Yie Ar Kung Fu Recensione
E' davvero difficile parlare di un gioco che porta sulle spalle ben 20 anni. Titolo che all'epoca si meritò i plausi di critica e pubblico, titolo che -più di tutto- fu in grado di regalarmi ore ed ore di sano ed appassionato divertimento.
Dicevo 20 anni, come passa il tempo e come cambiano i gusti e le mode anche per noi videogiocatori. Ma andiamo con ordine. Yie ar Kung Fu è un videogioco targato Konami uscito in sala giochi nel lontano 1985 e poi in seguito anche su tutte le piattaforme più in voga di quel periodo. Si può considerare, senza timore di dubbio, un pioniere del genere picchiaduro ad incontri: con la sua grande varietà di personaggi tutti ben caratterizzati ed una giocabilità frenetica ma dannatametne intuitiva. Oggi, dicevo, assistiamo ad una sua rinascita, ma tutto è andato per il verso giusto? Analizziamolo insieme. Il mio test si è diviso in due diversi momenti.
Fase 1 analisi e test condotta dal sottoscritto 

Difficile descrivere il mio stato emozionale. Un tuffo nel passato per uno della mia età deve essere affrontato con grande moderazione, i rischi sarebbero troppo alti. Vi Parlo di emozioni e non di parametri tecnici da analizzare ed ai quali assegnare un voto. Ho trascorso in quest'estasi malinconica quasi due ore. Ho terminato il gioco e ne sono rimasto assolutamente appagato e soddisfatto Tutto qui? Si! Ed è stato assolutamente fantastico!
Fase 2 analisi e test condotta dal cuginetto

Adesso cominciano le rogne. Come far capire ad un ragazzino di appena 12 anni il valore di un titolo del genere, mi domando. Un ragazzino cresciuto con i vari Lost Planet, Splinter Cell: Double Agent e Gears of War. Tutti titoloni, per intenderci, ma pari a Yie Ar Kung Fu per quanto riguarda il fattore divertimento.
Eccomi allora a spiegare con voce calma e pacata le origini del videogioco, dagli albori ad oggi, immerso in uno stato febbrile quasi di trance dove il protozoo PONG si evolve fino ad assumere le forme ben più nette e vivide di dettagli di un mito contemporaneo come Cratos. Ma al mio risveglio nella stanza con gli occhi sgranati ero rimasto inesorabilmente solo.
Il cuginetto era fuggito, totalmente disinteressato a me e sopratutto al gioco, forse atterrito. Le sue parole sarebbero state in seguito taglienti, fredde, laconiche:
pessima grafica, pessima giocabilità, pessimo sonoro. Un solo aggettivo, per tre stroncature.
Fosse per mio cugino non esisterebbe neanche il Live di Microsoft, penso, per comprare le riedizioni dei vecchi giochi.
Il cuginetto era fuggito, totalmente disinteressato a me e sopratutto al gioco, forse atterrito. Le sue parole sarebbero state in seguito taglienti, fredde, laconiche:
pessima grafica, pessima giocabilità, pessimo sonoro. Un solo aggettivo, per tre stroncature.
Fosse per mio cugino non esisterebbe neanche il Live di Microsoft, penso, per comprare le riedizioni dei vecchi giochi.
Andiamo al sodo
Ma Yie Air Kung Fu resta un titolo da avere o almeno provare assolutamente. Lo deve avere chi come me vuol rievocare piacevolmente un passato in cui le parole grafica, giocabilità e sonoro erano punti cardine pioneristici di un mondo ai confini con la fantasia, quando i sogni erano fatti di pochi bit ma molto più realistici dell'alta risoluzione. E deve provarlo chi, come l'adorabile canaglia del cuginetto, ha bisogno di scoprire le origini del videogioco, fatto di idee, sudore e poche linee di codice.
Per il resto il mio voto è un 9 assolutamente simbolico e meritato.










