Negli ultimi due anni il team di Supermassive Games si è dimostrato molto produttivo nel rifornire il parco titoli Playstation 4. Dopo il successo di Until Dawn, il team britannico si è messo subito all’opera sul fronte Playstation VR, dando alla luce l’ottimo Until Dawn: Rush of Blood, spin off della loro precedente fatica che proponeva un insolito mix tra coaster, survival horror e rail shooter. Sul finire dell’anno, invece, il team – oramai specializzato nel confezionare esperienze interattive – dopo aver annunciato ben due titoli PSVR, si appresta a rilasciare Hidden Agenda, il nuovo titolo “party” della gamma PlayLink di Sony, riuscendo ad ottenere un ottimo responso tra pubblico e critica.
Il primo dei due titoli VR – in uscita nel 2018 – è The Inpatient, survival horror di stampo psicologico che funge da vero e proprio prequel di Until Dawn.

Indossato il visore – e “sgranato” un rosario – ci siamo immersi nell’incubo proposto dai Supermassive Games. Ecco le nostre finali considerazioni su The Inpatient

Bentornati nel Sanatorio di Blackwood

The Inpatient riporta indietro le lancette di 60 anni. Siamo nel 1952 e il setting – piuttosto familiare per i giocatori di Until Dawn – è quello del sanatorio di Blackwood, la clinica privata di Blackwood Pines gestita dall’enigmatico dottor Jefferson Bragg. Inizializzata una nuova partita dovremo scegliere sesso e colore della pelle del personaggio (scelta piuttosto curiosa per un titolo VR ma , successivamente, giustificata dalla possibilità di “vedersi” il corpo muovendo la testa). Nelle prime sequenze di gameplay, ci ritroveremo faccia a faccia con il dottor Bragg, seduti e legati ad una sedia in una stanza scarsamente illuminata. Ad ogni domanda del dottore avremo modo di scegliere una delle due risposte disponibili (tutti i dialoghi a scelta multipla nel gioco hanno solo due risposte selezionabili) sia grazie ai comandi vocali – ottimamente introdotti nella formula di gioco – sia grazie ai controller Move, visto che sarà possibile “guardare” la risposta e selezionarla con il grilletto.

Terminata la fase iniziale avremo modo di sperimentare il gameplay nella sua interezza. In The Inpatient ci muoveremo grazie all’ausilio dei controller Move: inclinando il controller destro e schiacciando il pulsante frontale ruoteremo la visuale di 30°, mentre con il sinistro cammineremo in avanti. Il sistema di movimento funziona piuttosto bene, dandoci inoltre modo di interagire con gli elementi dello scenario (purtroppo non molti, considerata la scarsità di luoghi esplorabili) semplicemente muovendo i controller davanti a noi, simulando la presa con le mani. Gli eventi di The Inpatient avvengono con una certa lentezza nella prima parte dell’avventura, alternando un numero spropositato di caricamenti a veri e propri incubi (astenersi deboli di cuore) conditi da alcuni terrificanti jump-scare. Oltre a decidere le sorti dell’avventura nelle scelte multiple dei dialoghi, il gioco propone alcuni elementi dello scenario con cui sarà possibile interagire, generando così dei veri e propri ricordi vividi dove verremo a conoscenza delle intenzioni e dell’identità del protagonista.

La parte finale dell’avventura, tuttavia, si propone a schermo con una certa frettolosità, raggiungendo i titoli di coda in maniera piuttosto deludente. Il titolo Supermassive Games è si rigiocabile, ma le scelte che ci vengono proposte durante l’avventura in realtà non sono così determinanti come ci saremmo aspettati, se non nel finale vero e proprio dove – di fatto – vengono decise le sorti del giocatore. The Inpatient si completa piuttosto in fretta: la nostra prima run, giocata con assoluta tranquillità, non ci ha portato via neanche 3 ore di gameplay.

Su una cosa siamo davvero sicuri: The Inpatient, graficamente, è il miglior titolo su Playstation VR. Su Playstation 4 Pro, il titolo Supermassive riesce nell’intento di proporre ambientazioni oscure (forse anche troppo) e angoscianti, grazie al supporto di un comparto sonoro di ottimo spessore, condito da canzoni anni ‘50 e da un buon doppiaggio in lingua italiana.

Concludendo…

The Inpatient, per noi, è stato una mezza delusione. Sia chiaro, il titolo Supermassive Games riesce a proporre idee e atmosfere indubbiamente interessanti sul fronte VR, ma purtroppo l’avventura, se analizzata nella sua interezza, risulta estremamente frammentaria e frettolosa nello sviluppo, risultando in un titolo eccessivamente breve che lascia davvero poco – in termini di scelte e possibilità – al videogiocatore. Il titolo viene proposto in commercio ad un prezzo di circa 40 euro (allo stesso prezzo viene proposta l’edizione completa di Resident Evil 7, ben più soddisfacente in termini di contenuti e possibilità) ed il nostro consiglio è quello di aspettare un calo di prezzo prima di mettere le mani sul gioco che comunque si è rivelato più che sufficiente.

In breve

  • Genere: Survival Horror
  • Sito web: Vai al sito
  • Data di rilascio: 23 gennaio 2018
  • Sviluppatore: Supermassive Games
  • Distributore: Sony Interactive Entertainment
  • Publisher:
  • Pegi:

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Nerd purosangue classe 1992, si avvicina al mondo dei videogiochi grazie al SEGA Master System di sua madre (si avete letto bene DI SUA MADRE). Destreggiandosi tra Alex Kidd e Sonic the Hedgehog, comincia a farsi una importante cultura videoludica a base di platform e beat ‘em up. Fedele seguace della “master race”, consuma giochi di ruolo dalla mattina alla sera, anche se la sua saga preferita rimane Grand Theft Auto degli inarrivabili Rockstar Games, che fin dal primo capitolo lo ha aiutato a diventare la brutta persona che imparerete a conoscere.