l’ansia di perdere tutti i progressi fatti tra un terminale e l’altro a causa di un game over è davvero alta, elemento non da poco in un gioco che fa dell’atmosfera  survival horror la sua colonna portante.

Conclusioni…

Hollow si è rivelato davvero una piacevole sorpresa. Se siete amanti dell’horror a “tinte cosmonaute” troverete nel titolo sviluppato da MMEU una piccola perla: a partire dalla trama ben sviluppata fino ad arrivare alla terrificante atmosfera, passando per gli effetti sonori di altissimo livello e la sensazione perenne di angoscia. Qualche lacuna sotto l’aspetto tecnico e un gameplay a tratti troppo ripetitivo non minano in maniera grave la godibilità del titolo che risulta davvero affascinante nella sua totalità.

Ecco, se proprio lo dovessimo sconsigliare a qualcuno diremmo ai deboli di cuore di tenersi alla larga!