Dopo un debutto alquanto claudicante, il picchiaduro di Capcom è ritornato a proporsi ai giocatori in una veste ampliata e perfezionata. Tale cambiamento è stato quanto mai d’obbligo, viste soprattutto le molte critiche mosse dai fan nei confronti del brand nel corso del 2016. Eccezion fatta per gli scontri uno contro uno in locale, la prima edizione deficitava di una modalità arcade (eresia per uno dei massimi esponenti del genere), presentava un roster alquanto ridotto e un matchmaking online più che discutibile. Dopo un viaggio lungo e irto di ostacoli, Capcom ha proposto al pubblico Street Fighter V: Arcade Edition, con la speranza di risollevare il morale dell’utenza e restituire il giusto prestigio ad una saga pilastro dell’industria videoludica moderna. Che la seconda volta sia stata quella buona? Scopriamolo assieme.

Another fight is coming your way

Giri di parole a parte, Street Fighter V è finalmente il picchiaduro in cui tutti noi speravamo. Attualmente in grado di rivaleggiare con gli altri mastini del settore competitivo, il titolo riesce ad essere godibile sia per i novizi che per i combattenti navigati, tanto online quanto in solitaria. Grazie ai due pacchetti lottatori, il roster è stato notevolmente ampliato, fra vecchie conoscenze e nuove aggiunte di qualità. Non crediate però che questa riedizione vi possa rendere le cose più facili come una versione Super o Ultra di Street Fighter 4: la natura da semi free-to-play è tutt’oggi persistente, in quanto i protagonisti più recenti saranno selezionabili solo tramite l’esborso di valuta reale (somme comunque piuttosto basse se paragonate a quelle richieste dalla concorrenza) o spendendo i Fight Money. Questi ultimi – che per comodità chiameremo FM – potranno essere ottenuti conquistando la vittoria negli scontri in rete, classificati o amichevoli che siano oppure completando missioni giornaliere come molti F2P ci hanno oramai abituati. Sebbene il cammino verso l’ottenimento di un nuovo personaggio possa apparire arduo, sappiate che non sarà affatto impossibile sbloccare tutte le nuove leve. Al pari dei lottatori, anche i costumi aggiuntivi e le arene potranno essere acquistati con i FM ma a prezzi del tutto poco ragionevoli. Anche il biglietto per la singola partecipazione alle battaglie extra – sfide disponibili solo per un periodo di tempo limitato – risulta piuttosto dispendioso (2500 FM) ma a differenza degli scenari e degli outfit secondari, queste possono portare dei veri benefici. Completando infatti per quattro volte lo scontro con Rashid potrete ottenere la sua variante Viewtiful Joe e sfidiamo chiunque a non essere tentato. Discorso a parte invece merita Shin Akuma, un avversario forse fin troppo difficile da sconfiggere (almeno per i giocatori con poca esperienza) che potrebbe farvi gettare all’aria i vostri sudati Fight Money a causa di un rateo di danno davvero elevato e una critical art quasi impossibile da evitare.

Lo scontro del destino ha inizio…di nuovo

Scaricando un succoso DLC da 8GB, sarà possibile godersi finalmente la modalità Storia senza dover fissare illustrazioni statiche condite solo da sottotitoli. Gli sviluppatori hanno infatti confezionato una nuova serie di filmati realizzati col motore di gioco e ciò rende lo svolgimento della trama molto meno noioso ma non riesce ad evitare che il giocatore salti a piè pari ogni sequenza per dedicarsi allo scontro successivo con noncuranza. Paragonare il livello della scrittura a quello dei titoli firmati Netherrealm Studios potrebbe forse essere impietoso ma ciononostante non possiamo non lodare tale decisione user-friendly. Sicuramente degna d’un plauso è invece l’inclusione della modalità Arcade: potendo scegliere tra sei percorsi differenti, rivivrete gli eventi salienti dei capitoli più famosi del brand di Capcom. Una volta completata la scalata, sbloccherete il finale dedicato al vostro personaggio, realizzato con le illustrazioni degli artisti più iconici della serie. Purtroppo le ricompense si fermano qui ma ottenere un punteggio abbastanza alto potrebbe farvi completare alcune missioni giornaliere, il che non è mai un male. Tra le novità introdotte nel sistema di combattimento, oltre al bilanciamento di alcuni personaggi, è da menzionare la presenza del secondo V-Trigger: ogni lottatore avrà infatti a disposizione una seconda abilità speciale, da utilizzare con saggezza per prolungare le combo, sfuggire dagli attacchi nemici, aggirare l’avversario e ribaltare le sorti degli scontri. Capcom sembra aver imparato dagli errori commessi nel 2016 e con Marvel vs Capcom Infinite nel 2017: anche il matchmaking online è stato infatti notevolmente raffinato, consentendo ora di incontrare avversari (quasi) sempre vicini al proprio livello e con connessioni stabili, assicurando uno svolgimento dignitoso degli incontri senza rage quit. La ricerca degli scontri online è ora facilitata e non richiederà più attese lunghe quanto una quaresima prima di poter gonfiare di botte il malcapitato di turno. Rispetto all’edizione originale, le nuove vesti grafiche dei menù e delle trasizioni pre- e post-battaglia rendono Street Fighter V un vero e proprio spettacolo per gli occhi mentre i più attenti potranno godersi i nuovi brani inclusi nella colonna sonora ufficiale. Oltre alle classiche sfide per padroneggiare al meglio ogni lottatore, nella modalità Allenamento sono finalmente visibili anche i frame utilizzati dalle varie mosse, uno strumento imprescindibile per i veterani delle competizioni nel genere picchiaduro.

Concludendo…

Grazie alle numerose novità introdotte con questa riedizione, Street Fighter V: Arcade Edition è finalmente il picchiaduro che tutti fan reclamavano a gran voce e che gli sviluppatori avevano sperato che fosse fin dal primo giorno. La lunga attesa è costata a Capcom le costanti critiche dell’utenza, duro lavoro per gli svariati esperimenti ed extra aggiunti lungo il cammino ma finalmente il parto è da considerarsi terminato. Nel caso non abbiate ancora avuto modo di lanciare un Hadoken contro un avversario nel corso dell’attuale generazione di console, questa potrebbe davvero essere l’occasione buona per rimediare. Certo la concorrenza di pezzi da novanta come Injustice 2 e il meraviglioso Dragon Ball FighterZ potrebbe dissuadervi ma prestate attenzione, Street Fighter è ben lungi dallo scomparire all’orizzonte: ora si posiziona di diritto tra i picchiaduro competitivi più validi del panorama odierno.

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Laureando in Mediazione Linguistica e Culturale presso l'Università degli Studi di Napoli L'Orientale, si avvicina al mondo dei videogiochi già in tenera età. Appassionato di cinema e cortometraggi, carica su internet video satirici e talvolta demenziali con i 3Gamersacaso e The Gentlemen. Il suo obiettivo ultimo? Guidare le masse incolte sfruttando un pensiero laico, razionale e scientifico. A volte riesce persino ad essere serio.