Ricordiamo ancora – con molto piacere – la prima volta che abbiamo avuto a che fare con Chris Darril. Avendo accettato di rilasciare un’intervista, rispose alle nostre domande per telefono. Al tempo si sapeva molto di meno di Remothered e la trama e i personaggi erano ancora solamente accennati: un velo di fascino, ma anche di mistero, avvolgeva questo progetto horror tutto italiano. La chiacchierata con Chris è durata ore e le reali domande, preparate precedentemente per l’articolo, occuparono solo venti minuti di un pomeriggio intero. I temi trattati con la mente di Remothered sono stati tra i più vari e assurdi, partendo dagli aneddoti di vita più strampalati alla concezione di horror videoludico, dalla  letteratura fino al dramma della creazione dell’arte. Quando, dietro un progetto, ci sono persone che non hanno solo ottime capacità e passione, ma possiedono un’anima artistica e realmente creatrice, nasce qualcosa di veramente speciale e unico.

Essendo artista io stessa non ho potuto non trovare un legame innato veramente forte con le idee e le esperienze di Chris, tutti elementi che stanno rendendo Remothered l’opera che è e che sarà.

Per tutto questo, noi di Cyberludus siamo così interessati al progetto da dedicargli sempre uno spazio speciale. Non a caso, dopo l’intervista a Chris Darril, abbiamo anche pubblicato l’anteprima della primissima versione giocabile del titolo (rilasciata al tempo per la stampa) e ora ci accingiamo a dedicare il nostro tempo anche alla versione in accesso anticipato rilasciata su Steam, in attesa di quella definitiva del gioco.

remothered

Discesa nell’orrore

Remothered: Tormented Fathers, sviluppato da Darril Arts e Stormind Games è, prima di tutto, una storia. L’impronta narrativa, fin da subito, è evidente: se qualcuno è in cerca del classico horror che fa a gara per avere il “mostro più repellente” è nel posto sbagliato. L’orrore a cui siamo di fronte è quello nutrito, ingozzato dalla corruzione umana, dai suoi errori e, perché no, dalle sue sofferenze e avidità.

Abbiamo da subito adorato la protagonista Rosemary. Dalle sue prime boccate di sigaretta impregnate di ansia, la testardissima donna tradisce subito la sua natura imperfetta e reale e un tormento interiore che vedremo scoprirsi pian piano nell’intreccio. La sua determinazione al limite del razionale, decisamente femminile, le regala l’appeal perfetto per il ruolo.

Il tema della villa è un classico dell’horror, che quindi non si discosta da uno dei topoi tipici del genere. Villa Felton è ombrosa, troppo silenziosa e, nel momento in cui appaiono i primi pericoli non c’è modo di debellarli, ma solo evitarli o nascondersi. Ad ogni svolta d’angolo puoi incontrare il tuo perseguitatore, ma Rosemary non è una stupida né una sprovveduta: la villa è sì un inferno tra quattro mura, ma è piena di risorse da poter sfruttare per sopravvivere. In ogni modo, Remothered non è di certo gentile con noi giocatori e i momenti di reale pace sono quasi inesistenti. I game over causati da disattenzione o errori di approssimazione saranno molti e viene da sé che concentrazione, strategia e pazienza sono obbligatori per procedere.

Gli enigmi ambientali, basati sul backtracking, necessitano di esplorare tutti gli angoli della villa in lungo e in largo per “mettere assieme i pezzi”, il tutto mentre veniamo braccati continuamente dal nemico di turno.

Insomma, i passi avanti nello sviluppo sono stati fatti, sono percepibili ed evidenti. Se la primissima versione del gioco era effettivamente, e giustamente, grezza e ancora ”impura”, nell’accesso anticipato è visibile lo smussamento degli spigoli e il continuo avanzamento verso l’eccellenza, dato da uno stile sempre più raffinato in gameplay e dinamiche. Ciò che abbiamo immediatamente notato sono state le aggiunte di dettagli sulla trama, la quale oramai ha messo in scena, uno dopo l’altro, tutta una serie di misteri di cui non vediamo l’ora di assisterne lo svolgimento, con la conseguente venuta alla luce di ogni punto oscuro.

Prima di concludere, vorremmo dedicare un piccolo spazio alla benvoluta introduzione di nuovi nemici all’interno della villa, in particolare l’entrata in scena della Suora Rossa (il convento delle suore sembra strettamente collegato alle vicende di Felton e della sparizione di Celeste). Dove, infatti, il primo pericolo incarnato proprio dal Dottor Felton appare come una sgradevole seccatura nella nostra “gita” nella magione, la Suora Rossa possiede quell’appeal veramente horror di cui ogni survival che si rispetti ha veramente bisogno. La suora sussurra con una voce mostruosa, irreale: il suo arrivo è annunciato da disturbi alle luci, che cominciano a lampeggiare in maniera inquietante. Lei è l’anima corrotta, putrida, mortale, il cuore del male di Remothered, il villain che stavo aspettando.

Essendo la seconda anteprima che dedichiamo al titolo, prendete questo articolo come una nuova, seconda introduzione a Remothered, un aggiornamento in fase di sviluppo, nell’attesa spasmodica dell’opera completa che oramai tutti attendiamo, accompagnati da ottime speranze e previsioni.