La serie Yakuza in occidente e sopratutto in Europa ha sempre vissuto di alti e bassi, sopratutto questi ultimi visto che la pubblicazione dei vari capitoli ha accumulato un grande ritardo nel corso degli anni. Dopo il flop del primo Yakuza, l’unico doppiato in inglese, tradotto in italiano e nelle altre principali lingue del vecchio continente, gli altri titoli hanno beneficiato unicamente del doppiaggio originale giapponese e dell’adattamento in inglese. Riguardo i numerosi spin off ambientati nel Giappone feudale o quello a vocazione zombi, solo quest’ultimo ci è giunto, lasciando l’amaro in bocca ai pochi appassionati. Nel corso degli anni però qualcosa è cambiato da questo lato del globo, l’utenza ha chiesto a gran voce il ritorno della serie. L’uscita di Yakuza 5, grazie alla collaborazione di Sony, anche se solo in formato digitale, ha ridato slancio al franchise in occidente, dove oggi sembra vivere una giovinezza che non ha mai avuto prima. Addirittura molti giocatori nostrani si chiedono inorriditi perché non vi siano almeno i sottotitoli in italiano, senza conoscere quanto sia sostanzioso l’investimento che una compagnia deve fare per assicurare un adattamento di alta qualità, a fronte di vendite magari non del tutto soddisfacenti. Yakuza 0 e Yakuza Kiwami sono usciti entrambi quest’anno, come a voler recuperare il tempo perduto, riscuotendo un buon successo di critica e pubblico, Yakuza 6 The Song of Life ci aspetta a marzo dell’anno prossimo e non vediamo l’ora di metterci le mani sopra. Intanto, diamo un’occhiata a Yakuza Kiwami 2, rifacimento del secondo capitolo della serie, che come il primo Kiwami non solo ci permetterà di giocare in una nuova veste grafica un titolo di grande spessore, ma lo arricchirà con le più recenti conquiste di gameplay sviluppate per il franchise.

Scontro tra draghi

La scena si apre a Sotenbori, un distretto di Osaka molto simile a Kamurocho per le attività e gli individui che vi si possono trovare. Kazuma Kiryu è appena giunto in città con Daigo Dojima, diretto pretendente alla guida del clan Tojo, al fine di trovare una soluzione pacifica alle recenti tensioni che sono nate tra il su detto clan e l’Alleanza Omi. Giunge al The Grand, il club gestito in passato da Goro Majima, nel quale incontra Ryuji Goda, colui che è definito il Drago del Kansai. Questa è la prima volta che Kazuma, detto il Drago dei Dojima, incontra qualcuno al suo livello sia per prestigio che per padronanza del combattimento e lo scontro sembra inevitabile. Non aggiungerò altro, una storia con questi presupposti va goduta direttamente con il pad alla mano, ma coloro che hanno giocato Yakuza 0 ricorderanno sicuramente di aver aiutato un giovane Goda mentre si faceva strada nella malavita.

Sotenbori by night

Una volta liberi di esplorare ci si aprirà letteralmente un mondo. Essendo questa demo ritagliata dalla parte iniziale del gioco, saranno in realtà poche le attività secondarie alle quali potersi dedicare ma non mancheranno di lasciarci ben intendere quale sarà l’offerta che ci attenderà nel gioco completo. In modo simile a quando giravamo per Kamurocho, il cuore di Sotenbori si schiude di notte, quando le mille luci dei tanti locali e localini brillano in contrasto con il cielo nero. Quando le strade si riempiono di lavoratori appena usciti dai tanti uffici e gli avventori più audaci iniziano a fare il filo alle ragazze degli hostess club. Mentre si passeggia, notiamo una ragazza vestita in latex e con una mascherina, è circondata da loschi individui, meglio controllare cosa sta succedendo. Vista la nostra limitata conoscenza del giapponese, il dialogo resterà in parte incomprensibile ma ciò che è assolutamente chiaro è che la pulzella ha bisogno del nostro aiuto. Calci, pugni e prese hanno la meglio sul gruppetto che si defila lasciandoci incolumi alla mercé dei ringraziamenti della ragazza. Anche oggi abbiamo fatto il nostro dovere. A questo punto ci fermiamo a un chiosco di takoyaki e decidiamo di ricompensarci con una bella porzione da mangiare per strada mentre ci avviamo alla ricerca di qualche svago. Ecco che compare un negozietto che vende video osé che non possiamo non visitare. All’interno sventolano poster di belle ragazze ammiccanti e sono presenti scaffali con vari video, vicino al bancone c’è una porta che conduce sicuramente a prodotti molto più spinti ma l’accesso ci è negato e ci accontentiamo dei film che abbiamo sotto mano. Per chiudere la serata andiamo a fare due tiri a freccette ma una esperta giocatrice ci riduce al verde e questo punto è meglio tornare a casa. Sotenbori si rivela essere come un novello Virgilio che ci conduce mano nella mano in quel meandro di contraddizioni, sesso, divertimento e violenza che è il Giappone moderno, un viaggio che speriamo di poter riprendere al più presto.

Ciò che dà vita a un drago

Il primo impatto con Yakuza Kiwami 2 è spettacolare, chi ha giocato a Yakuza 0 e al primo Kiwami noterà subito il salto tecnico dovuto all’utilizzo del Dragon Engine, lo stesso motore che muove Yakuza 6. Il colpo d’occhio è ottimo con shader di alta qualità e un sistema di illuminazione che restituisce realismo grazie alle varie superfici riflettenti, pelle dei personaggi compresa. I volti dei protagonisti, sono storicamente realizzati in modo impeccabile ma adesso rasentano lo stato dell’arte con rughe, sudore, butterature e molto altro. La risoluzione è di 1080p e nonostante i 30 frame al secondo, il titolo risulta più fluido dei precedenti che potevano vantarne 60, probabilmente perché Kiwami 2 come il sesto capitolo è realizzato solo per PlayStation 4 e non anche per PlayStation 3. Grande beneficio dalla realizzazione tecnica ne trae anche il sistema di combattimento, adesso più fluido ed efficace nel riconoscere le collisioni. Ciò che manca è invece la possibilità di scegliere tra vari stili di combattimento, cosa che tanto aveva dato in termini di varietà e divertimento nei precedenti capitoli usciti per l’ammiraglia Sony. Ritorna il classico e micidiale stile del Drago dei Dojima che vanta comunque una grande profondità grazie all’introduzione di cinque parametri: muscoli, agilità, coraggio, tecnica e fascino. Migliorarli sarà fondamentale, a seconda del nostro modo di combattere uno o più attributi aumenteranno di conseguenza e forniranno punti da poter spendere in nuove mosse o abilità passive.

Concludendo…

Nel giro di un’ora e mezza o due, riuscirete a venire a capo di tutto ciò che ha da offrire questa demo, la quale sarà per gli appassionati come un succulento antipasto prima della fantastica portata principale. Il Dragon Engine e le sue meraviglie tecniche danno nuova vita a un titolo di alto valore come Yakuza 2. Resta solo qualche piccola perplessità nel ritorno a un solo stile di combattimento. Inoltre, il primo Kiwami ha beneficiato di una riscrittura che ne ha modernizzato la storia e l’ha aggiornata in base agli eventi di Yakuza 0. Ci sarà qualche nuova aggiunta anche qui? Comunque nel complesso le impressioni sono molto positive e nonostante non sia il capitolo più riuscito della serie, è un titolo da giocare obbligatoriamente.