La lineup di esclusive Nintendo Switch – nel primo anno di vita della console – è stata, senza alcun dubbio, soddisfacente. Dopo aver letteralmente passato decine e decine di ore nelle distese di Hyrule, attraversato universi variegati e colorati nei panni di un baffuto idraulico, siamo oggi pronti a mettere le mani su quella che sembra essere, a tutti gli effetti, la “next big thing” della console ibrida targata Nintendo. La saga di Xenoblade, di cui ci accingiamo a recensire il nuovo capitolo, ha da sempre vissuto in perfetta simbiosi con “mamma” Nintendo, rilasciando due capitoli di indubbia qualità. Il primo Xenoblade Chronicles, rilasciato su console Wii e New Nintendo 3DS, è stato uno tra i JRPG maggiormente apprezzati della passata generazione, venendo addirittura considerato un punto di riferimento nel genere. Il seguito della perla di Monolith Soft, Xenoblade Chronicles X, non riscosse altrettanto successo (forse anche a causa delle scarse vendite di WiiU) ma si dimostrò comunque un prodotto di indubbia qualità, capace di sfamare le voglie dei fan orfani del primo capitolo. L’annuncio di Xenoblade Chronicles 2, provocò il visibilio dei fan desiderosi di intraprendere un nuovo viaggio imbracciando la neonata console Nintendo Switch.

Grazie ad una copia anticipata fornitaci da Nintendo, abbiamo potuto mettere le mani sulla nuova fatica dei Monolith e di Yuichiro Takeda. Il nostro parere? Bhe, non vi resta che scoprirlo nella nostra recensione…

Benvenuti ad Alrest, terra di titani e armi leggendarie

Gli eventi che vanno a comporre la trama di Xenoblade Chronicles 2 prendono luogo in Alrest, una sorta di arcipelago volante, le cui isole sono in realtà composte da veri e propri titani. Sul corpo di queste mastodontiche creature, infatti, troveremo vere e proprie città, popolati da razze diverse, oltre che fiumi, monti o foreste. L’ambientazione, fulcro della componente esplorativa del gioco, risulta un elemento di assoluto spessore nell’ecosistema creato da Yuichiro Takeda e da i Monolith Soft. In mezzo a questa “celestiale” ambientazione, di cui ci limiteremo a narrarvi solo lo stretto necessario, ecco che il gioco ci farà vestire i panni di Rex, il giovane protagonista di Xenoblade Chronicles 2. Rex, un raccoglitore di professione, viaggia in groppa al suo titano Azurda (rinominato affettuosamente “Nonnetto” dal protagonista) in mezzo allo sconfinato mare di nuvole, raccogliendo risorse affondate e coltivando sogni nel cassetto. Il giovane protagonista, accettando una missione dall’elevato grado di rischio, scoprirà ben presto di avere delle abilità speciali ben nascoste. Nelle prime ore di gioco, infatti, verremo a contatto con l’Aegis una vera e propria arma leggendaria che si legherà indissolubilmente al proprio protettore (molto simile alla Monado del primo capitolo), Rex in questo caso. Molti degli eventi narrati durante la storia di Xenoblade Chronicles 2, vertono sul particolare rapporto tra Ductor (Driver nella versione originale) e Gladius (i cosiddetti Blade): i Ductor, a contatto con speciali cristalli, possono evocare delle vere e proprie armi viventi, i Gladius per l’appunto. Durante gli eventi iniziali, di cui vorremmo limitare gli spoiler non rovinarvi la sorpresa, Rex diventerà – appunto – un Ductor, dopo essere entrato in contatto con l’Aegis. Il suo Gladius, Pyra, una ragazza dai capelli rosso fuoco, instaurerà ben presto un legale speciale e molto intenso con Rex e non tarderemo a scoprire che lei non è solo un’arma come tutti gli altri…

La storia narrata in Xenoblade Chronicles 2, che ci terrà compagnia per una sessantina di ore circa, ci è parsa molto solida. La qualità dei filmati riesce a rendere perfettamente giustizia agli eventi narrati nell’ultima fatica dei Monolith Soft, grazie soprattutto alla riuscitissima ambientazione e al variegato cast di personaggi, caratterizzati davvero bene.

Il potere dei Gladius e il piacere della scoperta

Sul fronte gameplay Xenoblade Chronicles 2 è una continua scoperta. Fin dalle prime ore verremo lentamente introdotti alle dinamiche di gameplay introdotte dai ragazzi di Monolith. Sebbene ad ergersi vi sia una forte componente esplorativa, capace di tenerci impegnati per ore alla scoperta di tutti i segreti che i circa dieci titani esplorabili hanno da offrirci, il vero cuore dell’intera produzione è sicuramente il sistema di combattimento. Come già precedentemente descritto, l’universo di Xenoblade Chronicles 2 ruota intorno al rapporto tra i Ductor e i Gladius che, così come nella lore, anche nel sistema di combattimento la loro unione assume una connotazione piuttosto importante. Il sistema di combattimento di Xenoblade Chronicles 2 è infatti un ibrido particolare che va a inserirsi tra i classici JRPG a turni e quelli più moderni in tempo reale: muovendoci liberamente per la mappa, infatti, potremo scorgere le creature ostili che la popolano (il loro livello ci verrà segnalato tramite un valore sopra la loro testa); finendo nel loro campo visivo o “lockandole” tramite il dorsale destro, entreremo in battaglia. Rex e compagni, attaccheranno automaticamente ogni nemico ci si parerà di fronte, dando al giocatore modo di utilizzare le varie tecniche una volta caricate. Ogni tecnica, che oltre ad infliggere danni potrà far guadagnare bonus in salute o nelle statistiche al nostro party, potrà essere concatenata un all’altra, dando così modo al giocatore di provocare combo sempre più devastanti una volta familiarizzato a dovere con le meccaniche. Una volta riempita una specifica barra, potremo inoltre rilasciare attacchi speciali, utili ad infliggere danni più pesanti e duraturi ai nemici più complessi da abbattere. La presenza del proprio Gladius in battaglia, oltre a rappresentare un costante supporto negli scontri, garantirà una certa varietà agli scontri proposti.

L’utilizzo dei Gladius in battaglia subirà una vera e propria evoluzione, mano a mano che avanzeremo all’interno della trama di gioco. Grazie ad eventi specifici sulla mappa, potremo risvegliare nuovi Gladius da affiancare al nostro protagonista, attivando Cristalli dal diverso livello di rarità (ovviamente maggiore è il livello, maggiore è la possibilità di risvegliare Gladius più potenti). Potendo contare sull’utilizzo di più Gladius di supporto, avremo modo di concatenare delle vere e proprie combo che, se padroneggiate a dovere, saranno in grado di ribaltare le sorti di uno scontro. Ovviamente completando missioni e uccidendo nemici Rex – e conseguentemente i suoi Gladius – otterranno punti esperienza, utili per essere spesi nel sistema di progressione, gestibile attraverso l’apposito menu: complesso di primo acchito ma assolutamente appagante con il passare delle ore.

Come già accennato, grande enfasi è stata riposta nella componente esplorativa. Oltre al potersi spostare liberamente tra i vari mondi di gioco scoperti, tramite fast travel, avremo modo di visitare città e avere a che fare con attività e quest secondarie, via via sempre più articolate. Non mancheranno di certo le classiche quest di consegna, tipiche del genere, ma molte missioni secondarie ci sono parse in realtà interessanti sul fronte narrativo. Certo, i livelli gettati da produzioni come The Witcher 3 sono inarrivabili, ma lo sforzo dei Monolith è comunque apprezzabile.

I problemi della portabilità

Sul fronte puramente tecnico andiamo, ahinoi, a descrivere le principali pecche di Xenoblade Chronicles 2. Mentre sul fronte della direzione artistica, il titolo Monolith è assolutamente intoccabile, quello che preoccupa è la resa grafica del titolo, specialmente in modalità portatile. Nonostante in fase di annuncio sia stata promessa uma risoluzione 720p in modalità handled, il risultato è ben al di sotto delle aspettative. In battaglia e nelle aree a maggior concentrazione di poligoni, la risoluzione di Xenoblade Chronicles 2 sembra calare vistosamente, probabilmente per non provocare una eccessiva perdita di frame in queste fasi più concitate. Molto meglio invece in modalità docked; il titolo, in questo caso, riesce a garantire una risoluzione più elevata – e stabile – garantendo una resa grafica più efficace.

Ottima invece la direzione artistica, caratterizzata da un design dei personaggi, in puro stile anime, pienamente soddisfacente e da un comparto sonoro ottimo, grazie ad una eccellente soundtrack e ad un buon doppiaggio (in sola lingua inglese).

Concludendo…

Xenoblade Chronicles 2 è un titolo di assoluto spessore, qualitativamente eccellente in – quasi – ogni aspetto. La nuova fatica dei Monolith è un JRPG assolutamente consigliato ad ogni appassionato del genere che, armato di Switch, ha l’occasione di intraprendere una longeva avventura in un universo di gioco curato e ben narrato, oltre che appagante ed estremamente complesso “pad alla mano”. Nintendo, quest’anno, vince senza ombra di dubbio la “guerra delle esclusive”, concludendo l’annata 2017 con quest’ultimo tassello del puzzle che verrà sicuramente ricordato negli anni a venire.

E se questo è solo l’inizio, non vediamo l’ora di vedere cosa arriverà dopo!

In breve

  • Genere: JRPG
  • Sito web: Vai al sito
  • Data di rilascio: 01 dicembre 2017
  • Sviluppatore: Monolith Soft
  • Distributore: Nintendo
  • Publisher: Nintendo
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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre (si avete letto bene DI SUA MADRE). Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.