Bioshock

L’evoluzione di un genere
Da tempo il genere dei FPS (comunemente definiti “sparatutto in prima persona”) si è arricchito di vari titoli sempre nuovi, pronti a divertire gli appassionati delle armi e della distruzione. Sparare a tutto quello che si muove su schermo è sempre stata una passione dei videogiocatori di ogni epoca: tante sono state le trame (il più delle volte poco profonde), le ambientazioni e le meccaniche di gioco ma niente di tutto quello che si è visto può essere minimamente paragonato a “Bioshock”. La verità è che il titolo sviluppato da “2kGames” non può essere semplicemente definito “FPS”: “Bioshock” è un’avventura straordinaria che ci trascina in  un mondo visionario e perduto dalle mille sfaccettature, che ci conduce per mano raccontandoci una storia profonda e ricca di significati.
“Bioshock” rappresenta la potenza della terza generazione, in quanto scalda i motori di Ps3 e fa di un videogioco la gioia per gli occhi, una gioia grande che suscita emozione nell’ammirare l’arte fatta in pixel. “Bioshock” non è un videogioco, è l’evoluzione di quest’ultimo: un fantastico tassello che avvicina un “giochino” all’arte e al cinema.
Incamminarsi in questa avventura significa giocare un titolo che sa di fantascienza ma allo stesso tempo di horror splatter: può sembrare un semplice sparattutto, all’inizio, ma poco dopo capirete che si tratta di un gioco d’azione in prima persona, pregno di enigmi da risolvere e di vere e proprie fasi di esplorazione, insieme, ovviamente, a fasi di sparatorie al limite della follia! Inizialmente il gioco è uscito per XBOX360, guadagnadosi il premio per il miglior gioco dell’anno. Ma dopo tanta attesa il titolo “2kGames” approda in casa Sony con una versione riveduta e corretta, non priva di qualche novità: la versione Ps3 è quella di cui ci occuperemo in questa recensione! Siete pronti a visitare i mondi sommersi?

Un paradiso perduto nell’oceano
La trama  di “Bioshock”, ambientata negli anni 60,  vede come protagonista un personaggio qualunque; inizialmente non abbiamo coscienza di chi stiamo impersonando nel gioco: a bordo di quell’aereo, infatti, Jack è uomo come tanti, desideroso di svolte e novità, di fare grandi cose!
D’improvviso l’aereo precipita: ci troviamo nel bel mezzo dell’oceano, immersi nell’acqua fredda e scura, scarsamente illuminata dai bagliori delle fiamme, bloccati dai rottami dell’aereo che lentamente cola a picco nelle profondità marine. Un faro in lontananza ci induce a nuotare verso quella direzione. Una scala, un percorso, forse una via di salvezza… e poi lo stupore!
Un ascensore ci porta sempre più giù nelle profondità oceaniche, rivelando una realtà sconosciuta agli uomini della terra ferma; una realtà che ci lascia senza fiato… Ci troviamo nel bel mezzo di una metropoli sommersa, una città a metà tra l’umano e il divino, frutto di una visione utopica di libertà di espressione e pensiero. Rapture è il nome della capitale sommersa, la città dove l’uomo è Dio, la città dove l’uomo non è soggetto alle leggi della terra: è solo guidato dal desiderio di grandezza e di potere.
Ma ben presto apprendiamo che questo potere, questo disperato bisogno di elevare l’uomo a un gradino successivo dell’evoluzione, ha portato gli abitanti alla rovina di se stessi e della città...
Attraverso alcune registrazioni apprendiamo, infatti, che nel 1946 il magnate Andrew Ryan ha segretamente costruito Rapture nelle profondità del mare allo scopo di accogliere le menti più brillanti dell’umanità: tuttavia una misteriosa sostanza, l’Adam, estratta da alcuni molluschi, ha permesso agli abitanti di superare i propri limiti fisici.
Come se non bastasse gli scienziati di Rapture hanno creato i Plasmidi, sostanze che mettono in moto mutazioni genetiche una volta trasmesse per via endovenosa allo scopo di sviluppare potenziamenti genetici.
Ma l’uomo che gioca a  fare Dio deve essere punito: gli abitanti hanno subito trasformazioni mostruose che hanno sfigurato il loro corpo e danneggiato irreversibilmente il loro raziocinio.
Questo è lo scenario che fa da sfondo alla nostra avventura: un inferno perduto tra le acque dell’oceano dove mostri violenti e desiderosi di vendetta contro il mondo tenteranno di ucciderci e non lasciarci andare mai più. Ma chi ha creato Rapture? Perchè la vanità e l’ambizione degli abitanti hanno portato alla loro distruzione? Quali sono i veri segreti che nascondono quelle inquietanti bambine, sempre accompagnate e protette da mostruosi robot di ferro? E la voce confortante di Atlas, abitante di Rapture che ci prega di salvare la sua famiglia, è reale o frutto della nostra mente ormai in ginocchio davanti  alla solitudine e al silenzio dell’oceano?
Scoprirete le risposte solo proseguendo nell’avventura, una storia ricca di colpi di scena e momenti di pura tensione psicologica. Una trama decisamente matura e sorprendente per un FPS. Una storia che racconta dell’uomo e del suo desiderio di elevarsi, dei suoi progetti smisurati e disumani; ma non trascura il fatto che l’ambizione, se lasciata sciolta, porta alla perdita di controllo e alla progressiva distruzione. “Bioshock” non vi lascerà andare, e una volta terminata l’avventura la rigiocherete nella speranza di cogliere altre verità, altri segreti, altri tasselli di una trama meravigliosa.


La metropoli dell’arte
Il comparto grafico di “Bioshock” è un punto di forza del gioco: il titolo “2Kgames” è uno dei pochi  (per il momento) che  sfodera una grafica da perdere la testa. Sin dalle prime fasi di gioco si può constatare che alcuni effetti come l’acqua agitata dell’oceano o il fuoco che divampa tra i rottami dell’aereo precipitato siano tra i migliori mai visti su una console di nuova generazione.
E se ogni tanto accuserete qualche sintomo di stanchezza agli occhi è proprio perché i colori e la profondità saranno così intensi da catturarvi irrimediabilmente. Le pareti dei palazzi in decadimento si sbriciolano durante le fasi di sparatoria contro i nemici e sollevano in alto tanta polvere da oscurare la vostra visuale per qualche secondo.
 
scheda_gioco: 


Piattaforma:Ps3(test), XBOX360, Pc
Genere: FPS
Publisher: 2K Games

Distributore: Take 2
Sviluppatore: 2K Marin Studio
Sito Ufficiale
Pegi: 18+

 

 

Console Sony Playstation 3, 1 controller

 


Atmosfera impareggiabile
Comparto tecnico eccezionale
Gameplay versatile e mai noioso



Modalità on-line assente
Qualche caricamento di troppo

Cali di fluidità nelle situazioni più affollate

scheda_video: 



da oggi, grazie al sistema RSS potrai essere aggiornato in tempo reale sulle ultime notizie di Cyberludus.com

clicca qui per ABBONARTI