Questo primo anno di Playstation VR ha saputo regalarci momenti assolutamente unici. Noi di Cyberludus, da assoluti “novizi”, ci siamo avvicinati a piccoli passi nel già vasto mondo della Virtual Reality, tecnologia che, a nostro modo di vedere, è in grado di regalare immersività ed esperienze di gioco davvero uniche. Il PS VR è, a conti fatti, il miglior compromesso per entrare a far parte di questo nuovo modo di vivere i videogiochi, grazie soprattutto ad un prezzo molto competitivo – non tanto per il visore, che resta comunque il più economico rispetto ad HTC Vive ed Oculus, ma per il costo di PS4 rispetto ad un PC da gaming attrezzato a questa tecnologia – e ad una libreria di giochi che, ad oggi, può dirsi più che soddisfacente. Mentre nei negozi Bethesda si appresta a rilasciare le versioni VR delle sue serie di maggior successo, abbiamo potuto mettere le mani su Unearthing Mars, interessante titolo VR fantascientifico, sviluppato dai cinesi di Winking Entertainment.

Interessati, abbiamo indossato il visore e imbracciato i due controller Move (obbligatori per giocare) atterrando su Marte desiderosi di avventura.

Il nostro parere? Scopriamolo insieme nella recensione…

Matt Damon ci fa un baffo

Unearthing Mars ci mette negli “sfortunati” panni di un co-pilota impegnato in una missione di soccorso su Marte: il satellite Phobos ha iniziato – misteriosamente – a perdere pezzi sul suolo del Pianeta Rosso.
Inizializzata l’avventura – che come già detto necessiterà di due controller Move – ci ritroveremo nella plancia della nostra navicella, dove grazie all’interazione con le mani potremo già selezionare uno dei dieci capitoli che compongono l’avventura dei Winking Entertainment. Il fatto che il gioco ci metta di fronte alla scelta dei capitoli, fin dall’inizio, dimostra la frammentarietà dell’esperienza di gioco, che diventerà ancora più palese iniziando il primo capitolo.

Lanciata infatti la prima sequenza di gioco, verremo catapultati in quello che è il briefing della missione, dove avremo inoltre modo di selezionare le risposte volute nei dialoghi. In men che non si dica, ci ritroveremo in compagnia del Capitano sulla navetta pronta alla discesa su Marte: il colpo d’occhio in questa sezione (che vi consigliamo di affrontare da seduti) è piuttosto notevole, grazie soprattutto ai dettagli interni della nave con monitor e comandi, con cui sarà possibile interagire tramite i due controller Move. Seguendo le istruzioni a schermo partiremo alla volta di Marte ma – ahinoi – la sequenza di gameplay dedicata al viaggio verso il pianeta è stato quasi interamente tagliato.

Verremo quindi portati al capitolo successivo dove, tramite un brusco atterraggio, raggiungeremo finalmente il suolo di Marte. I capitoli successivi – molto brevi se presi singolarmente – riguardano principalmente l’esplorazione del pianeta. Nelle sezioni “a piedi”, potremo spostare il nostro personaggio tramite un sistema di teletrasporto, poco immersivo ma soprattutto molto limitato. Saranno inoltre presenti due lunghe sezioni di guida, dove utilizzeremo i controller Move a mo di comandi remoti (simili a quelli di una macchinina radiocomandata) per muovere il veicolo sul suolo del pianeta: il sistema, oltre ad essere particolarmente terribile per quanto riguarda la mappatura dei comandi, è in realtà poco immersivo – considerata la pessima gestione della telecamera che ci obbliga a reimpostare la visuale ad ogni secondo – oltre che incredibilmente noioso.
Nelle sezioni finali, il gioco ci mette di fronte ad alcuni puzzle ambientali, che ben sfruttano il sistema di controllo tramite Move anche se, a conti fatti, risultano estremamente semplici da portare a compimento. La parte finale del gioco, infine, ci mette di fronte ad una fase di shooting, anch’essa piuttosto semplice e poco consona allo stile generale della produzione.

La VR che non vogliamo

Sul fronte tecnico, Unearthing Mars se la cava tra alti e bassi. La modellazione delle strutture, degli interni e di alcuni personaggi, risulta più che soddisfacente. A far storcere un po’ il naso sono invece i dettagli ambientali: il suolo di Marte risulta troppo poco definito e incapace di regalare un colpo d’occhio efficace ai videogiocatori.
La risoluzione generale del titolo dei Winking Entertainment, risulta però più che soddisfacente per gli standard del genere anche se, come già detto, mancano davvero quei momenti in grado di strabiliare il giocatore, a fronte di una immersività a volte nulla, a causa di scelte di design piuttosto discutibili.

Totalmente insufficiente, invece, il comparto sonoro che deve fare i conti con un doppiaggio – in lingua inglese – pessimo e monocorde, privo di un qualsiasi tipo di recitazione.

Concludendo…

Non ce la sentiamo proprio di promuovere Unearthing Mars. La – breve – esperienza di gioco proposta dallo studio cinese dei Winking Entertainment risulta eccessivamente frammentaria e poco immersiva, a causa di scelte di design discutibilissime. Nonostante il prezzo basso (il gioco è acquistabile a 14,99 € sul PSN), non ci sentiamo davvero di consigliare questo titolo ai possessori di Playstation VR che, a nostro parere, dovrebbero rivolgere altrove le loro attenzioni.

In breve
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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre (si avete letto bene DI SUA MADRE). Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.