It’s a VR world!

Le produzioni VR, da qualche mese a questa parte, stanno aumentando esponenzialmente. Mentre su PC si consuma una lotta senza quartiere tra Oculus Rift e HTC Vive, sul fronte console – in particolare su quello PS4 – il Playstation VR riesce ad accontentare tutti i palati e, soprattutto, tutte le tasche. Su console e PC, software house come Bethesda stanno cercando di adattare le loro produzioni di punta – come Skyrim e Fallout 4 – in vere e proprie esperienze in realtà virtuale, mentre team indipendenti cercano a loro modo di proporre le loro personali esperienze in realtà virtuale a prezzi decisamente più modici. E’ questo il caso di RollerCoaster Legends, una vera e propria esperienza VR sviluppa dai ragazzi di Warducks.

Grazie ad un codice review fornitoci dagli sviluppatori, abbiamo potuto provare questa brevissima – anche se intensa – esperienza in puro stile roller coaster dal sapore mitologico.

God of War: The Ride?

RollerCoaster Legends è un titolo arduo da analizzare e recensire. In questo caso si tratta di una vera e propria esperienza visiva, dove l’interazione del giocatore è pressochè nulla, se non limitata al solo movimento della testa. Senza nessuna introduzione o preamboli di sorta, ci ritroveremo all’entrata di una claustrofobica miniera, all’interno di un carrellino in puro stile Until Dawn: Rush of Blood.

Il percorso di questa lunga giostra ci mette di fronte ad alcuni elementi importanti della mitologia greca. Passando dal fiume Stige, con un faccio a faccia con il traghettatore Caronte, per poi attraversare il claustrofobico labirinto del Minotauro e infine nel discendere nell’Ade, abbiamo apprezzato ogni minuto di questa produzione targata Warducks che, ahinoi, conferma uno tra più pesanti limiti di titoli come questo: la longevità. La montagna russa virtuale, infatti, giungerà al termine in neanche quindici minuti, dandoci però modo di ricominciare il percorso in qualsiasi istante. Nonostante ciò, la produzione vanta un prezzo budget (attualmente è acquistabile sul Playstation Store per 5 euro circa) che giustifica, in parte, la risicatissima longevità del titolo.
Resta il fatto che le sensazioni che un titolo come RollerCoaster Legends sa offrire difficilmente sono riscontrabili in altre produzioni a marchio Playstation VR. Tra cambi di velocità e ambientazione repentini, uniti ad occasionali momenti di pura claustrofobia e angoscia, il coaster dei Warducks riesce a proporre un giusto mix vincente di sensazioni che, sicuramente, ci sentiremmo di consigliare a chi è intenzionato a gettarsi nell’universo VR per la prima volta e che, magari, non ha alcuna dimestichezza con controller di gioco. RollerCoaster Legends infatti non propone alcuna interazione di sorta: il vostro unico compito sarà quello di sedervi, appoggiare i controller e – ovviamente – indossare il visore.

Sul fronte puramente tecnico RollerCoaster Legends se la cava più che bene. Il senso di immersività – una volta indossato il visore – è pressoché totale, grazie soprattutto alla cura grafica rivolta dal team nel rendere questa “attrazione virtuale” viva… anche se totalmente fantasiosa. Molto buono anche il comparto sonoro che, con l’ausilio di un paio di cuffie, riesce ad aggiungere quella dose in più di immersione che nelle produzioni VR riesce sempre a fare la differenza.

Concludendo…

Difficile tirare le somme di un titolo simile. Da un lato RollerCoaster Legends propone un’esperienza VR davvero unica all’interno di una sempre più nutrita libreria di titoli, dall’altra – invece – fattori come una longevità davvero esigua (15 minuti circa) e la presenza di un unico tracciato potrebbero scoraggiare non pochi giocatori, anche se il prezzo di circa 5 euro (con cui attualmente è disponibile sullo Store) non rappresenta una spesa molto impegnativa. Se siete alla ricerca di un qualcosa di diverso e siete intenzionati a testare – o far testare – le potenzialità della realtà virtuale ad amici e/o parenti, RollerCoaster Legends allora potrebbe davvero valere la spesa.

In breve
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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre (si avete letto bene DI SUA MADRE). Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.